1×02 – BOULEVARD OF BROKEN DREAMS

Ed eccoci alla seconda puntata di Second Chance! Voglio ringraziare tutti coloro che, commentando, hanno contribuito alla realizzazione di questo Spin Off! E’ un progetto che mi sta molto a cuore, perchè è il primo progetto che scrivo e ideo ora che sono un pò più “pratica” dei telefilm su carta, quindi tengo molto ai vostri pareri! Senza considerare che la storia è ancora molto work in progress e i vostri feedback sono più essenziali che mai!

 

madison square

Liam
Liam

Liam richiude la porta dietro di sé, senza capire. All’interno della stanza, Cody, il manager e il resto del suo gruppo. Vede Noel restituirgli un’occhiata stralunata, mentre Phil mantiene lo sguardo basso, il che gli fa intuire che non si sono riuniti per comunicare la bella notizia.

LIAM: Che succede?

MANAGER: Ditemelo voi.

MANAGER SET IT OFF

PHIL: Lui non c’entra niente, come Noel.

PHIL (2)

LIAM: Ma di cosa state parlando?

CODY: Presumo dovreste spiegarglielo voi due.

Cody

Cody indica Phil e Shone, mentre Liam comincia ad innervosirsi. Phil si schiarisce la voce, sfodera il suo sorriso migliore.

PHIL: Stiamo facendo una tragedia per nulla. Insomma, ho un problema, ok, ma come me migliaia di altri cantanti….

Phil si blocca, guarda il sopracciglio alzato di Cody.

PHIL: Andiamo, Cody. La droga è sempre circolata nell’ambiente musicale. Non sono il primo a farne uso.

LIAM: Droga?

Phil guarda un attimo il suo chitarrista, con gli occhi gli chiede di lasciarlo parlare. Poi lo indica.

PHIL: Il fatto che né Liam né Noel ne sapessero niente dimostra che l’uso che ne faccio non compromette la mia professionalità.

CODY: Ora, forse…

PHIL: Sto cercando di tenerlo sotto controllo, va bene?

Il manager scuote la testa, pratico.

MANAGER: No, non va bene. I problemi di tossicodipendenze si curano in centri specializzati, ed è solo una questione di tempo. Hai ragione, non sei il primo a farne uso, ma non sarai il primo ad andare in rehab…

PHIL: Preoccupiamocene quando e se sarà il momento, allora.

MANAGER: MI dispiace ragazzi, ma questo non è il tipo di immagine a cui voglio associarmi. Non so che farmene degli artisti ribelli, io cerco gente che lavori sodo.

Liam resta un attimo in silenzio, il tempo necessario per capire che hanno perso la battaglia. Poi Liam mormora.

LIAM: Già. Anche io.



 

 

discover

ALLY
Ally

ALLY: Allora, com’erano questi Shameless?

Kathleen si gira verso la scrivania dell’amica, stiracchiandosi.

Kathleen
Kathleen

KATHLEEN: Non sono riuscita a sentirli. Sai com’è, Matt mi ha spedito lì senza biglietto.. Però sono riuscita a vederli.

Ally annuisce, colpita.

ALLY: Ho visto il batterista e non è niente male…

KATHLEEN: Ho parlato proprio con lui. Mi ha promesso un altro incontro, ma da stamattina non risponde ai messaggi…

ALLY: Starà digerendo i postumi della sbornia di ieri sera. Hanno fatto sold out, e si mormora che abbiano ricevuto una proposta discografica…

KATHLEEN: E chi li rappresenterà?

Ally alza le spalle.

ALLY: Pare lo stesso manager dei Set It Off.

Kathleen fa un fischio ammirato.

KATHLEEN: Però… Sarà meglio che mi sbrighi con questa intervista, allora!

Alla sorride, rimettendo le mani sulla tastiera.

ALLY: E salutami il batterista… Anche se ho sempre pensato che il tuo tipo fosse di più il cantante.

 

 

 

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shone

Shone silenzia per l’ennesima volta la suoneria, mentre Liam cammina avanti e indietro nel camerino, davanti a Phil che lo guarda dal basso.

SHONE: Possiamo spiegare.

LIAM: Non c’è niente da spiegare. Niente.

Continua a camminare avanti e indietro, mentre Shone lo guarda abbattuto, le braccia lungo i fianchi, Phil a braccia incrociate. Poi Liam si ferma di colpo, si avvicina agli altri e sbatte una mano sul tavolo.

LIAM: Droga? Sei completamente impazzito?

PHIL: E’ una cosa che so gestire benissimo.

LIAM: Ah sì?

PHIL:  Mi pare che tu non te ne sia mai accorto.

LIAM: E a me pare che tu abbia appena mandato a puttane un contratto discografico!

Phil abbandona la posa da duro, si passa una mano sul viso.

PHIL: Non è vero.

LIAM: Non è vero? Hai sentito cosa ha detto il manager?

PHIL: Io sì, e tu? Non ha parlato di recidere il contratto discografico perché non è stato lui a proporcelo. Ha detto che non ha intenzione di rappresentarci. E questa è un’altra storia.

Liam rilassa impercettibilmente i muscoli della mascella.

LIAM: E se questa cosa della cocaina esce?

PHIL: Non credo possano farlo.

LIAM: Non credi o lo sai?

Phil lo guarda, poi fa un leggero segno d’assenso.

PHIL: Mi informerò.

Liam lo guarda ancora una volta, duro.

LIAM: Beh, fallo in fretta. Così come vedi di tenere a bada questa cosa.

liam sguardo serio

SHONE: Vuol dire che non hai intenzione di lasciare il gruppo?

Phil lo guarda incredulo, ma Liam non gli permette di replicare.

LIAM: Non ancora.

Poi lascia la sala, mentre Phil lo guarda allontanarsi, dicendo a sé stesso che ha fatto un gran bel casino.




 

discover

Matt
Matt

Matt arriva trafelato alla scrivania di Kat, che lo guarda, in allerta.

MATT: Hai detto che avevi dei contatti con un membro degli Shameless…

KATHLEEN: Sì, l’ho detto. Ma prima che tu mi chieda qualsiasi cosa, non risponde alle mie chiamate da stamattina. Tranquillo, ti farò avere la loro intervista prima dell’uscita del disco…

MATT: E’ questo il punto.

Matt si appoggia alla scrivania della ragazza, per riprendere fiato, mentre Ally abbandona il suo articolo e ascolta a sua volta il caporedattore.

MATT: Mi è appena arrivata una chiamata dalla casa discografica che aveva preso accordi con il manager dei Set It Off per gli Shameless… Pare che il manager non li rappresenti più.

Kathleen ripensa alla sera precedente, all’aria familiare che si respirava dietro le quinte. Corruga le sopracciglia, confusa.

KATHLEEN: Ah… Oh. Beh, ci avranno ripensato. Può capitare, no?

MATT: Andiamo, Kat. Non si hanno ripensamenti con un gruppo che molto probabilmente farà guadagnare milioni di dollari.

KATHLEEN: Sono solo supposizioni…

ALLY: Beh, il web parla. Prova a digitare “Shameless band”. Ti appariranno un sacco di articoli su di loro, c’è chi ha addirittura creato un sito unofficial, ci sono blog di persone che sperano facciano un tour e un sacco di commenti positivi sulle performance e beh… Sui musicisti.

Kathleen guarda alternativamente Ally e Matt, poi fa un sospiro.

KATHLEEN: Va bene, qual è la tua teoria?

Matt apre le braccia.

MATT: Non ho una teoria. Ma deve essere successo qualcosa, qualcosa di grosso, per far sì che il manager perdesse un’occasione del genere.

KATHLEEN: E fammi indovinare, io devo scoprire cosa.

MATT: La tua perspicacia ci fa risparmiare minuti preziosi. Fammi sapere.

Poi Matt si allontana, velocemente come è arrivato, lasciando Kathleen alla scrivania, che prende il telefono e prova a richiamare Shone.




 

 

Shone guarda la porta da dove è appena scomparso Liam.

SHONE: Lui ha ragione..

PHIL: Lo so. La pensi anche tu così, Noel?

NOEL

Noel guarda i due, poi fa un sorriso tirato.

NOEL: Senti amico, io… Sono la persona meno indicata per fare prediche, sul serio. Però… Non credo di aver mai fatto niente che potesse compromettere il gruppo.

PHIL: Nemmeno io.

NOEL: Fino ad ora.

Phil si trova costretto a confermare le parole del bassista.

PHIL: Ok, avete ragione. Ho fatto un casino, e vi prometto che da questo casino vi farò uscire.

Noel lo guarda, poco convinto.

NOEL: Voglio crederti. Ora… Vado a vedere un paio di voli per New Orleans, la prossima settimana vorrei rientrare.

Si avvicina a Phil, gli appoggia una mano sulla spalla.

NOEL: Fai tutto quello che puoi, ok? Non mi dispiaceva stare qui. E nemmeno a te, credo.

Poi gli porge un tovagliolo piegato.

PHIL: E cosa dovrei farmene di un tovagliolo?

NOEL: Del tovagliolo forse niente, ma quello che contiene secondo me ti interessa.

Noel gli fa un occhiolino, prima di lasciare la stanza.

SHONE: E ora che si fa?

Phil apre il tovagliolo, trova un numero con sotto una scritta: “Per quella famosa birra, ho pensato che per offrirmela dovessi avere modo di rintracciarmi. Jen.” Le torna in mente la ragazza scambiata per Liz, e poi di colpo, un’informazione: “faccio praticantato in uno studio legale”. Si gira verso il batterista, gli sorride.

PHIL: Intanto torniamo al loft. Poi ho un appuntamento.



Colonna Sonora- Boulevard Of Broken Dreams  (due scene)

bar new york

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Phil attraversa velocemente la vetrina del bar, prima di scorgerla. Si calca ancora più il cappello in testa, poi entra e si avvicina al suo tavolo, mentre Jen alza gli occhi e gli sorride, vedendolo.

JEN: Un travestimento impeccabile.

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PHIL: Stavo meditando di andare in giro come un giustiziere, ma poi ho pensato che avrei ottenuto l’effetto contrario.

Lei sorride, mentre lui le si siede di fronte, nervoso.

JEN: Mi hai chiamato in fretta. Non credevo.

PHIL: Non sei la prima che mi confessa di averla stupita.

Jen si limita a sorridere, sarcastica. Poi Phil si schiarisce la voce, diventa serio.

PHIL: Comunque… Non siamo qui solo per una birra. Avrei… Bisogno di un’informazione.

Jen annuisce, si sporge sul tavolo in posizione confidenziale.

JEN: Dimmi.

Phil si passa le mani sul viso, scopre per un momento il suo reale stato d’animo, poi si ricompone.

PHIL: Ammettiamo che io abbia fatto qualcosa di stupido. Qualcosa di veramente molto, molto stupido.

Lo sguardo di Jen si fa duro, ora, ma la ragazza non dice niente, lo lascia continuare.

PHIL: E qualcuno lo avesse scoperto… Qualcuno che può compromettere la mia.. carriera.

JEN: Stiamo parlando di qualcosa di illegale?

PHIL: Lo vuoi sapere sul serio?

Jen rimane un attimo in silenzio, riflette sulle implicazioni della risposta.

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JEN: Vai avanti.

PHIL: Mettiamo il caso che..  Che trovassi una scappatoia, che riuscissi ugualmente a portare a termine i miei progetti. Sarebbe… Sarebbe importante che questo “qualcuno”, non parlasse.

JEN: Molto dipende da chi è, e da come ha ricevuto l’informazione. Potresti appellarti al “diritto alla privacy”, ma se la notizia venisse promulgata per via orale, non potresti fare niente. Nello stesso modo, se arrivasse in mano alla stampa.

Phil si appoggia allo schienale, abbattuto.

PHIL: Fantastico.

Jen lo guarda, poi alza un sopracciglio.

JEN: Certo, se la notizia fosse falsa… Avresti il coltello dalla parte del manico. Danno all’immagine e via dicendo. Ma ovviamente a quel punto ci sarebbero delle indagini.

PHIL: Non voglio che indaghino su di me.

La risposta di Phil è così immediata che anche Jen rimane un attimo basita.

JEN: Certo, lo avevo immaginato.

PHIL: E… Se io e quel qualcuno fossimo legati da… Un accordo professionale?

JEN: A quel punto… Il datore di lavoro dovrebbe mantenere il riserbo. A meno che questo non interferisca con la legge.

Phil la guarda, sconcertato.

phil serio

PHIL: Quindi?

Jen lo guarda, alza le spalle.

JEN: Quindi, se hai fatto qualcosa di illegale, non hai ovviamente garanzie. L’unica cosa su cui puoi contare è su delle eventuali indagini.

Phil pensa a quanti mesi di astinenza dovrà fare, e spera che il manager mantenga la bocca chiusa fino ad allora. Si porta una mano sulla fronte, abbattuto. Jen lo guarda, a metà tra il dispiaciuto e il preoccupato.

PHIL: Posso contare su di te, nel caso di un processo?

Jen prova a sorridere.

JEN: Dipende da quello che hai fatto.

PHIL: Niente di grave, te lo assicuro.

Jen annuisce, ma non gli crede fino in fondo.

PHIL: Io devo…Proprio andare. Mi rendo conto che è un primo appuntamento orribile ma… Mi farò perdonare.

Si alza in piedi, poi le regala un ultimo sorriso, mentre Jen si trova a domandarsi se indagare su quella considerazione.

PHIL: Grazie.

Jen lo vede uscire dal locale e allontanarsi di corsa.



SHONE

Quando Shone apre la porta e la vede, non può fare a meno di sorridere.

SHONE: Non pensavo accettassi il mio invito così velocemente.

Kathleen gli sorride, in risposta.

KAT: Ti sottovaluti.

SHONE: Capisco che il tuo capo muoia dalla voglia di avere una nostra intervista, ma non so nemmeno se potrà ancora farsene qualcosa..

Kathleen lo segue nella grande cucina, rimane ferma al centro della stanza mentre Shone prende una bottiglia di birra e la stappa, per versarla in due bicchieri.

loft second chance

KAT: Sì, ho sentito che alla fine il manager dei Set It Off non vi rappresenterà… Era dato dieci a zero, ma spesso le aspettative vengono deluse in questo mondo, no?

Shone le porge il bicchiere, fa un sorriso tirato.

SHONE: Sì, e a volte lo fanno le persone.

Kat corruga le sopracciglia, cercando di carpire il più possibile.

KAT: Parli del manager… O di qualcun altro?

Shone la guarda un attimo, mentre la invita a sedersi di fianco a lui.

SHONE: Diciamo che… Avremmo potuto gestire meglio la proposta. Cosa che non abbiamo fatto.

KAT: Non ABBIAMO?

Shone fa per parlare, poi l’ingresso di Phil nel loft interrompe la conversazione.

PHIL: Ah, ormai è diventata parte del gruppo, vedo.

phil alza lo sguardo

KAT: Ti prego di nascondere l’entusiasmo.

kat ironica

Phil le rivolge un’ultima occhiata ironica, poi guarda Shone.

PHIL: Liam?

SHONE.: E’ in camera sua.

Phil fa per avviarsi al piano superiore senza ulteriori spiegazioni, ma Shone si alza, raggiungendolo. Kathleen tende le orecchie.

SHONE: Hai risolto o..

PHIL: Diciamo così. Sali quando puoi, ok?

Phil sparisce lungo le scale, Shone si gira verso Kathleen.

SHONE: Pare che questa intervista sia una missione impossibile.

KAT: Tranquillo, immaginavo non fosse il momento migliore…

Shone si scusa con lo sguardo, mentre Kathleen decide di tentare un’ultima volta. Non ha intenzione di lasciare la casa senza almeno una pista su cui lavorare

KATHLEEN: Spero solo che.. Non abbia fatto niente di troppo grave.

Shone alza le spalle, esausto.

SHONE: Phil è… Semplicemente Phil.

Shone si blocca improvvisamente, rendendosi conto di quanto ammesso, ma Kathleen è più veloce.

KAT: Da come parli, sembra sia il classico amico che ti ha sempre portato guai.

Shone la guarda, annuisce brevemente, il controllo riacquistato, la strenue volontà di proteggere Phil.

SHONE: Sì, noi… Ci conosciamo da tantissimi anni. E’ un tipo complicato ma… Gli voglio bene.

Kathleen aspetta, in attesa, ma poco dopo Shone gli fa un sorriso di congedo.

SHONE: La prossima volta prometto che sarà quella buona.

Kat annuisce, poi gli fa l’occhiolino.

KAT: Ammettilo che è una scusa per rivedermi.

Shone le sorride, ironico.

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SHONE. Non ho bisogno di scuse. Non mi devo sottovalutare, giusto?

KAT: Stai imparando.



 

Liam sente bussare alla porta, invita chiunque sia ad entrare. Quando vede Phil, si alza di colpo, ansioso.

LIAM: Hai novità?

PHIL: La casa discografica. Sai il nome?

Liam annuisce, dubbioso.

LIAM: Sì, la Shermann…

PHIL: Chiamiamola e presentiamoci.

Liam lo guarda, sbalordito.

LIAM: Quindi è questo il tuo grande piano, Phil? Presentarci senza un referente? Quanto tempo pensi che ci impiegherà la stampa prima di scoprire il motivo per cui siamo senza manager?

PHIL: Senti, ho fatto uno sbaglio, ok? Nel mondo dello spettacolo non è niente di così clamoroso. Ho intenzione di impegnarmi, perché diciamocelo Liam, mai nessun problema della mia vita privata ha compromesso il gruppo. Non inizierò ora, che siamo a un passo così…

LIAM: E quindi cosa pensi di fare?

Phil lo guarda, come se fosse la cosa più logica del mondo, mentre Noel e Shone si affacciano in quel momento nella stanza.

PHIL: Ho intenzione di smettere. Quando e se vorranno le analisi, sarò pulito.

LIAM: Come se fossi il primo a promettere cose che non può mantenere…

Phil ha uno scatto improvviso, si avvicina all’amico, serio.

PHIL: Non sono come l’idiota del tuo ex batterista. Non mi troverai sul cesso a farmi una striscia mentre mi scopo la tua donna.

phil parla serio

Liam lo guarda a sua volta, ferito dalla durezza di quelle parole. Shone arriva in quel momento, si avvicina ai due, paciere.

SHONE: Proviamo a sentire questa casa discografica, ok? Sfoderiamo il nostro fascino e le nostre qualità relazionali…

NOEL: Stai parlando con Liam, voglio sperare. Phil non è uno dei migliori PR in circolazione.

Phil guarda i due, e lo stesso fa Liam, la tensione abbassatasi.

LIAM: Ok. Chiamiamo.

Mentre Liam prende il telefono dalla borsa, Phil si gira verso Shone e, senza parlare, lo ringrazia con gli occhi.



 

NEW ORLEANS, 15 ANNI PRIMA

MIRANDA: Shone! E’ pronto a tavola!

Miranda

Shone salta prontamente giù dall’altalena che suo padre gli ha costruito lo scorso weekend nel giardino. Sta per entrare in casa, quando sente degli urli provenire dalla casa dei vicini.

shone baby

Un uomo, probabilmente alticcio, sta urlando parole che Shone sa che non deve pronunciare. Dopo poco, il rumore di qualcosa che si infrange in terra. Shone fa per scappare in casa, arriva alla veranda, quando dalla porta vede uscire un ragazzino.

Phil si tocca il labbro sanguinante, poi si gira di colpo e lo vede. Lo guarda, rimane in silenzio, il labbro spaccato coperto dalle dita.

PHIL BABY

SHONE: Tutto… Tutto bene?

Gli risponde un ostinato silenzio.

SHONE: Vado a chiamare mia mamma?

Phil lo guarda ancora un attimo, poi senza dire una parola attraversa a passi svelti il giardino di casa sua, e dopo essersi richiuso il cancello in legno, si allontana da Shone.  Il ragazzino torna in casa, turbato.

MIRANDA: Shone, tutto bene?

Shone guarda la madre, poi scuote appena la testa.

SHONE: Ho sentito dei rumori nella casa accanto.

Miranda si acciglia, ma si limita ad accarezzare la testa del figlio, per rassicurarlo.


 

Quella sera, mentre Shone è a letto, sente i suoi genitori discutere dei vicini.

MIRANDA: E’ una cosa inaccettabile. Quel bambino non merita tutto questo, e Sofia…

SAM: Sofia se n’è andata, Miranda. Ho sentito Amelia parlarne con l’altra vicina…

padre shone
Sam

MIRANDA: Se n’è andata? Ha fatto bene! Almeno lei e suo figlio staranno lontani da quel… Quel porco!

Shone aveva sentito il padre fare una breve pausa, prima di schiarirsi la voce.

SAM: Se n’è andata da sola, Miranda.

MIRANDA: Cosa vuol dire?

SAM: Che Phil è rimasto qui. Non lo ha portato con sé.




 

NEW YORK, OGGI

shermann

Gli Shameless attendono all’ingresso della Shermann, impazienti. Liam è seduto su una poltrona, perfettamente composto, Shone cammina avanti e indietro, Noel gioca con il cellulare, portandoselo da una mano all’altra, mentre Phil è appoggiato al bancone dell’accettazione. Per quello è il primo a vederla. Si gira verso gli altri, poco più in là.

PHIL: Non poteva andarci meglio.

Mentre la vede andargli incontro, si allontana dal bancone e le porge la mano.

PHIL: Piacere di conoscerti, sono Phil, il cantante degli Shameless…

EMILY: So chi sei. Io sono Emily Banker, il capo-produzione.

EMILY3
Emily

Noel la guarda, sgranando gli occhi ammirato. Liam invece stringe i suoi, riconosce l’assistente di Bishow.

LIAM: Tu sei…

Emily si gira verso di lui, pratica.

EMILY: Ero. Comunque sì, sono io. L’assistente di Bishow.

SHONE: Qualcuno ci può spiegare…

EMILY: Il manager che aveva scritturato i The Reckless.

Phil stringe le labbra, non può impedirsi di fare una battuta.

PHIL: Avrai conosciuto Hank, allora…

Emily lo guarda, gli risponde piccata.

EMILY: Già, e so riconoscere i tipi come lui. Forse mi hanno assunto per questo.

emily parla ironica

Phil rimane interdetto, mentre Emily fa loro cenno di seguirla per il lungo corridoio. Noel si avvicina al cantante.

NOEL: Lascia fare a me, ok?  Credo di essere più il suo tipo.



 

Bret Shermann
Bret Shermann

Bret Shermann guarda gli Shameless, un sopracciglio alzato.

BRET: Ho bisogno di un po’ di tempo per pensarci.

Liam fa per annuire, ma Phil guarda il fondatore della Shermann, senza capire.

PHIL: Scusi l’arroganza ma… Mi pareva di capire che lei avesse offerto a Nick, il nostro presunto manager, un bell’assegno per metterci sotto contratto. Cosa è cambiato?

Shermann si sfila gli occhiali, arguto.

BRET: Me lo dica lei, signor Harper. Come mai ieri avevate una proposta di rappresentanza e oggi siete da soli?

Phil prova a pensare a cosa inventarsi, ma Liam è più veloce.

LIAM: Divergenze riguardo l’immagine che vogliamo dare. Niente di grave.

BRET: E’ la verità?

Liam lo guarda, alza un sopracciglio e decide di rischiare.

LIAM: Lo chieda a Nick.

BRET: L’ ho fatto.

I quattro trattengono il respiro, impazienti.

PHIL: E?

BRET: E Nick è stato vago, ha detto più o meno che il problema era… L’immagine. Non voleva associarsi all’immagine che voi avreste in mente per la band. Un’immagine da “cattivi e dannati”, da quello che ho capito.

LIAM: Le posso assicurare..

Bret lo interrompe, mantiene gli occhi fissi su Phil.

BRET: Mi ha detto che questa immagine è una sua prerogativa, signor Harper.

Phil stringe gli occhi, sentendosi accusato.

PHIL: Può sempre produrre un cd senza cantante.

LIAM: Stiamo parlando di vendite abbastanza buone, giusto? Altrimenti non avrebbe offerto così tanto.

Bret e Emily si voltano entrambi verso Liam, ammirati dall’intuizione del ragazzo.

LIAM: Mi state dicendo che volete rinunciare a delle potenziali vendite per… Un problema d’immagine? Insomma, mi rendo conto che questo contratto giova più a noi che a voi, ma anche voi avrete sicuramente misurato i vostri tornaconti. Per produrre un gruppo emergente, devono essere stati cospicui.

EMILY: Sì. Ma il gruppo che ci immaginavamo era più… Collaborativo.

PHIL: Lo siamo.

Bret si gira verso Phil, sorridendo.

BRET: Mi dica, signor Harper… Cosa l’ha portata a diventare così accondiscendente in un solo giorno?

Tutti gli occhi sono puntati su Phil, ora. Il ragazzo si fa serio, abbandona il suo solito aplomb.

PHIL: Ho sentito che quello per cui lavoro da anni mi stava sfuggendo. E non ho intenzione di perdere un’opportunità del genere, signor Shermann. Sa, non sono di quei tipi a cui solitamente ne capitano due. Non ho mai avuto seconde possibilità, quindi, secondo i miei calcoli… Questa è l’unica che ho. Le basta, come spiegazione?

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Bret Shermann lo guarda ancora un attimo, pur non fidandosi della spiegazione legge negli occhi del ragazzo sincerità. Alla fine, sorride.



 

NEW ORLEANS, 10 ANNI PRIMA

Shone rimane fermo, con le bacchette in mano, mentre la sala si alza in piedi, applaudendo il piccolo complesso del liceo statale. Shone fa un leggero inchino, mentre sorride a sua madre a suo padre, seduti in seconda fila.

MIRADA: Sei stato bravissimo, Shone, hai un vero talento..

Shone sorride a sua madre, mentre Sam lo guarda indulgente.

SAM: Non fomentiamo il ragazzo… E’ autodidatta.

SHONE: Allora prenderò lezioni!

Shone guarda il padre, ferito, che subito gli fa un sorriso accomodante.

SAM: Sei già molto bravo, basta fare pratica…

Shone sa che il padre dice così perché le lezioni costano, e loro non hanno soldi. E’ una cosa che apprendi in fretta, quando vivi in un quartiere popolare.

SHONE: Vado a prendere la mia roba e e arrivo.

Le bacchette sono le uniche cose che i genitori gli hanno comprato, finora. Shone suona con quello che trova in casa, pentole, scatole di cartone e tutto quello che produca un suono.

PHIL: Non sei male.

Shone sobbalza, mentre vede il suo vicino di casa, la faccia anchilosata come sempre, che lo guarda dall’ingresso dell’aula di musica.

SHONE: Io… Grazie.

PHIL: Ce l’hai un gruppo?

Shone si limita a negare, perplesso.

PHIL: Perché a me piacerebbe formarne uno.

Shone non riesce a nascondere lo stupore che un ragazzo come Phil, eternamente sospeso e con delle attività extrascolastiche poco legali, voglia formare una band.

SHONE: E chi saremmo?

PHIL: Per ora io e te. Ci stai?

Colonna Sonora- Should Have Known Better (fino alla fine)

Shone guarda quel ragazzo, la sua sicurezza così apparente, perché il suo sguardo di cinque anni prima lo ha ancora chiaro in testa. Ma da Miranda e Sam ha imparato che alle persone vanno date delle seconde opportunità, e in quell’anno con la banda del liceo che la musica a volte salva le persone.

SHONE: Ci sto.

Per la prima volta lo vede sorridere.



 

 NEW YORK, OGGI

shermann

Gli Shameless escono dallo studio di produzione, e appena varcano la soglia, Noel emette un urlo liberatorio, seguito da Shone.

NOEL: Abbiamo un contratto!

LIAM: Sì, abbiamo un contratto. Ma dobbiamo trovare il manager e..

PHIL: Ed evitare di fare cazzate. Ricevuto.

Liam guarda Phil, che si fruga nelle tasche, alla ricerca di una sigaretta.

LIAM: Ehi.

Phil lo guarda, in attesa.

LIAM: Mi dispiace aver fatto quella sparata, prima. Ma hai sbagliato e..

PHIL: Sì, lo so. Non devi scusarti.

LIAM: Il tuo discorso di prima mi è piaciuto.

PHIL: Ho detto la verità.

LIAM: La penso come te, Phil. E’ per questo che mi sono unito a voi.

PHIL: Lo so.

LIAM: Con la differenza che questa è la mia seconda occasione. Non sono così ottimista da pensare che ne avrò una terza, ma nemmeno così stupido da farmi fottere anche questa.

Phil lo guarda, accenna un sorriso, e Liam lo precede.

LIAM: Mi è già bastato farmi fottere la ragazza.

liam parla

Phil non riesca a reprimere un sorriso, poi guarda il chitarrista.

PHIL: Senti, riguardo a prima… Ho esagerato.

Liam alza le spalle, mentre porge l’accendino all’amico.

LIAM: Hai detto solo quello che è successo.

Emily, dietro di loro, tossisce leggermente. Ha sentito l’ultima parte, e ha capito che i due stavano parlando di Taylor.

EMILY: Bret mi ha detto di dirvi che… Domani vi vuole qui alle sette.

Noel, che stava parlando con Shone, si interrompe, sconvolto.

NOEL: Alle sette? E’ una violenza..

Emily lo guarda, professionale.

EMILY: Avevate detto di non voler sprecare l’opportunità. Alle sette.

Noel si limita a guardarla, non riuscendo a reprimere un sorriso malizioso.

NOEL: Vorrà dire che dormirò qui. Avete dei letti?

noel smile2

SHONE: Ci saremo. Alle sette, domani.

Emily guarda Noel un’ultima volta, poi saluta e rientra alla Shermann.

SHONE: E ora?

NOEL: E ora si festeggia!

LIAM: Ehi, calmi..

PHIL: Birretta tranquilla e a letto a mezzanotte.

NOEL: Ci sto. Se credi di potermi battere a FIFA ti sbagli di grosso, caro mio…

PHIL: E’ una sfida? No perché se è una sfida becchi male…

NOEL: Cosa ci giochiamo? Avanti, cosa ci giochiamo!

I quattro si allontanano ridendo dalla Shermann Production.



discover

Kathleen rimane perplessa davanti allo schermo, continua a digitare e a scorrere i risultati, senza capire. Matt, spegnendo la luce del suo ufficio, la trova ancora alla sua scrivania, ultima reduce della redazione del Discover.

MATT: Ho capito che sei dedita al lavoro, ma non dovresti essere fuori a fare un’intervista?

Kathleen sobbalza sentendo la voce del suo capo, si gira sorridendo.

KAT: In realtà sono già tornata. Gli Shameless non sono nel loro periodo migliore, e la situazione al loft non era il massimo…

MATT: Sei entrata nel loro loft? E’ un bel risultato. Spero che tu abbia ottenuto qualche informazione, anche tramite metodi non professionali…

Kat annuisce, pronta.

KAT: Ho capito che il problema… Se si può chiamare problema, con il manager dei Set It Off, lo ha creato Phil Harper, il cantante.

MATT: Sì, la sua è proprio la faccia da rockstar problematica… E hai trovato qualcosa?

Kat lo guarda, scuote la testa, shockata.

KAT: E’ questo il punto. Ho provato a digitare il suo nome ma…

MATT: Non esiste? E’ un nome d’arte?

KAT: No, esiste ma… A partire dai sedici anni. E’ come se prima non fosse mai esistito. Almeno, non come Phil Harper.

Matt la guarda, anche lui perplesso dalla notizia.

MATT: Pare che questa intervista stia riesumando più scheletri del previsto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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5 thoughts on “1×02 – BOULEVARD OF BROKEN DREAMS

  1. La prima cosa che ho pensato è: dove passa Liz i musicisti impazziscono, prima Hank e poi Phill. La seconda cosa è stata: povero Liam che ci finisce sempre in mezzo 🙂
    Una delle mie canzoni dei Green Day preferita!!! Vale solo quella la lettura di questa puntata 🙂
    Grazie per aver messo Tom Cavanagh, a mio modesto parere in The Flash è il migliore, seguito a ruota per merito della loro simpatia da Cisco e Caitlin. Il telefilm del velocista scarlatto è una di quelle serie che sta in piedi e va avanti grazie, in gran parte, ai personaggi secondari e alla storia originale (cartacea) di Flash che è piena di stupendi archi narrativi 🙂
    Tornando a Second, è molto carino che piano piano si inizia ad approfondire il passato di Phil e scoprire quello che l’ha portato ad essere quello che conosciamo ora. E’ il secondo episodio che leggo in meno di 24 ore, la pensavo molto peggio, mi sto ricredendo molto e in positivissimo. Pensavo somigliasse a CrossRoads, ma direi che pur parlando sempre di musicisti, ha un taglio più maturo, che gli dona novità e differenze interessanti. Spero continui così 😉

  2. aaaahhh sono contenta anche io! e cmq è grazie a voi che questo progetto è partito 🙂
    Hai capito perfettamente le dinamiche che ci sono tra Shone e Phil (mi piace pensare di essere stata brava a spiegarle :p ) certo è che, come dici tu, tutti hanno dei limiti e anche Shone ha il suo… Inoltre ci saranno anche altri flashback successivi che spiegheranno sia la formazione della band, sia alcune scene di Crossroads viste dal punto di vista dei protagonisti di Second Chance (Liam e Phil in particolare.).
    Noto con piacere (o fgorse no?) che non ci sono particolari ship ancora, questo vuol dire che siete presi dalla trama! 🙂 🙂

  3. Puntata interessantissima!! Non mi aspettavo i flash back ma mi sono piaciuti molto! Raccontano bene il passato di Phil, che come immaginavo non è dei più rosei, però non credevo che subisse violenze all’interno della famiglia… cavoli… 🙁
    Diciamo che ora si capisce anche perchè Shone è a tal punto legato a Phil! un’amicizia storica, che nasce proprio in un periodo molto critico per Phil, e a modo suo anche per Shone… è bello che siano loro i primi due a mettere su una band, è forte e intensa un’amicizia che nasce e si rafforza anche grazie alla musica. Shone mi piace molto! è un ragazzo empatico, ma anche coraggioso, non rifiuta Phil, ma molti altri ragazzini avrebbero potuto farlo, no? dal momento che non è proprio ben visto, considerati anche i suoi giri illegali… Poi Shone mi piace anche per la sua modestia e la sua capacità di tenere i piedi per terra, è un punto di riferimento per Phil. Però, mi ha un po’ preoccupato quando ha sospirato davanti a Kat dicendo che “Phil è semplicemente Phil”, penso che anche Shone abbia dei limiti, che spero che il cantante non superi! speriamo che si impegni per allontanarsi dalla droga, e non bruci l’opportunità di fare carriera! Anche perchè non sarebbe l’unico a rimetterci…
    sono proprio contenta per l’inizio dello spin off!! avevo paura che abbandonassi l’idea! 😀

  4. Ahahaahah mi piacciono le elucubrazioni!! Comunque sì, assomiglia ad Hank ma in versione decisamente più “strong”; è comunque stato abituato così nella vita, ha sempre agito in questo modo, non è come Hank che aveva momentaneamente degenerato causa “popolarità”…. Quindi sì, vedremo, anche perché non è l’unico dei 4 ad avere una bella storyline 😉

  5. Nooooo che ficata pazzesca la storia di Phil!! Chissà cosa è successo dopo che la madre lo ha abbandonato, lo avranno adottato i genitori di Shone???! Avrà cambiato nome? E come si chiamava prima?!? Strabello! Anche se sembra un altro Hank, pensa di risolvere le cose in modo semplice, ho il presentimento che ci sbatterà il muso, e con lui, tutti gli altri del gruppo. Vedremo!

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