5×17- LIFE AFTER YOU II

 

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NEW ORLEANS


Colonna Sonora – Like We Used To (2 scene)

Justin apre gli occhi di colpo, girando la testa si accorge che lei è ancora lì.

Jessy gli dorme accanto, il viso rilassato, illuminato dal sole. Il ragazzo si scopre a guardarla con ansia, la tensione al pensiero di quando si sveglierà.  Si alza lentamente, cercando di non fare rumore. Quando arriva in cucina afferra il telefono, incerto su chi chiamare, alla fine si decide. Sente il cellulare squillare a vuoto, quando ormai sta per rinunciare sente l’amico rispondere.

HANK: Pronto?

Justin ignora la voce assonnata.

JUSTIN: Pronto, Hank, sono io.

HANK: Lo so che sei tu, ho il tuo numero salvato in rubrica da un po’. Ma dove sei? In chiesa?

JUSTIN: Cosa? Perché dovrei essere in chiesa?

HANK: E che ne so.

Justin sente Hank sbadigliare, prima di tornare a parlare.

HANK: Ti si sente appena.

JUSTIN: Certo!

Risponde il ragazzo, concitato.

JUSTIN: Non voglio che …

Poi il ragazzo si blocca, riflettendo sull’assurdità della situazione.

JUSTIN: Nemmeno a vent’anni mi comportavo così…

HANK: Ah, quello è sicuro. Anche perché non ti avrei risposto a quest’ora.  Vuoi spiegarmi cosa succede?

Justin fa un grosso respiro.

JUSTIN: Succede che c’è Jessy.

Sente dei rumori, probabilmente Hank che si mette a sedere.

HANK: Cosa vuol dire? Dov’è?

JUSTIN: Qui, a casa mia! È venuta ieri e ha dormito qui…

Si ferma, si aspetta che Hank dica qualcosa, che lo incoraggi. Invece non può vederlo ma Hank fa un sorriso triste, ricorda una chiamata simile, di molti anni prima, in cui i ruoli erano invertiti e lui aveva lasciato Liz addormentata in una saletta prove.

JUSTIN: Quindi? Non so che fare.

HANK: Non penso che ci sia molto altro da fare, in realtà. Le cose… sono andate come dovevano. Lo sapete anche voi.

JUSTIN: Ma noi ci siamo allontanati, Hank. Per molto tempo, così tanto che non so se riusciremo… Le cose sono delicate, non basta andare a letto per riaggiustare tutto…

HANK: Non ho mai detto questo. Ma penso che molte persone abbiano bisogno di allontanarsi per un po’ nel corso della propria vita. E che questo non impedisca loro di riavvicinarsi.

Justin rimane in silenzio, poi fa un sorriso sincero.

JUSTIN: Quindi mi stai consigliando di cogliere il momento?

Hank sorride, capendo l’allusione al nome della band.

HANK: Ti sto dicendo di fare come sempre. Non sei così male quando sei te stesso, e a Jessy devi essere sicuramente piaciuto, perciò… direi che vai sul sicuro. Torno a letto.

Justin fa per rispondere, ma Hank ha già riagganciato. Rimane a guardare lo schermo, poi Jessy appare in cucina. Justin si affretta a nascondere il cellulare, mentre si chiede per quale motivo lo stia facendo.

JESSY: Buongiorno.

JUSTIN: Buongiorno… Caffè?

Jessy annuisce, soffocando uno sbadiglio si siede al tavolo, vestita.

JUSTIN: Hai programmi per oggi?

JESSY: Sì io… Devo andare dai Carpe Diem, ampliare un po’ l’intervista di Beth… Poi… Beh, devo andare dai miei, si chiederanno dove sono finita…

Justin si gira di colpo.

JUSTIN: E cosa gli dirai?

Jessy lo guarda, in quegli occhi Justin vede tutta la sua incertezza.

JESSY: Io… Credo lo immagineranno.

JUSTIN: Che siamo insieme?

JESSY: Sì… Insomma, non è necessario che glielo dica.

JUSTIN: Certo.

Il ragazzo le porge impacciato il caffè, mentre la ragazza lo ringrazia, a disagio per la conversazione appena svolta. Justin si accorge di tutto questo, ma l’unico risultato è quello di sentirsi ancora più agitato.

JESSY: E tu invece?

JUSTIN: Io cosa?

JESSY: Cosa… Cosa farai oggi.

JUSTIN: Ah, io… Ho lezione. Come sempre.

Jessy annuisce, vede Justin guardarla negli occhi, fare un sorriso impacciato.

JUSTIN: Vuoi mangiare qualcosa o…

JESSY: No, grazie, sono a posto.

I due si guardano ancora, in silenzio, un silenzio spiacevole che entrambi vorrebbero interrompere ma che persiste per paura di quello che potrebbe accadere parlando. Infine Jessy si alza dalla sedia.

JESSY: Allora io vado…

La ragazza si dirige verso la porta, mentre Justin cerca di pensare ad una frase di senso compiuto per fermarla. Poi Jessy si gira.

JESSY: Grazie per il caffè.

JUSTIN: Oh… Prego.

JESSY: Suppongo ci vedremo al concerto, stasera.

Justin cerca di ignorare il senso di delusione scatenato da quella frase.

JUSTIN: Suppongo di sì.

Jessy esce dalla porta, Justin sente la tensione abbandonare immediatamente le spalle.

Si siede sconsolato sulla sedia lasciata vuota da Jessy, dicendosi che forse Hank non ha poi così ragione.




Liz si volta di colpo, spaventata, sentendo la porta della camera aprirsi di colpo.

LIZ: Mi hai fatto prendere un accidente!

Ellie la guarda sulla soglia, sorridendo.

ELLIE: Chi pensavi che fossi, vecchia volpona?

Liz la guarda, scuotendo la testa.

LIZ: Chi pensi che abbia potuto pensare che fossi?

Ellie la guarda, sorridendo.

ELLIE: La domanda dovrebbe confondermi, e invece l’ho capita. E ti comunico che un’idea ce l’avrei.

Liz torna a girarsi, finendo di abbottonarsi la camicia.

ELLIE: E a proposito di questo… Sto leggendo il libro. Ho superato la metà.

La ragazza si volta, sentendo il repentino cambio di tono dell’amica.

LIZ: Da come lo dici, sembra non ti stia piacendo.

Ellie si stringe nelle spalle, fa un sorriso strano.

ELLIE: Non è questo, è che… E’ strano rileggere parti della propria vita. Strano e… Un po’ triste. Ci sono cose che non torneranno più, e rileggerle è un po’ come riviverle. Fa venire malinconia.

Liz la guarda, fa un sorriso leggero.

LIZ: Sono sempre stata una persona malinconica.

ELLIE: Lo so. Ma hai fatto diventare malinconica anche me.

LIZ: Per Mackenzie?

Ellie si stringe nelle spalle.

ELLIE: Per tutto. Intendiamoci, io… Io non rimpiango le scelte che ho fatto. Sono state le mie, per una volta, e sono contenta di averle prese. Ma New Orleans… E’ casa. E a volte mi manca attraversare il vicinato e raggiungere casa tua. O cenare con tua madre e tuo fratello. O andare nei locali ad ascoltare un gruppo semisconosciuto e guardare la gente pogare.

Liz sorride, mentre Ellie fa un grosso respiro.

ELLIE: E queste cose fanno parte di una vita che non è più la mia.

LIZ: Possiamo sempre prendere un aereo e venire a pogare a New Orleans. Ieri sera l’abbiamo fatto.

Ellie sorride, scuote la testa.

ELLIE: Ieri sera abbiamo ballato musica pop.

LIZ: Ho ancora dei CD dei System of A Down da qualche parte.

La ragazza si allontana dallo specchio, si infila le scarpe.

ELLIE: Pensi di dirmi dove stiamo andando? E perché mi hai fatto portare la telecamera?

Liz fa un sorriso triste.

LIZ: Perché sono malinconica. E perché se volete che il documentario parli anche di me, di come è nata la mia carriera… C’è un posto in cui dobbiamo andare.




Nick scende nella hall, dove Logan e Mackenzie stanno facendo colazione.

NICK: ‘Giorno…

I ragazzi lo salutano con un cenno della testa, entrambi ancora addormentati. Nick si guarda intorno, perplesso.

NICK: E Hank?

MACKENZIE: Penso stia ancora dormendo.

Nick guarda i due, in apprensione.

NICK: Sarà meglio che si svegli, abbiamo le prove tra poco…

Logan alza un sopracciglio, pensieroso.

LOGAN: E’ solo un concerto, Nick. Come ne abbiamo fatti molti altri.

Nick abbassa la testa, ripensa a Beth, a quello che la ragazza gli ha detto solo il giorno prima. Avrebbe voluto vederla lì, e invece non ci sarà.

NICK: Non è un concerto come gli altri. E’ un concerto qui, a casa nostra.

LOGAN: Non credo sia questo il motivo.

Nick lo guarda, sgranando gli occhi.

NICK: E quale dovrebbe essere?

LOGAN: Beh, mi sembra chiaro… Stai pensando a Beth. Al fatto che se ti fossi mosso prima, forse ora stareste insieme.

Nick corruga le sopracciglia.

NICK: Cosa…

“Ignoralo, sta leggendo il libro”.

I tre si girano verso Addison, che si avvicina con un caffè lungo tra le mani.

ADDISON: Fagli credere di aver carpito la complessa psicologia umana solo perché sono tre giorni che sa l’alfabeto.

Logan fa una smorfia nella sua direzione.

NICK: Liz ha scritto così?

Logan si gira verso il cantante, dubbioso.

NICK: Ha scritto che se mi fossi mosso prima…

LOGAN: No, quello l’ho dedotto io. Ma andiamo amico, l’avrebbe capito chiunque che era Beth quella giusta per te, e non…

MACKENZIE: I libri a volte cambiano le cose.

Logan si gira verso di lei.

LOGAN: Tu lo hai letto?

MACKENZIE: No, ma…

LOGAN: E allora come fai a sapere cosa c’è scritto?

Mackenzie guarda l’amico, piccata.

MACKENZIE: Immagino cosa ci sarà su me e Ellie.

LOGAN: Forse solo la verità.

MACKENZIE: Verità che s’interrompe prima che lei mi tradisca con la prima arrivata.

LOGAN: E questo cambia cosa c’è stato?

MACKENZIE: Non parlare di cose che non conosci, Logan. L’amore è complesso.

Il ragazzo la guarda, ferito.

LOGAN: Sì, un’idea me la sono fatta.

Nick guarda i due, percepisce una tensione che non gli piace.

NICK: Propongo di interrompere la conversazione e di andare a prepararci.

Mackenzie si alza di scatto dal tavolo.

MACKENZIE: Vado a svegliare Hank.

La ragazza lascia la sala buffet, camminando a passo veloce, mentre Nick guarda Logan dubbioso.

ADDISON: Non dovresti parlarle così.

LOGAN: Nemmeno lei.

ADDISON: Ha detto solo quello che dici anche tu. Che non ti sei mai innamorato.

Logan la guarda, serio e un po’ imbarazzato.

LOGAN: Beh, le cose possono cambiare.

Addison lo guarda, confusa, mentre Nick si alza in piedi, sentendosi improvvisamente di troppo.

NICK: Io… Vi aspetto fuori, ok?

Addison si alza, preoccupata.

ADDISON: Ti riconosceranno!

Nick si gira nella sua direzione, sventolando un cappello e un paio di occhiali da sole. Addison si risiede, poco convinta.




Nick esce dall’hotel, calcandosi il berretto sulla fronte, rabbuiato. Sa che Logan non parlava sul serio, ma non può fare a meno di pensare che in parte quanto detto dal ragazzo sia la verità. Beth è sempre stata lì, a pochi metri da lui, e il suo sguardo non si era mai posato, troppo preso da…

“Pensi veramente che quel travestimento funzioni?”

Il ragazzo si gira di colpo, quando la scorge spalanca la bocca, sorpreso.

NICK: Cosa… Cosa ci fai qui?

Josie lo guarda, fa un sorriso sincero.

JOSIE: Non mi sarei mai persa il concerto del mio cantante preferito.




Ellie si ferma poco dietro a Liz, mentre l’amica suona il campanello vicino al cancello verde. Ha ripreso il paesaggio, poi si è fermata, incerta su cosa Liz voglia che si sappia di quel luogo. Liz aspetta in silenzio, assorta nei suoi pensieri; lei e Ellie non hanno più detto una parola lungo tutto il tragitto. Liz la vede uscire, il suo volto assumere una faccia sorpresa vedendola lì, dall’altra parte del cancello.

LUCY: Liz?

Liz sorride in direzione della ragazza, che le sta raggiungendo.

LIZ: Ciao, Lucy. Spero di non disturbare, scusa se non ti ho avvisato…

LUCY: Tranquilla, i ragazzi sono dentro al momento…

Lucy apre il cancello della House of Smile, mentre Liz la guarda, impacciata, notando che Lucy non solo non l’ha salutata calorosamente, ma ora ha lo sguardo diretto verso la telecamera che Ellie sorregge.

LIZ: Noi siamo venute qui… Per fare delle riprese. Volevo sapere se possiamo, o…

LUCY: E’ per il documentario? Lucas me ne ha parlato.

LIZ: Sì, per quello.

Lucy fa un sorriso tirato.

LUCY: Il progetto a cui partecipano anche i Carpe Diem. Prego, entrate. In famiglia abbiamo un debole per la musica.

Le precede oltre il cancello, mentre Liz sente le sue paure farsi certezze.




Jessy infila la chiave nella toppa, ripensando alla conversazione avuta poco prima con Justin. Il disagio tra loro era chiaro, ma per alcuni versi la ragazza sa che era comprensibile, sebbene la rattristi. Apre la porta sovrappensiero, sobbalza nel trovarsi di fronte il padre, che la guarda apprensivo.

RICK: E’ successo qualcosa, tesoro?

Jessy guarda il padre, scuote la testa, ma l’espressione l’ha ormai tradita.

JESSY: No, tranquillo papà, tutto ok…

RICK: Sicura?

Jessy lo guarda, poi scuote la testa, lentamente.

JESSY: In realtà… Sono appena tornata da casa di Justin.

Rick la guarda, serio.

RICK: Avete litigato?

JESSY: No, anzi, noi…

Jessy si ferma, fa un profondo respiro.

JESSY: Io sono innamorata di lui, papà.

Rick la guarda, le sorride.

RICK: Questa non è una novità. Lo sei da sempre.

Jessy lo guarda, incerta.

JESSY: Ma ho paura che…  Che le cose non possano tornare come prima.

RICK: E questo perché? Perché siete impacciati? Perché non sapete come comportarvi l’uno con l’altro?

JESSY: Anche, ma… C’è anche la storia dell’università di New York.

Rick la guarda, annuendo.

RICK: Ti ha detto che non è disposto ad aspettarti?

JESSY: No io… Non gli ho ancora detto niente. Abbiamo a malapena parlato…

RICK: E allora iniziate a farlo. E non dare per scontato che non funzioni, tesoro. Avete superato tanto, sia tu che lui. Noi… Ce la siamo presa molto con Justin, ma a mente lucida devo ammettere che ha fatto quello che poteva.

Jessy annuisce, mordendosi un labbro.

JESSY: Lo so.

RICK: Non penso che lo fermerà la lontananza. Perché non sei l’unica ad essere sempre stata innamorata.




MACKENZIE: Quindi sono tornati assieme?

Hank si stringe nelle spalle, mentre spalma la marmellata su una fetta biscottata.

HANK: Direi di sì.

La ragazza lo guarda, sinceramente preoccupata.

MACKENZIE: E la cosa come ti fa sentire?

Hank alza gli occhi, serio.

HANK: E come fa sentire te?

Mackenzie stringe le labbra, poi fa per rispondere, ma l’arrivo del manager interrompe la conversazione.

ROY MURPLE: Sapete dov’è Nick?

Mackenzie indica l’uscita, dietro di lei.

MACKENZIE: Ha detto che andava fuori.

Logan, che arriva in quel momento da quella direzione, fa il rumore del beep tipico delle risposte sbagliate.

LOGAN: Negativo. Non c’è.

Roy si porta le mani nei capelli.

ROY MURPLE: Ricordatemi perché vi ho voluto rappresentare.




Colonna Sonora – Angel (2 scene)

Josie guarda Nick sorseggiare una spremuta, su una terrazza panoramica di un locale nel centro di New Orleans.

JOSIE: Sicuro che non ti stiano cercando?

Nick scrolla le spalle, poi le sorride.

NICK: Non ci vediamo da una vita, possono aspettare qualche ora.

JOSIE: Avete il check e qualcosa, se non sbaglio…

Nick scoppia a ridere, poi la guarda.

NICK: Il sound check. Ma lo Spotted lo conosciamo bene, e suoniamo da un po’. Posso prendermi mezz’ora per stare con la mia migliore amica, che dici?

Josie sorride, parzialmente rasserenata dalle spiegazioni di Nick. Si appoggia sulla sedia, portandosi alla bocca il suo caffè.

JOSIE: Come stai?

NICK: Oh, va tutto alla grande.

Josie fa un sorrisetto.

JOSIE: Ok, riproviamo. Come stai?

Nick le sorride di rimando, capendo che non può mentire alla ragazza.

NICK: Va bene. Davvero. Hank sta bene, suona di nuovo, e siamo tornati a New Orleans. Solo che… Potrebbe andare meglio. Ma forse pretendo troppo.

Josie torna seria, lo guarda intensamente.

JOSIE: Forse. Ma non vedo perché tu non debba provare ad ottenerlo.

NICK: Perché sono un privilegiato. E perché alcuni desideri ne escludono altri.

JOSIE: Sono parole tue?

NICK: Sono pensieri di Beth. Ma a volte credo che abbia ragione.

Josie rimane in silenzio, aspetta che Nick le spieghi la cosa.

NICK: Lei… Lei mi ha detto che è ancora innamorata di me. Insomma, sono sempre stato lento in queste cose, ma credo di aver letto bene. Insomma, credo…

Il ragazzo si interrompe, sentendo Josie ridere.

JOSIE: Scusami se rido, ma… Andiamo, Nick. E’ sempre stata innamorata di te. Mi ricordo ancora quando mi lanciava sguardi d’odio pensando che ti stessi facendo soffrire.

NICK: Ma io ho sofferto. Insomma, pensavo davvero che noi… Fossimo fatti per stare insieme.

Josie lo guarda, a disagio, mentre Nick prosegue.

NICK: E poi non lo ho pensato più. Quindi forse… Devo solo trovare qualcuno che sia in grado di dimostrarmi che posso innamorarmi di nuovo.

JOSIE: Non è la stessa situazione.

Nick la guarda, senza capire.

JOSIE: Io… Non penso tu fossi innamorato di me. Tu hai confuso l’affetto con il resto, e ha aiutato il fatto che tu non ti fossi mai innamorato prima. Ma l’idea che avevi di me… Non coincideva al cento per cento con la realtà.

Nick la guarda, serio, poi fa un sorriso storto.

NICK: E qual è la realtà?

Anche Josie sorride.

JOSIE: La realtà è che sono una persona fragile. Una persona che si è per anni illusa che il ragazzo di cui si era innamorata la ricambiasse. E ha finto di non vedere quanto tutto quello che avevano fosse … Temporaneo.

NICK: Io credo che Hank ti abbia voluto molto bene.

JOSIE: Anche io. E’ questo il punto.

I due rimangono in silenzio, poi Josie fa un sorriso verso l’amico.

JOSIE: Ma ora sto meglio. Perché ho capito cosa voglio. Voglio un amore come quello che Hank ha già. E che hai tu. E forse voglio troppo, ma come ho detto poco fa… Non vedo perché non dovrei provare ad ottenerlo.

I due si guardano, sorridendosi.

NICK: Chi lo avrebbe detto, quando giocavamo a chi arrivava per primo in fondo al vialetto con le bici, che un giorno ci saremmo ritrovati su una terrazza panoramica a scambiarci saggi consigli?

JOSIE: Non esageriamo. Sono io che sto dando saggi consigli, qui. E se ne vuoi un altro… Credo che tu debba rispondere.

Nick si gira verso il cellulare, appoggiato sul tavolo. E’ la quinta chiamata del suo manager che ignora. Nick afferra il cellulare, guarda Josie.

NICK: Immagino io debba andare.

Josie annuisce, fa per prendere la borsa, appoggiata alla sedia.

NICK: Ci siamo visti per troppo poco.

Josie si gira, gli sorride.

JOSIE: Credi davvero che stasera non verrò a vederti?

Nick la guarda, si apre in un sorriso entusiasta.

NICK: Non ci speravo.

JOSIE: Però promettimi che troverai un po’ di tempo per le vecchie amiche, tra tutte le tue groupie.

Nick sorride, poi si alza in piedi, per stringere forte la ragazza.




Ellie guarda Liz, dopo aver fatto partire la spia rossa.

ELLIE: Quando vuoi.

Liz guarda dritta nella telecamera, seduta nello stesso posto dove anni prima si era avvicinata ad Ethan, appoggiandogli la testa sulle spalle. Fa un profondo respiro prima di cominciare a parlare.

LIZ: Questo posto ha fatto sì che io ritornassi a scrivere.  Il mio primo libro riguarda questi ragazzi, e il lavoro di chi se ne occupa. Non avrei mai conosciuto questo luogo da sola, eppure ho scoperto di esservi connessa più di quanto credessi.

Liz fa una pausa, mentre Ellie allontana lo sguardo dalla telecamera, osservandola preoccupata.

LIZ: Conoscere la House of Smile mi ha insegnato molto. Prima di tutto, sembrerà banale, ma mi ha ricordato che non ho io tutte le difficoltà del mondo. In quel periodo ero molto arrabbiata, e drammatica, e pensavo che il mondo ce l’avesse con me. Qui ho imparato a farmi forza dalle difficoltà. Ho conosciuto persone che hanno cambiato la mia vita, in modi che nemmeno immaginavo.

Liz si interrompe, la mente che corre a Michelle, a suo padre, ad Ethan.

LIZ: La House of Smile mi ha aiutato a ripartire. A riprendere in mano una penna, a rimboccarmi le maniche, ad afferrare un’altra possibilità.  Spero lo faccia anche stavolta.

Liz si interrompe per non scoppiare a piangere. Poi alza lo sguardo, vede in lontananza Lucy guardarle, girare il volto non appena si accorge di essere osservata. Anche Ellie lo nota, guarda la ragazza e poi si volta verso l’amica, capisce che quella situazione la fa soffrire. Spegne la telecamera, decisa.

ELLIE: Io… vado a fare un po’ di riprese esterne e interne. Tu… fai con calma, ok?

Liz fa per ribattere, ma Ellie non gliene dà il tempo. Si allontana lasciandola sola, mentre i suoi pensieri si spostano irrimediabilmente verso i ricordi. Liz guarda Lucy parlare con volontari ed educatori, istintivamente si avvicina. Lucy la vede arrivare, si interrompe, la guarda.

LUCY: Avete già finito?

Liz annuisce debolmente.

LIZ: Ellie sta facendo delle riprese, ma se non ci dai l’autorizzazione…

Lucy si affretta ad annuire.

LUCY: Te l’ho detto, mi va bene. E poi… penso che mia madre avrebbe accettato sicuramente.

Liz la guarda, seria.

LIZ: Sono qui grazie a tua madre e Lucas, giusto?

Lucy si ferma, si congeda dai ragazzi e fa un cenno a Liz di seguirla.

LIZ: Non stavo di certo dicendo che non hai motivo di…

LUCY: Sei qui perché il progetto è valido. Perché conosco i Carpe Diem e la capacità che hanno di portare a termine i loro obiettivi. Sei qui perché New Orleans ha bisogno di tutto questo.

Liz la guarda fermarsi, incrociare le braccia.

LUCY: Ma se vuoi parlare di Ethan, Liz, possiamo farlo.

Liz rimane in silenzio, abbassa lo sguardo, sente la ferita appena rimarginata tornare a riaprirsi.

LUCY: Ecco quello che penso. Penso che mio fratello fosse molto infelice negli ultimi tempi. Che avesse perso il sorriso. Penso che sia stata anche colpa tua se l’amore che provava per te è svanito.

LIZ: Non ho bisogno che me lo dica tu. So che io ed Ethan non eravamo più quelli di un tempo. Ma ci ho provato, Lucy. Forse non come lui avrebbe voluto, o nel suo stesso modo, ma ci ho provato.

Liz alza gli occhi per guardarla, decidendosi che non ha intenzione di vergognarsi di quello che è. Vede Lucy fare un sorriso triste.

LUCY: Lo so. Che ci avete provato. E penso che il tuo provarci non sia stato abbastanza, perché mio fratello merita di essere felice. Ma poi mi dico… Che lo meriti anche tu. E se lui adesso lo è più di prima… Forse avete fatto bene a chiudere.

Liz sente la gola seccarsi di fronte a quelle parole.

LUCY: Lui è mio fratello, e non potrò mai dirti che sono felice di come siano andate le cose. Perché so che Ethan era innamorato di te. Ma tu, Liz… Penso che una parte di te abbia sempre lasciato un posto per qualcun altro. E forse questo non ha rovinato le cose, ma le ha sicuramente aggravate.

Liz scuote la testa, tenta di negare l’innegabile.

LIZ: Non è come credi…

Lucy guarda dietro la ragazza, e questo porta Liz a girarsi, vede Ellie in procinto di avvicinarsi che si blocca di colpo, per paura di interrompere qualcosa. Lucy torna a guardare Liz, seria.

LUCY: Suppongo tu debba andare. Buone cose, Liz. Te lo auguro davvero.

Poi la ragazza si allontana, dopo un leggero sorriso che, Liz lo sa, è il massimo che può pretendere. Ellie le si avvicina, preoccupata.

ELLIE: Tutto ok?

La ragazza si limita a negare con il capo.




I Carpe Diem arrivano davanti allo Spotted, vedono Nick fumare una sigaretta. Roy Murple scende, concitato.

ROY MURPLE: Sei impazzito?

Nick sorride, a mò di scusa.

NICK: Sono un po’ nostalgico….

LOGAN: Sei un po’ me, semmai.

Roy Murple si gira verso il ragazzo, incenerendolo.

LOGAN: Stavo scherzando… E poi sono migliorato notevolmente!

Il manager si gira verso il resto del gruppo.

ROY MURPLE: Su, brighiamoci, dovete provare…

Nick vede gli altri membri passargli accanto.

NICK: Abbiamo ospiti.

Mackenzie lo guarda perplessa, poi segue Hank all’interno. Logan, rimasto indietro, si ferma davanti all’amico.

LOGAN: Senti, Nick… Per prima…

NICK: Tranquillo, è tutto a posto. Avevi ragione.

LOGAN: No, io non so nemmeno di cosa stiamo parlando…

Nick lo guarda, poi sorride, sincero.

NICK: Invece credo tu lo stia capendo. Vedi solo di non fare come me.




Hank entra nel locale, parlando a voce alta.

HANK: Siamo arrivati!

L’uomo sbuca dal fondo del locale, sorride.

DERECK: Credevo ci aveste ripensato….

Dereck

MACKENZIE: E chi avresti fatto suonare al nostro posto?

“Boh, per esempio me.”

Hank si ferma di colpo, girandosi verso l’angolo del locale. Taylor si allontana dalla parete a cui era appoggiata, li guarda sorridendo.

HANK: Taylor?

TAYLOR: In persona.

Dereck la guarda sorridendo, poi si gira verso Mackenzie a Hank, sconcertati.

DERECK: E non è da sola.

Mackenzie fa per chiedere chi altri ci sia, poi una figura sbuca da dove una volta erano i camerini, e la ragazza non ha più bisogno di chiedere niente. Liam li guarda tutti, quasi impacciato, poi fa un lieve sorriso.

LIAM: E ora ci siamo quasi tutti.

Hank guarda il ragazzo, capisce che si riferisce a Phil. Si avvicina, in maniera naturale gli stringe la mano.

HANK: Ancora condoglianze.

Liam fa un sorriso di ringraziamento, poi Jessy irrompe nel locale, seguita da Logan e Nick.

JESSY: Sono in ritardo?




Colonna Sonora – Remember When

LIAM: Il redattore di Beth… Quello che ha momentaneamente preso il posto di Kathleen, ci ha avvisato di quello che stavate organizzando qui.

I ragazzi ascoltano Liam spiegare la loro presenza a New Orleans. Sono tutti sistemati in maniera informale sul palco, mentre Jessy è seduta di fronte a loro, una posizione simile a quella assunta da Beth solo un giorno prima, pensa Nick con una stretta allo stomaco.

TAYLOR: Abbiamo pensato fosse giusto venire a dare il nostro contributo. In fin dei conti, anche noi siamo partiti da qui. Certo, non ho il vostro successo…

HANK: Hai vinto il programma. The Talent, giusto?

Taylor lo guarda, fa un sorriso imbarazzato.

TAYLOR: Che è un po’ diverso da riempire gli stadi di New York.

NICK: Ci arriverai anche tu, ne sono certo.

Liam guarda Taylor, annuisce.

LIAM: Già, lo penso anche io.

Taylor abbassa lo sguardo, arrossendo.

LIAM: E poi pensavamo fosse giusto ricordare tutti quelli che hanno cominciato qui. Da questo locale, ad essere precisi.

I ragazzi rimangono in silenzio, pensando a Phil. Poi Liam fa un leggero sorriso.

LIAM: Vi ricordate quando siamo venuti a fare le audizioni?

Dereck, dietro al bancone, fa un fischio prolungato.

DERECK: Altroché se me lo ricordo! A malapena riuscivate a stare insieme nello stesso luogo.

Jessy, non vista, accende la piccola telecamera prestatale da Ellie.

LIAM: Beh, lui mi aveva appena fatto lasciare con la mia ragazza…

MACKENZIE: E tu avevi da poco baciato la mia…

HANK: E il tuo cantante voleva farsi la mia.

I tre scoppiano a ridere, poi ognuno si perde nei propri ricordi.

MACKENZIE: Quelli erano bei tempi. New Orleans era… Piena di gruppi musicali. Eravamo giovani, affamati. Volevamo esibirci a tutti i costi, perché avevamo voglia di arrivare. Non sapevamo ancora esattamente dove, ma…

HANK: Ma sapevamo che per arrivarci dovevamo lottare. E’ vero. Per quell’audizione eravamo nervosissimi. E poi abbiamo visto arrivare voi, e… Abbiamo pensato ci poteste togliere l’opportunità della vita.

Taylor fa una breve risata.

TAYLOR: Già, perché ogni opportunità era “l’opportunità della vita”. Non ci rendevamo conto di quanto New Orleans offrisse agli artisti. Ad ogni angolo c’era un locale che cercava band che suonassero dal vivo, e c’era la cultura dell’ascolto.

Nick sorride, pensieroso.

NICK: Mi ricordo le file che si formavano, alla fine, quando qui suonavamo noi e gli Shameless.

LIAM: Già, noi vendevamo le prevendite il giorno prima…

NICK: E non eravamo ancora nessuno.

TAYLOR: Stavamo cominciando a diventare qualcuno, in realtà.

I ragazzi si guardano, poi Mackenzie si schiarisce la gola.

MACKENZIE: Immagino che Jessy avrà delle domande da fare.

Mackenzie fa un breve sorriso in direzione della ragazza, che li guarda tutti, alzando la telecamera.

JESSY: In realtà avete già detto molto. Però, se posso chiedere qualcosa…

Jessy guarda Taylor, ora seria.

JESSY: Tu sei andata via da New Orleans. Sei stata a Miami, hai formato una band, e poi sei tornata. Perché proprio qui?

Taylor fa uno dei suoi vecchi sorrisi ironici.

TAYLOR: Perché volevo farla pagare ai Reckless. A parte gli scherzi…

HANK: Non sono scherzi…

TAYLOR:… New Orleans è casa mia. Io… Ho capito che volevo cantare grazie ai locali di cui parlavamo prima. Ho sempre ascoltato la musica, fin da piccola, ma è stato guardando le band… Che ho pensato “cazzo, io voglio andare su quel palco. Voglio cantare, voglio trasmettere quello che sento, voglio sfogarmi, voglio far divertire, piangere, ballare.”. E’ stato grazie a questi locali che ora rischiano di chiudere che ho conosciuto Liam. E Hank, e Justin. Grazie a questi locali se sono nati i The Reckless. Se siamo partiti per Miami, se abbiamo vissuto il nostro sogno.

Liam annuisce, poi guarda Jessy, intervenendo.

LIAM: Anche io devo tutto a New Orleans. Dal primo lavoro in un negozio di musica, alle prime serate nei locali, al primo gruppo musicale. Non solo. Ho conosciuto Phil grazie a questi posti. O meglio, lui ha conosciuto me. Ed è questo il bello di questa città, e anche della musica. Permette a persone che sulla carta forse non avrebbero mai avuto modo di incontrarsi, di condividere una passione e di diventare addirittura amici. E spesso sono rapporti che ti cambiano la vita.

HANK: Concordo. Il gruppo… Diventa una famiglia. Ho passato periodi molto duri e… Non so cosa avrei fatto senza i Carpe Diem. E’ come se sapessi che, qualunque cosa ti succeda, avrai qualcuno con cui condividerai qualcosa di così grande, che ci sarà per sempre.

Liam guarda Hank, gli occhi lucidi.

LIAM: Anche quando non c’è più fisicamente.

Hank annuisce, mentre Liam torna a parlare.

LIAM: E’ questa l’importanza di una città come la nostra. La memoria. Ogni locale ha una memoria storica. Lo Spotted sarà sempre il locale che ha ospitato i Carpe Diem, prima ancora i Reckless; il Vodoo Experience sarà sempre una delle celebrazioni musicali più spettacolari della Louisiana. E New Orleans sarà per sempre la città da cui è cominciata l’avventura di Phil Harper.

Jessy guarda Liam, commossa, trattiene un singhiozzo. Nick ingoia il magone, prima di parlare, con la voce rotta.

NICK: New Orleans è storia. Musicale, e non. E i ricordi, il passato… Non si può rivivere. Per questo va preservato. Perchè quello che abbiamo vissuto serve a ricordarci chi siamo.




Colonna Sonora – Old Friend (2 scene)

Ellie appoggia il libro di Liz sul comodino, ormai poche pagine la dividono dalla fine. La ragazza afferra il cellulare, sicura che sia l’amica. Invece è Jessy.

ELLIE: Pronto? Com’è andata l’intervista?

Jessy entra nel taxi, il cellulare tra l’orecchio e la spalla.

JESSY: Benissimo. I ragazzi sono stati disponibili, e anche Taylor, nonostante tutto…

Ellie fa un sorriso sarcastico.

ELLIE: Il tempo passa per tutti, no?

Il sorriso di Jessy si fa più tenue, anche se si accorge che Ellie voleva sdrammatizzare.

JESSY: Tu e Liz invece? Dove ti ha portato alla fine?

ELLIE: Alla House of Smile.

JESSY: Oh.

Jessy rimane in silenzio, mentre oltre il finestrino la città le scorre davanti, inondata dal sole al tramonto.

JESSY: E come ti è sembrata?

ELLIE: Parecchio giù. Non so cosa le abbia detto la sorella di Ethan, ma… Ha colpito nel segno.

JESSY: E’ comprensibile. E’ una cosa che le fa male, lo farà sempre… Cerchiamo di distrarla, stasera.

ELLIE: Perché, tu credi che verrà?

JESSY: Ti ha detto di no?

ELLIE: Non mi ha detto niente. E conosco Liz.




Hank chiude dietro di sé la porta del retro, ignorando le raccomandazioni di Roy Murple dietro di lui. Taylor si gira, sentendo dei rumori, sorride al batterista.

TAYLOR: Avresti mai detto che la vita del musicista fosse così dura?

Hank fa un sorriso storto, ironizzando.

HANK: Me ne ero fatto un’idea a Miami.

Taylor gli allunga il pacchetto di sigarette, sorridendo.

TAYLOR: Ci sono tanti modi per definire Miami, ma non credo che per te sia stato così stressante.

Hank si avvicina, accendendo la sigaretta.

TAYLOR: Però direi che ti è servito.  Hai imparato molto. E guarda dove sei ora.

HANK: Io ricordo ancora la promessa che mi hai fatto. Sto aspettando di dividere il palco con te.

Taylor dà un tiro, sorride.

TAYLOR: Dammi un po’ di tempo. Non è stato un gran periodo. Ci stiamo ancora rialzando.

HANK: Posso solo immaginare come stia Liam. Se io perdessi Just, o Nick… sono contento abbia te a fianco.

Taylor fa un sorriso triste.

TAYLOR: Sì, come amica.

Hank sgrana gli occhi.

HANK: Io pensavo…

TAYLOR: So cosa pensavi. Lo pensavo anche io. Ma lui… ha ragione, su di noi. Siamo stati bene, e siamo stati felici. Ma… eravamo delle persone, e ora ne siamo delle altre. Lui ha bisogno di altro. E probabilmente anche io. Devo solo capire cosa.

Hank guarda Taylor, abbassa lo sguardo, fa un sorriso triste, pensando a Liz.

HANK: Già. Credo di essere anche io in questa fase.

Taylor lo guarda scettica, con un sopracciglio alzato. Vedendo che Hank non alza il viso, si schiarisce la gola.

TAYLOR: Non so se hai seguito The Talent. Liam… era un giurato, ma c’è stato uno scandalo… e al suo posto è subentrato Phil. All’inizio pensavo mi avrebbe dato addosso, ero la ex fedigrafa del suo chitarrista e non ci siamo mai frequentati qui a New Orleans… invece lui mi ha stupito. Era cambiato tantissimo. Credo fosse per una ragazza. Aveva deciso di chiederle di sposarlo.

Hank ascolta a bocca aperta, sorpreso.

TAYLOR: Io non conoscevo Phil prima, ma Liam sì.  Può parlarti per ore del suo cambiamento. E penso… che quando qualcuno ti fa cambiare così, quando l’idea di deluderlo è insopportabile, quando è l’unica persona che vorresti avere accanto durante una difficoltà, perché la sua sola presenza la rende meno insormontabile… Allora beh, probabilmente è quella giusta.

HANK: Mi dispiace che l’abbia persa.

TAYLOR: No, lui è riuscito a dirle quanto l’amava prima di andarsene. Non l’ha persa. Non l’ha sposata, ma l’ha vissuta.  Ed è questo l’importante.

Taylor lo guarda, poi si stringe nelle spalle, incrociando le braccia.

TAYLOR: Senti Hank, io non so perché Liz non sia con te, ora. Ma so che quando eravamo a Miami è bastato farti notare quanto lei sarebbe stata delusa da te per farti rinsavire. Ed è stato il pensiero di perderla che ti ha convinto a ripulirti e a riprovarci. Potrei dirti che gli amori finiscono, ma ho visto come vi guardavate al concerto a New York.

“Lo ha visto anche Phil, perché lui ha sempre pensato che saresti stato tu quello che gliel’avrebbe portata via.”

I due si girano, vedono Liam sulla porta.

LIAM: Ero venuto a cercarvi, dobbiamo rientrare e.. ho sentito il tuo discorso.

Taylor gli rivolge un sorriso dolce, mentre Liam si volta verso Hank.

LIAM: Phil… Era felice. Felice come non era mai stato. Io lo vivevo tutti i giorni, e…

Il ragazzo su interrompe, reprime un singhiozzo, mentre Hank fa per avvicinarsi. Poi Liam alza la testa, lo guarda deciso, gli occhi lucidi.

LIAM: Spero di riuscire a sorridere anche io almeno una volta come sorrideva lui in quei giorni, prima di andarmene.

Hank guarda il ragazzo, cerca delle parole per rincuorarlo, ma tutto quello che gli sale sulle labbra appare scontato. Liam lo distoglie dall’impiccio, lo guarda sforzandosi di sorridere.

LIAM: Sono certo che avrebbe voluto suonare, stasera.

HANK: Sono sicuro sarebbe stato un gran bello spettacolo.

TAYLOR: Cercate di fare meglio che potete anche per lui.

Hank li guarda entrambi, dopo poco annuisce, sorridendo.

HANK: Faremo meglio che possiamo.




Lucas apre la porta, sorride ad Ellie, che lo guarda al di là dell’uscio.

ELLIE: Ehi, ciao Lucas. Liz è in casa?

Lucas indica il piano superiore con il pollice.

LUCAS: Sì, dovrebbe essere su…

Ellie guarda le scale, aspetta un attimo, attendendo di vederla scendere. Dopo poco, guarda Lucas.

ELLIE: Dici che posso salire?




Colonna Sonora – Closer (2 scene)

Liz si gira, scioglie le braccia, incrociate e appoggiate al davanzale della finestra. Dallo sguardo che le rivolge, Ellie capisce che i suoi timori sono fondati.

ELLIE: Allora? Non sei ancora pronta?

Liz guarda l’amica, scuote la testa.

LIZ: Io… Non vengo.

ELLIE: Per quello che è successo oggi?

LIZ: No, io… Io ho bisogno di riflettere…

ELLIE: Di riflettere rispetto a cosa?

Liz alza lo sguardo verso l’amica, stanca di giustificarsi.

LIZ: Credi che non abbia niente su cui riflettere, Ellie?

Ellie alza le sopracciglia, preparata al tono aggressivo dell’amica.

ELLIE: Sinceramente non vedo come quello che ti ha detto la sorella del tuo ex possa influenzarti la giornata.

LIZ: Ethan non è solo un mio ex, Ellie. Abbiamo passato così tanto e…

ELLIE: Ed è finita. E lui è andato avanti, e tutto quello che ti sto chiedendo di fare stasera è metterti qualcosa e venire a vedere il concerto per un tuo amico, organizzato da altri tuoi amici. Non certo di andare in uno stripbar…

LIZ: Il concerto andrà benissimo anche senza di me…

ELLIE: Posso almeno sapere perché stai evitando Hank?

Liz guarda Ellie, indispettita.

ELLIE: E non dire che non è così.

Liz alza d’impeto la faccia, guarda l’amica, piangendo.

LIZ: Perché è vero, ok?

Il tono acceso con cui Liz risponde fa quasi sobbalzare Ellie.

LIZ: E’ VERO! Ha ragione Lucy, ha ragione Ethan! Sono ancora innamorata di Hank!

Liz si ferma, sopprime un singhiozzo.

LIZ: E forse è per questo che non ha funzionato con Ethan, è per questo che non ci ho provato abbastanza… Perché sapevo che da qualche parte nel mondo, Hank ci sarebbe sempre stato. E non è giusto ora, non è giusto per Ethan che io ci riprovi con Hank quando avrei dovuto riprovarci con lui, e far funzionare le cose…

ELLIE: Ci sono cose che…

LIZ: E non è giusto nemmeno per Hank, che io sia così egoista da voler arraffare tutto. Ho scelto, ora devo convivere con questa scelta…

ELLIE: Quindi per te Jessy è un’egoista?

LIZ: Jessy non è stata con nessuno. Lei e Justin si sono allontanati, ma ora…

ELLIE: E tuo fratello? Lei è stata con tuo fratello, Liz. Poi lo ha lasciato, e ha rivoluto Justin. Sebbene lui fosse fidanzato, ha capito che era quello giusto. Nonostante quello che hanno passato, direi che era l’intuizione corretta.

LIZ: Io l’ho odiata, Ellie! Ho odiato il modo in cui ha trattato mio fratello. Ora vuoi chiedermi di fare la stessa cosa a Ethan?

ELLIE: Ethan se n’è andato, Liz! Sono passati più di sei mesi, e lo so io, lo sai tu, Hank non c’entra niente con la fine della vostra storia. Lucy è arrabbiata, non puoi pensare che le sue parole non siano di parte…

LIZ: Lo sono anche le tue, Ellie.

Ellie la guarda asciugarsi le lacrime con il dorso della mano.

ELLIE: E io cosa sono per te, Liz? Io, che ho tradito la mia ragazza, l’unica che abbia mai amato tra le altre cose, e ora la rivoglio? Cosa sono, io?

LIZ: Non voglio litigare con te.

Ellie la guarda, dopo poco annuisce, dura.

ELLIE: Allora ti dirò cosa penso di essere io. Una che ha fatto una marea di errori, di cui si pente solo nella misura in cui hanno mancato di rispetto agli altri. Perché dovevo fare quello che ho fatto, Liz. Dovevo. Per arrivare ad essere quella che ora è qui, di fronte a te, a dirti che stai dicendo delle stronzate. Che stai permettendo alla paura, ai sensi di colpa, ai giudizi degli altri, di impedirti di vivere. Che le cose finiscono tutti i giorni, ma un tuo sorriso non sminuisce quello che hai vissuto. L’infedeltà lo fa. E tu non hai fatto le mie cazzate. E se sei innamorata di Hank, dovresti dirglielo.

LIZ: E’ più complicato di così.

Ellie fa un leggero sorriso.

ELLIE: E’ sempre stato complicato, ricordi? Però una volta la cosa non ti fermava. E non dovrebbe farlo nemmeno ora, se il rischio che corri è quello di essere felice. Una volta qualcuno ha detto che è quello “che vogliamo tutti”, lo hai già dimenticato?

Liz rimane in silenzio, così come fa Ellie. Le due sembrano quasi fronteggiarsi, in quel mutismo prolungato in cui entrambe riflettono su quello che hanno detto e su quello che hanno sentito. Poi Lucas entra in camera, distraendole.

LUCAS: Scusate l’interruzione, ma… Mamma vuole sapere se resti a cena, Liz.

La ragazza guarda il fratello, dubbiosa.

ELLIE: A quanto pare sì.

La ragazza si avvia verso la porta, salutando con un tocco della mano sulla spalla Lucas. Poi si gira verso l’amica.

ELLIE: Quasi dimenticavo… Ho finito il libro.

Liz alza la testa verso di lei, rimanendo in silenzio.

ELLIE: Hai fatto finire Tony e Sammy insieme. Perché?

LIZ: Perché era giusto così. Perché Sammy… Meritava di essere felice.

Ellie alza le sopracciglia, poi scuote la testa, allibita.

ELLIE: Un giorno mi spiegherai perché vuoi il lieto fine per un personaggio di un libro ma non per te. Non si può vivere di felicità pregressa per tutta la vita, Liz.

Poi la ragazza lascia la camera, senza girarsi.

 


NEW YORK, OGGI


Beth afferra il foglio fresco di stampa, lo rilegge velocemente, gli occhi che scorrono da un punto all’altro. Alla fine la ragazza sorride, stirando la schiena spegne la lampada sulla sua scrivania. Il Rock Magazine rimane al buio, il silenzio del locale completamente vuoto la travolge, facendole venire un’inaspettata malinconia. Si dirige verso l’ufficio di Matt, immaginando lo Spotted pieno di gente, i Carpe Diem sul palco, Nick che canta e ogni tanto guarda nella sua direzione…

Scuote la testa, appoggiando il suo articolo sulla serata alla quale non parteciperà sulla scrivania di Matt. Con un sorriso amaro si dirige a casa, sapendo che quello che l’accoglierà sarà solo altro silenzio.


NEW ORLEANS, OGGI


Dereck sorride a Josie, prima di riconoscerla.

DERECK: Ehi! Sei un’amica di Nick, vero?

Josie annuisce, mentre Dereck le porge il biglietto, dopo averlo controllato.

JOSIE: C’è ancora un posto in prima fila?

Dereck si stringe nelle spalle, divertito.

DERECK: Dovrei sgomitare. Abbiamo fatto come ai vecchi tempi. La gente è in piedi.

Josie si sporge dietro l’uomo, vede il locale pieno come non è mai stato.

JOSIE: Vedrò cosa posso fare… C’è ancora parecchia fila fuori.

Dereck annuisce, consapevole.

DERECK: Cercheremo di fare entrare più gente che possiamo… Gli altri dovranno vederlo fuori. Abbiamo messo uno schermo.

Josie saluta l’uomo, visibilmente impegnato, comincia a muoversi verso le prime file, nonostante la resistenza della folla. Il palco è ancora vuoto.




Addison cammina velocemente, chiamando Logan a gran voce.

ADDISON: Logaaaan! Logan! Lo…

La ragazza si ferma, vede il ragazzo seduto su un tavolo nell’ambiente subito precedente al palco, immerso nelle ultime pagine del romanzo di Liz.

ADDISON: Che cosa…?

Nick arriva dietro alla ragazza, serio.

NICK: Lo hai trovato?

Per tutta risposta, Addison indica con il mento il ragazzo. Nick alza le sopracciglia, sorridendo. In quel momento, Logan chiude il libro di scatto, alzandosi dal tavolo. Quando li vede rimane per un attimo basito.

ADDISON: Allora? Facci qualche spoiler.

NICK: Io e Beth ci mettiamo assieme? Magari porta bene…

Logan li oltrepassa, veloce.

ADDISON: Ehi, Goethe, dove stai andando?

LOGAN: Da Hank.



 

Justin segue Mackenzie nell’entrata sul retro. La ragazza chiude prontamente la porta, mentre Justin la guarda preoccupato.

JUSTIN: Ho fatto tardi?

MACKENZIE: Appena in tempo. Iniziamo tra meno di un’ora.

Justin annuisce, segue la ragazza lungo il corridoio.

JUSTIN: Allora, com’è andata l’intervista?

Mackenzie si gira, facendo un sorriso allusivo.

MACKENZIE: Vuoi sapere come ho trovato Jessy? Sembrava felice.

Justin arrossisce, ma cerca di dissimulare.

JUSTIN: No, che c’entra… E poi perché mi dovrebbe…

MACKENZIE: Hank mi ha detto tutto. Complimenti, ce l’avete fatta.

JUSTIN: Non lo sappiamo ancora, in realtà.

MACKENZIE: Beh, vedi di scoprirlo allora. L’ho vista entrare poco fa.

Justin guarda Mackenzie, perplesso.

JUSTIN: Ed era da sola o…

MACKENZIE: Sì, era da sola. Non so nemmeno se Ellie verrà.

JUSTIN: Perché non dovrebbe venire?

MACKENZIE: Oggi non c’era. Niente video professionale per noi.

Justin ignora il tono polemico della ragazza.

JUSTIN: Magari non è venuta per non infastidirti. Anzi, quasi sicuramente.

MACKENZIE: Ragione per la quale non penso verrà nemmeno stasera.

JUSTIN: Ti dispiacerebbe?

Mackenzie scuote la testa, ma Justin si accorge che ha stretto la mascella.




Hank si gira di colpo, trovandosi Logan con al seguito Addison e Nick.

HANK: Ok, ho capito, dite a Roy che ci sono… Quanta gente c’è?

Nick sorride, esaltato.

NICK: Oltre l’immaginabile.

Hank fa un largo sorriso, poi viene interrotto da Logan, che gli porge un libro. Hank gli lancia un’occhiata veloce, senza capire.

HANK: Cos’è?

LOGAN: E’ il libro di Liz.

Hank spalanca gli occhi, sorpreso.

LOGAN: Lo hai letto?

HANK: Perché dovrei?

LOGAN: Beh, perché… Sei il protagonista.

Hank annuisce.

HANK: Lo so. Ne ho letto degli estratti usciti sul Times…

LOGAN: E sai come finisce?

Hank scuote la testa, nonostante voglia sembrare distaccato fa un sorriso. Nel frattempo, Justin e Mackenzie raggiungono gli altri.

HANK: Era uno dei problemi principali di Liz. Come farlo finire.

LOGAN: Beh, finisce che Sammy viene raggiunta da Tony. All’aeroporto. Ma anche lei sta andando da lui, perché capisce che sarà sempre e solo felice “a metà” altrimenti.

Hank guarda l’amico, l’idea che Liz abbia optato per un lieto fine per i loro alter ego lo scuote più di quanto voglia dare a vedere. Logan lo guarda, deciso.

LOGAN: Finite insieme, capito?

HANK: Già, solo nel libro però.

LOGAN: No, no, non è solo nel libro! E’ un messaggio, no? Ti ha detto quello che non è riuscita a dirti all’aeroporto…

HANK: Scrivendomelo?

Logan annuisce, ma Hank scuote la testa.

HANK: Liz sa benissimo che non so leggere tra le righe. Non mi avrebbe mai risposto così.

LOGAN: Ma lo ha scritto dopo che le hai parlato!

Justin guarda i due, vede Hank in difficoltà.

JUSTIN: Magari riprendete il discorso dopo, ok?

Logan si riscuote, annuisce.

LOGAN: Sì, certo…

Hank non aggiunge altro, segue i ragazzi fuori. Mackenzie ferma Logan per un braccio.

LOGAN: Sì, so cosa vuoi dirmi. Non sono affari miei, le cose finiscono, eccetera eccetera…

MACKENZIE: No, io… Volevo scusarmi per stamattina. Sono stata dura con te, e questo solo perché… Perché insomma, tornare qui mi ha fatto uno strano effetto.

Logan le sorride, apprezza che la ragazza si sia scusata.

LOGAN: Hai detto solo la verità…

MACKENZIE: Naa, non credo sia più la verità da un po’, ormai.

La ragazza indica Addison con il mento.

MACKENZIE: Le hai parlato?

Logan deglutisce, a disagio.

LOGAN: No io… C’è tempo, no? Dopo il concerto.

MACKENZIE: Certo, dopo il concerto.

Mackenzie segue l’amico, sorridendo non vista.




Colonna Sonora – High Hopes (3 scene)

Lucas bussa leggermente alla porta, scopre la sorella seduta sul letto della sua stanza, lo sguardo assorto.

LUCAS: Disturbo?

Liz lo guarda come se gli passasse attraverso, fa un po’ di fatica a mettere a fuoco il fratello. Alla fine nega con il capo, fa un piccolo sorriso. Lucas si siede accanto a lei.

LUCAS: Mentre non c’eri ha chiamato la tua editor.

La ragazza si gira verso il fratello, in attesa di una spiegazione.

LUCAS: Voleva dirti che in soli due giorni le vendite hanno superato quelle negli stessi giorni dei tuoi libri precedenti.

Lucas appoggia una mano sulla spalla di Liz.

LUCAS: Immagino debba farti le congratulazioni.

Liz fa un sorriso tiepido, Lucas se ne accorge, allontana la mano dalla spalla della sorella, fa un profondo respiro.

LUCAS: Sai, averti qui è strano. Ho… Ho pensato molto a quando eravamo piccoli, in questi giorni. A quando papà ti faceva suonare il piano. Ricordo che una sera sentii che mamma gli chiedeva perché si ostinasse a farti suonare, era chiaro non ti appassionasse particolarmente.  E lui rispose… “Elizabeth diventerà una grande artista. Dobbiamo solo capire in quale ambito”. Me lo ricorderò per sempre. Forse è da quel momento che sono nati tutti i miei complessi.

Liz lo guarda, dispiaciuta.

LIZ: Non me lo avevi mai raccontato…

Lucas scuote la testa, deciso.

LUCAS: Non te ne sto parlando per farmi compatire, o per discutere di me e papà. È per ricordarti che lui aveva ragione. Sei brava, Liz. E ce l’hai fatta. Tu.. stai facendo quello che hai sognato di fare per una vita. Vivi della tua passione, che é anche il tuo lavoro, e lo sai anche tu che non è da tutti. Ci sono persone che vivono la loro intera vita cercando di raggiungere un sogno, magari senza mai riuscirci.

LIZ: Lo so.

LUCAS: Beh, voglio che tu lo sappia sempre. Soprattutto quando pensi che non ci sia niente da festeggiare. So che la vita non è tutta qui, ma non è stata nemmeno un eterno fallimento. Hai bisogno di ricordarlo.

LIZ: Lo ricordo. È proprio perché lo ricordo che ho paura di desiderare altro. Perché dovrei essere felice, a sedici anni avrei rinunciato a qualsiasi cosa per arrivare qui. E invece ora pretendo di avere tutto, anche quello che ho perso perché ho trascurato…

Liz si ferma di colpo, mentre Lucas raccoglie le mani in grembo.

LUCAS: Ti ricordi quando sei tornata da New York? Io sì. Volevi mollare. Dicevi che non sapevi scrivere, che tanto valeva rassegnarsi. Hai cominciato a lavorare in un bar, e dopo poco… Eccoti lì, di nuovo al computer. Perché è nella natura dell’uomo non arrendersi, e per fortuna.

Lucas si gira verso di lei, la guarda profondamente.

LUCAS: So che hai parlato con Lucy.  Lei… mi ha chiamato.

LIZ: Non è per quello che mi ha detto che…

LUCAS: Non so cosa ti abbia detto, ma è la sorella di Ethan, Liz. Starà sempre dalla sua parte. Lo hai fatto anche tu quando stavo con Jessy.

Lucas si sporge verso di lei, le prende le mani, mentre lei lo guarda, commossa.

LUCAS: Io sono tuo fratello, Liz. E sarò sempre dalla tua parte. Non quella di Ethan, di Hank, o di chiunque altro deciderai di fare entrare nella tua vita.

Lucas asciuga una lacrima a sua sorella, poi sorride, commosso a sua volta.

LUCAS: Io sono “team Liz”. E per questo, voglio che tu faccia quello che ti rende felice. E forse non ci riuscirai, ma ci devi provare. Senza pensare a cosa sia giusto o sbagliato per me, per Lucy o chiunque altro. Perché hai ragione, non hai più sedici anni… ma non sei ancora morta. Non comportarti come se lo fossi.


NEW YORK, UN’ORA DOPO


Ellie sale in macchina, facendo un profondo respiro. Si controlla un’ultima volta dallo specchietto retrovisore, il cuore che sembra esploderle nel petto. Cerca di calmarsi, si dice che in tutta quella folla Mackenzie neanche la vedrà. Eppure sa che il vedere la ragazza sul palco, nel locale dove l’ha vista mille volte, desiderata mille volte, sorriso mille volte, la farà stare male. Appoggia le mani tremanti sul volante, si ripete le parole dette poche ore prima a Liz. Deve rischiare, per essere felice. Poi gira la chiave e avvia il motore.




Liz è sul letto, la televisione accesa, guarda la diretta di alcuni giornalisti per l’emittente locale, le parole di Lucas che ancora cercano di trovare un posto nellasua testa. Lo Spotted è pieno, la gente si accalca all’entrata, sebbene all’ingresso siano stati messi due maxischermi.

GIORNALISTA: Sembra essere tutto pronto per il live di stasera. I Carpe Diem si esibiscono per salvare molti esercizi commerciali come lo Spotted e finanziare i corsi artistici che vi sono nella nostra città. Come ha detto il cantante, “la musica salva la vita”. E così sembra essere anche per Berkley, il batterista della band, quasi stroncato da un brutto incidente a New York che da qualche tempo ha finalmente ripreso a suonare…

Liz smette di seguire la giornalista, intenta ad intervistare alcuni fan. Ripensa all’incidente, ripensa a quello che aveva praticamente urlato ad Ethan. “Non posso perdere anche lui”. E infatti non lo aveva perso, alla fine, ma ricorda bene la paura scaturita da quella possibilità. Ricorda il sollievo di averlo visto lì, nel letto, vivo, anche se distrutto. Ricorda di aver riposto tutte le speranze in lui, per riuscire a dirsi che si poteva ripartire. Hank lo ha fatto, si dice. E’ ripartito. Passo dopo passo, è tornato a sorridere. La mente vaga ancora, arriva a Phil, Phil che arriva in ospedale. Liz sa che Ellie si riferiva a lui, ricorda le parole del ragazzo durante l’intervista con i  Carpe Diem. Ne ricorda anche delle altre.

“Succedono cose terribili ogni giorno, e questo lo sai meglio di me. Quando si risveglierà, perché si risveglierà… Ascolta quello che ha da dire. Fino in fondo. E poi fai la tua scelta.”

Con gli occhi velati di lacrime, ripensa ad Hank. Al modo ferito in cui l’ha guardata prima di lasciare l’aeroporto. Lo stesso modo ferito con cui si erano salutati quando lei aveva deciso di partire per New York con Ethan. Lei aveva deciso di chiudere i ponti, lui si era arrabbiato. Ma poi era rimasto lì. Era sempre rimasto lì, pronto a risponderle quando aveva bisogno, pronto a prendere un aereo per aiutare il progetto di Ethan. Si alza sul letto perché lo sa, non è colpa di Hank se la sua storia si è conclusa. Se del grande amore con Ethan resteranno i ricordi. Non è nemmeno sua. E mentre si infila le scarpe, si dice che ha ragione Ellie. Le uniche scelte che si devono rimpiangere sono quelle che prevedono la mancanza di rispetto verso le persone amate. Ed Hank è una di quelle.




 

Nick sale sul palco, ancora buio. Jessy sente la sua voce diffondersi nel buio.

NICK: Buonasera New Orleans!

Le luci si accendono di colpo, i Carpe Diem salutano i ragazzi, e a Jessy sembra tutto come anni prima, con l’unica differenza del palco, ora transennato, e di Logan al posto di Justin.

“Ehi.”.

La ragazza si gira di colpo, vede Justin andarle vicino, sorridendo.

JESSY: Ehi.

JUSTIN: Tutto bene?

La ragazza annuisce, contenta di vederlo lì.

NICK: Come saprete, la nostra città non sta passando un grande periodo… Ci sono un po’ di problemi economici, ma la musica deve sopravvivere! Noi siamo qui grazie a lei, quindi è ora di restituire il favore. E non c’era posto migliore per farlo… I Carpe Diem sono tornati allo Spotted per voi, stasera!

Poi la musica comincia a invadere il piccolo locale, mentre la gente comincia a saltare e ballare in maniera scomposta, una fila di persone che si allunga fin oltre l’entrata dello Spotted. Justin si avvicina a Jessy, la ragazza sente il profumo del suo dopobarba.

JUSTIN: Sei venuta da sola?

Jessy cerca di concentrarsi sulla domanda del ragazzo, di scacciare le immagini della sera prima dalla sua mente. Guarda il display del cellulare.

JESSY: Ellie dovrebbe arrivare. E anche Liz.




Colonna Sonora – Dream Catcher (3 scene)

Sarah si sporge dalla cucina, sentendo la figlia scendere dalla camera, dove è rimasta rinchiusa tutto il pomeriggio.

SARAH: Tesoro?

Vede la figlia andarle incontro, addosso un paio di jeans, i capelli sciolti.

SARAH: Stavo per chiamarti, è quasi pronto…

Liz si affaccia in cucina, dove trova tutti. Lucas, Lucy, Paul. Sorride loro, le gambe che tremano come non facevano da tempo.

LIZ: Scusate per il poco preavviso, ma non posso esserci. Sarà per domani sera. Tenetemi qualcosa da parte!

Lucas sorride, perché ha capito. Sarah guarda la figlia, perplessa.

SARAH: Dove stai andando così di fretta? E’ successo qualcosa?

Liz si gira, sorride.

LIZ: Qualcuno mi ha fatto notare che sono ancora viva, oggi. E qualcun altro mi ha detto che mi augura buone cose. Sto andando a prendermele.

Poi la ragazza lascia la cucina, e dopo poco la famiglia sente la porta chiudersi.




Ellie guida piano, il contatore dei chilometri che non supera i cinquanta. Nonostante i respiri profondi, il cuore continua a battere troppo velocemente. Supera la casa di Liz, vede le luci illuminate. Fa per accostare, poi ci ripensa. E dopo poco frena di colpo.

Liz si gira, sentendo gli pneumatici sull’asfalto. Ellie la guarda perplessa, abbassando il finestrino.

ELLIE: Liz! Dove stai andando?

Liz la guarda, il fiatone, i capelli scaramigliati. Infine sorride.

LIZ: Da Hank.




 

Nick aspetta che gli applausi che hanno seguito Save You cessino, prima di avvicinarsi al microfono.

NICK: Prima di continuare, volevo fare una premessa. Quando io e Hank abbiamo scritto questo pezzo, eravamo ancora uno dei gruppi che si contendeva questo palco, insieme agli Shameless. Non so quanti di voi li conoscano, ma per noi è stato un onore suonare con loro. Anche se all’epoca eravamo ancora troppo egocentrici e competitivi per capirlo, abbiamo condiviso quanto di più intimo un musicista possa avere. La nostra anima. Oggi Phil non c’è più, ma noi e non solo noi, siamo certi che avrebbe spaccato tutto. E allora abbiamo deciso di suonare una delle sue ultime canzoni, una che ci ricordi il potere dei sogni, la loro capacità di tirarci fuori energie che credevamo non ci appartenessero per raggiungerli.

Nick fa un occhiolino in direzione di Liam e Taylor.

NICK: Perché dobbiamo credere in noi stessi sempre. Perché non dobbiamo arrenderci, finché non sentiamo di averlo afferrato, quello che vogliamo davvero. Però, per suonarla, abbiamo bisogno di un cambio.

Logan si sfila velocemente il basso, poi fa cenno a Justin di salire. Il ragazzo sgrana gli occhi, poi si schernisce. Nick interviene, sempre parlando al microfono.

NICK: Dai, sali!

Justin vede Jessy sorridergli.

JESSY: Su, fai vedere allo Spotted chi è ancora Justin Evans.

Il ragazzo la guarda, e in quel momento tutto quello che vuole fare è baciarla.

JUSTIN: Jessy, io…

JESSY: Vai, ora. Io ti aspetto qui.

Il ragazzo sorride, poi sale sul palco.

NICK: A Phil, ai Reckless, ai Carpe Diem e a tutti quelli che, in un modo o in un altro, hanno portato ognuno di noi ad essere come siamo ora!

Si blocca, vede una ragazza spingere per entrare, la gente urlare sdegnata. E’ Ellie, e dietro di lei c’è Liz. Nick rimane in silenzio, si gira verso Hank, che lo guarda senza capire.

NICK: C’è Liz!

Justin e Mackenzie si girano verso di lui, per carpirne la reazione. Il ragazzo rimane come paralizzato, finché Roy Murple, da dietro le quinte, non fa loro cenno di proseguire. I ragazzi cominciano a suonare Dreamcatcher, la canzone che Phil aveva scritto pensando a sé, e che ognuno dei Carpe Diem sente propria ora, mentre suona sullo stesso palco della propria adolescenza. Justin si adegua al gruppo, conoscendo il brano. Guarda i ragazzi, si sente di nuovo parte di un gruppo, e in quel momento capisce che una parte di lui non li ha mai lasciati. Ellie continua a spingere, gli occhi fissi su Mackenzie, che cerca di non incrociare il suo sguardo, pur sentendo il cuore battere forte. Liz invece guarda i ragazzi, ascolta la musica che sa essere di Phil. Le ragazze raggiungono Jessy, sotto il palco, e finalmente Hank si decide ad aprire gli occhi, a cercarla. Quando la trova rimane così, a fissarla, quasi chiedendole con lo sguardo cosa vuole dire averla lì. Per tutta risposta, Liz alza la mano e fa un leggero segno di saluto, l’ombra di un sorriso sul volto.




Colonna Sonora – Life After You (fino alla fine)

Justin raggiunge Jessy, mentre i Carpe Diem si allontanano dietro le quinte, seguiti da alcuni giornalisti. La ragazza lo guarda, sorridendo.

JESSY: Non hai perso il tocco.

JUSTIN: Diciamo che me la cavo ancora.

I due si sorridono, poi Justin si guarda intorno, improvvisamente consapevole.

JUSTIN: Ellie e Liz?

JESSY: Ellie ha convinto Dereck a farle andare sul retro. Non so se Hank lo sappia, ma è l’unico modo per parlare con loro, ormai. I giornalisti sono dappertutto.

Justin sorride, ironico.

JUSTIN: Ora capisci perché li ho abbandonati? Per avere una vita!

Jessy scoppia a ridere, ma intanto scuote la testa.

JESSY: Non li hai lasciati per questo….

JUSTIN: E invece sì. Per avere una vita con te.

Jessy lo guarda, mordendosi un labbro, mentre Justin le afferra le mani, così, in mezzo alla folla che sta iniziando ora a disperdersi.

JUSTIN: So che oggi non eravamo proprio disinvolti, ma sono sicuro che riusciremo ad affrontare anche questo. Diamoci tempo.

JESSY: E’ questo il problema. Io… Potrei andare a studiare a New York.

Justin la guarda, poi annuisce.

JUSTIN: Quanto starai via?

JESSY: Se tutto va bene… Tre anni.

Justin la guarda, sorpreso. Jessy abbassa lo sguardo, sorridendo tristemente.

JESSY: Sono passati gli anni, e si sono invertiti i ruoli. Io ti amo Just, ma… Posso chiederti di aspettarmi? Di vivere una relazione a distanza per inseguire un sogno quando io non ti ho fatto inseguire il tuo?

JUSTIN: Il mio sogno è insegnare, Jessy. E stare con te. Quindi sì, puoi chiedermi di aspettarti. Perché lo farò.

Jessy lo guarda, poi istintivamente gli getta le braccia al collo, sorridendo, e i due si baciano, sospinti dalla folla.




Ellie bussa alla porta, poi entra senza aspettare una risposta.

ELLIE: Scusate.

Mackenzie trattiene il respiro mentre la vede entrare nella sala dove i ragazzi stanno rilasciando delle dichiarazioni.

ROY MURPLE: Signorina, stiamo…

ELLIE: Sì,sì, lo so. E’ che ho un messaggio urgente per il signor Berkley. Non può proprio aspettare. Lo ha già fatto troppo.

I giornalisti guardano perplessi la scena, ma Hank si alza, va verso Ellie.

ROY MURPLE: Hank…

Il ragazzo si avvicina ad Ellie, sussurrando.

HANK: Che c’è?

ELLIE: Liz.




Liz sente la porta dietro di lei aprirsi, si gira, convinta che sia Ellie.

LIZ: Non li faranno mai uscire…

Si ferma di colpo, vede davanti a sé Hank. Il ragazzo rimane con la mano sulla maniglia della porta, guardandola. Fa un grosso respiro, il cuore in gola.

LIZ: Sì.

Hank corruga le sopracciglia, senza capire, mentre Liz gli si avvicina, parlando tutto d’un fiato.

LIZ: Sì, sì, sì. La risposta è sì. Lo vedo anche io questo filo, questo legame che ci unisce. L’ho sempre visto, lo vedo da quando ci siamo messi insieme la prima volta, forse da prima, da quel giorno di liceo in cui mi coprivi la visuale e mi importunavi chiedendomi di venirti a vedere suonare. Ed è questo che avrei dovuto dirti all’aeroporto, ma ho avuto paura, Hank, perché ho una maledetta paura di fare la cosa sbagliata un’altra volta, di fallire un’altra volta, e capisco se non mi vuoi più vedere, se ho perso il momento, se…

Hank copre la distanza che li separa velocemente, preme un dito sulla bocca della ragazza.

HANK: Shh.

Poi si avvicina a lei e finalmente la bacia.

Liz risponde al bacio, aggrappandosi alle spalle del ragazzo, e poi finalmente, tra un bacio e l’altro, scoppia a piangere, scoprendosi felice.




Ellie richiude la porta dietro di sé, salutando velocemente i giornalisti, imbarazzata. Fa per tornare verso l’interno del locale, quando la porta dietro di lei si apre di nuovo.

“Ellie!”

Quasi smette di respirare al suono di quella voce. Quando si gira, Mackenzie è sulla porta, che la guarda incerta. Ellie rimane in attesa, non sa cosa aspettarsi ma è pronta a tutto, tutto purchè Mackenzie la guardi ancora una volta. Alla fine la ragazza fa un piccolo respiro prima di parlare.

MACKENZIE: Grazie per essere venuta.

Non le dà nemmeno il tempo di rispondere, torna all’interno della stanza. Ellie rimane a guardare la porta chiusa, sorridendo.




Nick bussa leggermente nella stanza dove Logan sta sistemando la sua roba, sorridendo.

NICK: Sei pronto?

Logan alza lo sguardo, annuisce, mentre anche Addison fa capolino nella stanza.

LOGAN: Sì, io… Vorrei scusarmi con Hank…

NICK: Oh, non farlo. Direi che ha funzionato.

Logan lo guarda, senza capire. Nick gli sorride.

NICK: Tony e Sammy sono tornati insieme.

Poi lascia il camerino, mentre Logan si volta perplesso verso Addison.

LOGAN: Sono tornati…

ADDISON: Adesso non montarti la testa, non sei Cupido.

La ragazza gli si avvicina, sistemandogli il giubbotto come se fosse la cosa più naturale del mondo. Logan la guarda, quasi ipnotizzato.

ADDISON: Però sei stato bravo. A dire quello che hai detto, anche io… Penso che si debba lottare, per ciò che si vuole. E cogliere i momenti che la vita ci dà, perché le cose capitano per una ragione, secondo me. Ed è poi un po’ il motto della band, no? Carpe diem…

La ragazza alza il viso, vede che Logan la guarda serio, senza parlare.

ADDISON: Che c’è?

Logan si china di colpo, afferrandole il viso con le mani. E prima che Addison possa capire cosa sta succedendo, il ragazzo la sta baciando.

 

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3 thoughts on “5×17- LIFE AFTER YOU II

  1. Aaaaa!
    Ho finito ora di leggerla… E ora sto proprio bene! Ho i brividi!!
    Che tenerezza tutti quanti! Liz finalmente ha deciso <3 Lucy pco delicata (capisco che sia la sorella di Ethan, però….) anche Justin che carinooo!! 🙂 Mi dispiace solo per Beth, tutta sola a New York 🙁 Ho apprezzato anche l'arrivo di Taylor e Liam (anche se non ho letto Second Chance e quindi non so come Phil sia morto), e Lucas ha detto delle cose verissime… Il suo discorso era stupendo!
    Ora vedi di far finire insieme Hank e Liz, non rovinare tutto all'ultima puntata (potrei ucciderti se non lo fai finire decentemente!)

  2. Grazie per il commento! Concordo anche io per quanto riguarda Liz e il discorso con Ellie, purtroppo lei si sente in colpa, e questo perchè ha amato realmente Ethan. Quando si ama, lo vedo ogni giorno con le persone che mi circondano, spesso non si riesce ad essere razionali e vedere le cose per come sono. Per questo servirebbero più amiche come Ellie 🙂 Contenta che la puntata ti sia piaciuta!

  3. Per prima cosa voglio dire che è stato un piacere e un vero onore, poter seguire quest’opera dall’inizio fino ad oggi. Mi auguro che Erato possa continuare ad alimentare questa creatività in future opere.
    – Mi piace l’idea di Liz di andare alla House of smile e mi piace quello che dice davanti alla telecamera. Alla fine mi piace di più Lucy, come va dritta al sodo, è di una razionalità sconvolgente e credo che a Liz servisse molto.
    – La battuta: “sei un po’ me” di Logan a Nick è stupenda ahahahahaha 🙂
    – La sorpresa di Taylor e Co. devo dire che ha preso impreparato anche me e anche Jessy che inizia a riprendere di nascosto è una bell’idea. “Remember” scelta come accompagnamento, mi sembra azzeccata e piacevole.
    – Un’altra frase che ho trovato inspirante è stata: “c’era la cultura dell’ascolto”. Cosa che oggi si fa sempre meno.
    – Sarà che tra stronzi ci si capisce, ma a me Taylor è sempre stata simpatica e mi piace tantissimo quando dice, che voleva salire sul palco per trasmettere quello che sentiva.
    – Anche il discorso sulla memoria storica fatto da Liam mi hanno colpito piacevolmente, sopratutto la stupenda puntualizzazione di Nick.
    – Se proprio devo dire la mia sul discorso tra Liz e Ellie, secondo me la scrittrice è stata più ingiusta con Ethan quando dopo la perdita del bambino, voleva far funzionare la cosa, quando era palese che fosse finita, per mentalità troppo distanti, che soffocavano qualsiasi sentimento costruttivo, se sarebbe tornata subito da Hank, anche Ethan ne avrebbe giovato.
    – Scarmigliato, che bel termine, non l’avevo mai sentito, ammetto di averlo dovuto googlare…devo ammettere che Crossroads ha una potente valenza educativa, almeno sulla mia ignoranza 😛
    – Ok…ora mi sto preoccupando per la sorte del povero Logan, come minimo: nella puntata finale, lo ritrovo con una tutta arancione, perché Addison l’ha fatto arrestare per molestie? :”'(

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