5×12 – THIS SONG SAVED MY LIFE

Se vi siete persi gli episodi della prima,seconda, terza e/o quarta stagione, cliccate qui: 

PREVIOUSLY ON CROSSROADS

Volevo inoltre ringraziare tutti per il supporto e per seguire la storia, dai grafici del blog sembrate davvero tanti! E siamo arrivati  all’ultima stagione di CrossRoads.. Ora più che mai ho bisogno del vostro parere per salutare degnamente Liz and company 🙂


NEW YORK,OGGI, 8 MESI DOPO


Colonna Sonora – Something Special (3 scene)

Jessy impiatta le uova, poi guarda il suo piatto, dubbiosa. Al momento contiene solo due fette biscottate con la marmellata, accanto un caffè lungo. Sospira, si dice che per ora è più che sufficiente, poi si dirige verso la porta chiusa in fondo alla stanza.

JESSY: C’è nessuno?

Un mugugno di risposta le arriva dalle coperte. Jessy fa un leggero sospiro, poi si rassegna ad aprire le persiane.

LIZ: Odio quando lo fai.

JESSY: Lo so, ma ti devi svegliare.

Liz nasconde il viso nel cuscino, contrariata.

LIZ: Ho tutto il tempo per…

JESSY: Hai scritto il finale?

Liz sospira, dopo poco Jessy la vede scostarsi le coperte di dosso. La ragazza alza un sopracciglio.

JESSY: Lo immaginavo. La colazione è pronta.

Jessy esce dalla camera, lasciando la porta socchiusa. Liz si trova a guardare il soffitto, prima di decidersi ad alzarsi e ad appiccicarsi addosso una parvenza di sorriso.


MIAMI, OGGI


Roy Murple saluta professionalmente i giornalisti nella sala, che cominciano a scattare non appena vedono il cantante dei Carpe Diem fare il suo ingresso dietro al manager.

ROY MURPLE: Buongiorno a tutti! Abbiamo poco tempo, come sapete la vera e propria conferenza ci sarà domani, sono qui solo per annunciarvi che….

“Ma visto che Nick è qui, ci concede una domanda?”

Roy Murple guarda Nick con disappunto, prima di girarsi verso la folla di giornalisti avidi di informazioni.

ROY MURPLE: No. Nick è molto impegnato adesso, deve prepararsi per stasera. Il tempo delle domande ci sarà domani.

“Nessuna notizia di Hank?”

Murple sospira, ma Nick gli fa segno di voler parlare. I fotografi mettono in funzione i flash.

NICK: Venite stasera all’Hard Rock Stadium e saprete tutto. Mi raccomando, vi aspettiamo!

Le voci dei giornalisti cominciano ad accalcarsi una sopra l’altra, in cerca di risposte, ma Nick dopo un ultimo sguardo alla sala fa un sorriso di saluto e lascia il posto a Roy Murple.

ROY MURPLE: Come ha ricordato Nick, speriamo che abbiate preso il biglietto per stasera, perché la data è sold out. In ogni caso, chi non lo avesse può seguirci dal canale All Music, a partire dalle ventidue di stasera. E’ tutto, grazie.

Roy Murple si allontana ignorando le proteste dei giornalisti. Vede Nick affiancarlo, alza un sopracciglio.

ROY MURPLE: Credi di potermi spiegare perché sei voluto venire a tutti i costi?

Nick si stringe nelle spalle, non riesce a nascondere una smorfia delusa.

NICK: Pensavo.. Pensavo ci fosse qualcuno.

Roy Murple alza un sopracciglio, serio.

ROY  MURPLE: Parliamo di una giornalista in particolare?

 


NEW YORK, OGGI


Beth rimane con gli occhi chiusi, guardando di nuovo le parole sullo schermo, poco convinta.

“Ci risiamo.”

Beth alza gli occhi, guarda Will fissarla sorridendo.

BETH: Non è come pensi. C’è davvero…

Will

WILL: … Qualcosa che non torna. Sì, lo so, lo dici continuamente.

Beth si appoggia allo schienale della sedia, lo guarda sarcastica.

BETH: Stai dicendo che sono esagerata?

WILL: Sto dicendo che mi stupisco tu non sia ancora diventata caporedattrice.

Beth fa un sorriso triste, poi guarda in direzione dell’ufficio di Kathleen, dove ora c’è solo Matt.

BETH: C’è già una caporedattrice. E sono certa che tornerà a lavorare.

WILL: Sì, certo. Non volevo dire…

BETH: Tranquillo.

Will la guarda, imbarazzato.

WILL: Però sei ancora una freelance come me.

BETH: Perché escludi l’idea che possa volerlo io?

WILL: Beh, ti parlo per me. A quasi 30 anni, vorrei avere un po’ di stabilità. Sapere dove sarò domani.

BETH: Beh, io di anni ne ho 28. E poi… So già che sarò qui, domani.

WILL: New York ti ha conquistato, è?

Beth annuisce, guarda attraverso le finestre.

BETH: E’ la mia città.

WILL: Io la trovo caotica. E impersonale.

Beth lo guarda, sorridendo.

BETH: Impersonale?

WILL: Sì, andiamo. Le persone si vestono tutte nello stesso modo, i locali sono uguali l’uno all’altro…

BETH: I locali non sono uguali per niente. Solo che tu non hai saputo cercare.

Will ribatte, pronto.

WILL: Sono qui solo da cinque mesi.

BETH: Chiedi e ti sarà suggerito.

Will sorride, prende a giocare con la biro sulla sua scrivania, di fronte a quella di Beth.

WILL: Che ne dici di farmene vedere qualcuno stasera?

Beth guarda il sorriso che il ragazzo le rivolge, sa che quello che Will le sta chiedendo non è un semplice consiglio sui locali, che i sottintesi sono in realtà più chiari di quanto sembri, che sono cinque mesi che Will si avvicina a lei, sempre in punta di piedi, ma impercettibilmente sempre un po’ di più. Eppure sorride, e con il cuore in gola, annuisce.

BETH: Ci sto.




Jessy guarda Liz sedersi di fronte a lei a tavola, il volto stanco. Sa che non ha dormito bene, durante la notte ha sentito la ragazza lamentarsi nel sonno. Non sa se ha sognato Phil, o Ethan, o Hank e sa che chiederglielo non migliorerà le cose.

JESSY: Pensi di uscire oggi?

Liz annuisce brevemente, poi guarda Jessy.

LIZ: Andrò in biblioteca.

JESSY: Perfetto. Riesci a comprare qualcosa per stasera?

LIZ: Ci sono…

JESSY: Solo fagioli in scatola.

Liz alza lo sguardo, dubbiosa.

LIZ: Davvero?

JESSY: Davvero. E se voglio continuare a prendere peso non sono l’alimento migliore. E detto tra noi… Qualche kg in più non farebbe male nemmeno a te.

Jessy si alza, eppure sente il commento di Liz, seppure flebile.

LIZ: Tanto non ho nessuno su cui far colpo.

La ragazza la guarda, il cappotto in mano.

JESSY: Devo andare a lavoro, ma ne riparliamo.

Liz annuisce, poi Jessy parla ancora una volta, la mano sulla maniglia.

JESSY: E poi stasera c’è il concerto. Ci vuole qualcosa di adeguato da mangiare.


CALIFORNIA, OGGI


Ellie aspetta che il pc le dica che può estrarre la chiavetta, poi si dirige velocemente fuori dalla biblioteca dell’UCLA. Percorre i corridoi in fretta, prima di arrivare alla porta del professor Rouge.

ELLIE: Scusi il ritardo professore, ma ho avuto problemi…

La ragazza si interrompe di colpo, trovando Rebecca alla cattedra che sistema dei fogli.

REBECCA: Ciao. Entra pure.

Ellie stringe il manico della sua cartella, assume un tono distaccato.

ELLIE: Cercavo il professor Rouge.

Rebecca torna a guardare i fogli, impilandoli uno sull’altro.

REBECCA: Il professor Rouge mi ha detto di comunicarti che tarderà un po’. Nel frattempo, mi sono presa la libertà di osservare il tuo progetto di laurea. Spero non ti dispiaccia.

Ellie si avvicina alla cattedra, seria.

ELLIE: Non vedo perché dovrebbe. Sei l’assistente del professore.

Rebecca fa un sorriso freddo, poi torna a guardare i fogli.

REBECCA: Ho visto che hai portato una storia un po’… Triste.

Ellie alza le spalle, decisa.

ELLIE: Non direi.

REBECCA: Il tuo protagonista decide di lasciare famiglia, ragazza e amici per fare un viaggio intorno al mondo.

ELLIE: Perché dovrebbe essere triste?

REBECCA: Alla fine della storia rimane da solo.

Ellie guarda la ragazza, sorridendo.

ELLIE: Però ora sa chi è.

REBECCA: A che serve se non ha nessuno con cui condividere la scoperta?

ELLIE: Ha se stesso. Nel momento in cui sta da solo, è perché ha deciso di stare da solo.  E quando troverà la persona giusta, ci starà sempre per sua decisione. Non per bisogno, o altro.

Rebecca alza gli occhi, scettica.

REBECCA: Tutti i rapporti hanno una certa dose di bisogno.

ELLIE: Forse il mio protagonista non si vuole rassegnare.

Rebecca la guarda intensamente.

REBECCA: Stai ancora parlando del tuo protagonista?

ELLIE: E’ importante per giudicare il mio lavoro?

Rebecca sogghigna, divertita dalla schiettezza della ragazza.

REBECCA: No, hai ragione.

Ellie la guarda ancora un attimo, a braccia incrociate. Poi si volta verso la porta, aspetta che il professor Rouge entri nell’aula. Sente Rebecca muoversi fuori dal suo campo visivo, infine schiarirsi la voce.

REBECCA: Hai buone possibilità di prendere il massimo dei voti.

Ellie si gira di colpo, fa un leggero sorriso.

ELLIE: E’ quello che voglio.

Rebecca annuisce, comprensiva.

REBECCA: Lo so. Mi chiedo quanto ti basterà volere solo questo, però.

Il professor Rouge entra nell’aula trafelato, impedisce alla ragazza di rispondere.

PROF.ROUGE: Oh, Eleanor, scusi il ritardo.

Il professore appoggia la sua borsa sulla cattedra, guarda Rebecca.

PROF.ROUGE: Rebecca, ha esposto a Eleanor le sue perplessità?

Rebecca annuisce.

REBECCA: Sì, professore. E se posso permettermi….

ELLIE: E se posso permettermi, ho spiegato a Rebecca cosa volevo trasmettere con il mio progetto. Vorrei sapere cosa ne pensa lei, professore.

Il professor Rouge sorride ad Ellie, affabile.

PROF. ROUGE: Penso che il progetto sia girato molto bene, e che la storia sia valida. E’ chiaro che in questi mesi ha riflettuto su diverse cose…. Forse anche sulla nostra chiacchierata di tempo fa.

Ellie fa il primo, vero sorriso della giornata.

ELLIE: E’ così.

Il professor Rouge sorride, ma Ellie rimane a guardarlo, in attesa.

PROF. ROUGE: Devo davvero specificarle che la sua tesi è notevole?

Ellie sorride apertamente, sforzandosi di non esultare.

ELLIE: Quindi…

PROF.ROUGE: Quindi si prepari a laurearsi, signorina Anderson.


MIAMI, OGGI


LOGAN: Come ti senti?

Hank guarda il bassista entrare nella stanza, sorride.

HANK: Come uno che sta per fare la cazzata più grossa della sua vita.

Logan lo guarda rassicurante.

LOGAN: Andrà bene, vedrai.

Mackenzie appare dietro Logan, un sopracciglio alzato.

MACKENZIE Da uno a dieci, quanto ti sono mancate le donne, Log?

Logan si gira, ironico.

LOGAN: Sei spiritosa. Molto. Assomigli a Addison. Dovreste mettervi insieme.

Mackenzie lo guarda, a disagio.

MACKENZIE: Non dire sciocchezze.

LOGAN: Dico sul serio! Scusa, perché no? E’ una bella ragazza, intelligente, è vero a volte è un po’ pungente ma…Sa essere anche molto dolce, quando vuole.

Mackenzie scoppia a ridere, scuotendo la testa.

MACKENZIE: Non ci posso credere.

Logan la guarda, sorpreso.

LOGAN: Cosa non puoi credere?

MACKENZIE: Che ti piace l’unica donna con cu non puoi stare!

Logan la guarda sconvolto, eppure arrossisce.

LOGAN: Cosa? No, io ne sto parlando come parlerei di una mia amica. Siete entrambe mie amiche, e quindi ho pensato…

MACKENZIE: Parli di me con lo stesso sguardo sognante?

LOGAN: Non ho lo sguardo sognante! Vero?

Logan si gira verso Hank, in cerca di aiuto. Il ragazzo scuote la testa in maniera poco convincente.

LOGAN: E comunque stavamo parlando di te, non di me.

Mackenzie si fa seria, scuote la testa.

MACKENZIE: Non sono nello stato mentale per stare con qualcuno, adesso.

LOGAN: E quando lo sarai?

MACKENZIE: Potrei farti la stessa domanda.

Addison entra nella stanza, li guarda curiosa.

ADDISON: Quale domanda?

LOGAN: Se sono pronto per suonare. Ovviamente sì, certo che lo sono.

Mackenzie guarda il ragazzo, scuote la testa sorridendo incredula.

ADDISON: E tu Hank? Come va?

Hank guarda la ragazza, teso.

HANK: Sto provando a stare calmo.

MACKENZIE: Sei perfettamente in grado di reggere un concerto….

HANK: Ho ricominciato a suonare un mese fa.

Addison lo guarda, poi scrolla le spalle.

ADDISON: Roy Murple può chiamare Bryan nel caso…

Hank scuote la testa, deciso.

HANK: No. Voglio esserci. C’è la mia canzone.

Mackenzie gli fa un sorriso sincero.

MACKENZIE: E’ proprio per quello che ce la farai.

Hank guarda i due, che gli sorridono fiduciosi.


NEW YORK, OGGI


Liz entra in biblioteca, il computer che sbatte ritmicamente contro la sua gamba. Cerca un tavolo semideserto, lo trova poco distante dalla postazione di ricerca di quella biblioteca. Sono ormai alcune settimane che viene in biblioteca per concentrarsi, a casa i pensieri di quanto accaduto negli ultimi mesi le impediscono di scrivere. E al suo libro manca solo un finale. Liz torna a concentrarsi sulle righe scritte ormai giorni fa.

Colonna Sonora – Just Like Fire (3 scene)

“Sammy aveva guardato di fronte a sé, di fronte a quel tabellone pieno di orari che si sostituivano continuamente, chiedendosi cosa doveva fare. Aveva guardato il numero dell’aereo che l’avrebbe portata dal suo editore, e poi si era guardata intorno, verso quella che era la città sua e di Tony. Cosa doveva fare? Cosa doveva scegliere? E anzi, era possibile scegliere? C’era ancora la possibilità di essere felice con Tony? Sapeva che qualcosa si era rotto, e sapeva anche che alcune cose non si sistemavano solo con la forza di volontà.”.

 


NEW ORLEANS, OGGI


Justin entra nel pub, chiudendo l’ombrello.

JUSTIN: Sta arrivando l’inverno.

Derek lo guarda sorridendo.

Dereck

DEREK: Andiamo, siamo ancora a settembre!

Justin scuote la testa, indica fuori.

JUSTIN: Eppure… Speriamo che a Miami le cose vadano meglio.

Derek fa un fischio di approvazione.

DEREK: Puoi scommetterci. Guarda qui.

Derek alza il volume del piccolo televisore dietro di lui, mentre Justin si accomoda su uno sgabello dello Spotted, semideserto.

JUSTIN: Pensavo che per l’occasione avresti noleggiato un maxischermo.

Derek si stringe nelle spalle.

DEREK: Purtroppo l’onore di avere avuto i Carpe Diem e gli Shameless nei loro tempi d’oro non fa guadagnare.

Entrambi si zittiscono, entrambi pensano alla stessa tragedia.

JUSTIN: Hank ci tiene che questo concerto venga visto anche da New Orleans. Sai, per Phil. Quando è successo non sono riusciti ad andare e…

Derek annuisce.

DEREK: Lo so. In centro so che dovevano montare uno schermo. Forse da lì vedresti meglio…

JUSTIN: Con questo tempo non so come andrà. E poi io ci tenevo a venire qui.

Derek sorride, si gira verso la spillatrice.

DEREK: Suppongo di doverti offrire una birra…

“Fanne due. Offro io.”

Justin si gira di colpo, vede Hanna sederglisi accanto.

HANNA: ‘Sera, prof.

Justin sorride, si gira sorpreso dietro di loro, vede dei suoi ex alunni parlare poco lontano.

JUSTIN: Il mio corso lo hai terminato. Non sono più il tuo professore.

Hanna annuisce, mentre Derek porge loro due birre.

HANNA: Giusto. Per quello potrò bere alcol con te.

JUSTIN: Come mai siete qui?

I due fanno un silenzioso brindisi, Hanna sorseggia un attimo la sua birra prima di rispondere.

HANNA: Per lo stesso motivo per cui ci sei tu. E’ il grande ritorno dei Carpe Diem, stasera. Ci sembrava giusto vederli da dove è iniziato tutto.

Justin sorride, fa per ribattere ma Hanna lo precede.

HANNA: E poi immaginavo fossi qui.

Justin la guarda, in silenzio, chiedendosi cosa rispondere. Hanna sorride, a mò di spiegazione.

HANNA: Mi dovevi ancora un caffè, professore.

Justin sorride, scuote la testa.

JUSTIN: Justin.

HANNA: Ok, Justin.

I due si guardano un attimo, sorridendosi. Poi le riprese all’Hard Rock li interrompono.


NEW YORK, OGGI


JESSY: Ho l’impressione che cadrà.

La bambina alza lo sguardo su di lei, poi torna ad osservare la torre di lego traballante.

ROSIE: Non ne sono sicura.

Jessy sorride, alza le spalle.

JESSY: Non ti resta che continuare, allora.

Rosie la guarda pensierosa, poi mette un altro pezzo in cima a quella torre raffazzonata. Jessy sente la porta di casa aprirsi nel momento in cui la costruzione rovina a terra.

JESSY: Aspetta, ti aiuto…

Rosie aiuta la ragazza a raccogliere i pezzi, la guarda dispiaciuta.

ROSIE: Avevi ragione. Dovevo rifarla.

JESSY: Invece no. Se non l’avessi vista cadere, non avresti mai saputo che serve una base più stabile. Hai imparato una cosa nuova.

“Cos’è che ha imparato oggi la mia bambina?”

Rosie di gira di colpo, appena la vede corre tra le braccia della madre, che la solleva facendola girare.

ROSIE: Mamma! Sei arrivata tardi…

Janet la mette giù, scostandosi una ciocca di capelli dal viso.

Janet

JANET: Lo so, ma al Dipartimento non mi lasciavano più andare… Scusa, Jessy.

Jessy la guarda scuotendo la testa, serena.

JESSY: Non si preoccupi. Non ho particolari impegni.

ROSIE: Oggi a scuola la maestra ci ha fatto disegnare la nostra casa. La vuoi vedere?

Janet  si mette le mani sui fianchi, si finge offesa.

JANET: Certo che la voglio vedere!

Rosie corre in camera, sorridendo. La donna si gira verso Jessy, che si sta mettendo il cappotto.

JANET: Fuori comincia a fare freschino… Ecco, chiama un taxi.

Jessy vede i soldi che la donna le porge, molti in più del pezzo pattuito.

JESSY: No, io… Non posso accettare.

JANET: Andiamo. Stai qui delle giornate intere…

JESSY: Mi piace stare con Rosie.

Janet annuisce, poi guarda nella direzione in cui è sparita la figlia.

JANET: Piacerebbe anche a me. Ma fare la madre single e lavorare per il Dipartimento universitario di restauro non sono cose che si sposano molto con il tempo libero.

Jessy la guarda, cerca di essere positiva.

JESSY: Però il lavoro deve essere interessante.

JANET: Lo è, se ti piace l’arte. Ma far quadrare i conti, decidere quale progetto è più meritevole dei fondi e quant’altro… E’ un peccato, l’arte sta perdendo sempre più valore, al giorno d’oggi.

Jessy annuisce, concorde.

JANET: Poi tu vieni da New Orleans, e lì ancora c’è un occhio di riguardo per l’arte… Per la musica, in particolare. Tu suoni?

Jessy scuote la testa, il pensiero che va a Justin.

JESSY: No, però… Conosco bene quel mondo.

JANET: Certo. E conoscendolo avrai anche più sensibilità verso questo tipo di iniziative. Ma a New York… Pensa che abbiamo appena aperto un corso con l’aiuto dell’università di economia. Sai, per sensibilizzare i cittadini al restauro e al recupero di luoghi adibiti all’arte….

Janet si interrompe, cerca qualcosa nella borsa, dopo poco estrae dei volantini.

JANET: Li abbiamo fatti una settimana fa. E per ora abbiamo solo cinque iscrizioni, figurati.

Jessy rivolge un’occhiata interessata ai volantini, poi Rosie torna con il disegno, lo porge alla mamma, in attesa di un’approvazione.

ROSIE: Allora? Com’è?

JANET: E’ bellissimo, tesoro.

ROSIE: Come quello dei tuoi alunni?

Janet comincia a ridere, poi guarda la bimba sorridendo.

JANET: Molto più bello.

La donna si gira verso Jessy, le fa un occhiolino, e la ragazza annuisce in direzione della bambina.

JESSY: Concordo.

Rosie sorride entusiasta.

ROSIE: Ne ho fatti degli altri! Ve li faccio vedere!

Janet annuisce, sorridendo.

JANET: Però mandiamo a casa Jessy, ok? Potrai farglieli vedere domani.

Rosie annuisce, e Jessy segue Janet verso la porta di casa. Nella mano destra, infilato nella sua tasca, uno dei volantini di Janet.




Liz fa per cominciare a digitare una frase, non sta pensando in realtà ad un seguito specifico, ma tenta solo di mettere giù qualche idea. Il cellulare la distrae, vede che è Ellie, esce lasciando lì la sua roba.

LIZ: Allora?

ELLIE: MI LAUREO!

Liz allontana il cellulare dall’orecchio, sorride contagiata dall’entusiasmo della sua amica.

LIZ: Il progetto è piaciuto?

ELLIE: Doveva piacere per forza, mi ha aiutato con la sceneggiatura la grandissima scrittrice Elizabeth Marshall…

LIZ: Così grande che non ha ancora finito il romanzo che sta scrivendo da quasi un anno.

ELLIE: Manca solo il finale, no?

LIZ: La parte più difficile.

Liz resta per un attimo in silenzio, Ellie percepisce la desolazione della ragazza.

ELLIE: Sono sicura che ce la farai. Nemmeno io pensavo che sarei mai arrivata alla fine, eppure….

LIZ: Non è vero. Abbiamo sempre creduto in te.

Ellie sorride, non può fare a meno di pensare alla prima persona a cui aveva comunicato di aver fatto domanda, quella che era con lei mentre scopriva di essere stata ammessa e quella che l’aveva spronata a seguirlo, quel sogno. Liz lo capisce, che Ellie sta pensano a quello, e allora si decide a chiederglielo.

LIZ: Mackenzie… L’hai sentita?

ELLIE: No lei… Non mi risponde. Ho provato a cercarla, non subito dopo tutto quello che è successo, ho pensato che fosse meglio far passare un po’ di tempo…

LIZ: E invece a volte è la scelta peggiore. Perché poi è troppo tardi.

ELLIE: Lo so. Ma lo era comunque.

Liz resta in silenzio, Ellie sa che l’amica è combattuta perché non ha mai compreso fino in fondo il suo gesto, e come potrebbe, lei che ancora si aggrappa alla speranza che Ethan torni, che le sue poche cose rimaste in casa indichino un arrivederci e non un addio, come potrebbe capire le motivazioni che l’hanno spinta a chiudere una storia che poteva essere quella della sua vita?

ELLIE: So che non approvi…

LIZ: Non sono io che devo perdonarti, Ellie.

ELLIE: Io non voglio che lei… Mi sono comportata male.

Liz rimane in silenzio, ed Ellie sa che la ragazza la pensa esattamente così.

ELLIE: Non ho giustificazioni, ma non capivo più niente.

LIZ: E ora invece sì?

ELLIE: No. Ma almeno non sto ferendo nessuno.

LIZ: Lo credi davvero? Perché noi feriamo sempre qualcuno, Ellie. Anche con i nostri silenzi.

E mentre Liz lo dice non sa perché se la sta prendendo con Ellie, perché sta rivolgendo all’amica parole che vorrebbe dire ad Ethan. Stringe il telefono, pentita.

LIZ: Scusa, io…

ELLIE: Tranquilla.

Le due restano un attimo in silenzio, poi Ellie si schiarisce la voce.

ELLIE: Devo andare.

LIZ: Sì, anche io… Ancora congratulazioni.

ELLIE: Grazie.

La ragazza riattacca, guarda ancora un attimo il display chiedendosi perché è stata così giudicante con Ellie. Si maledice, pensa che la stessa frase potrebbe essere rivolta a lei, ai suoi silenzi con Hank… Si gira pensierosa, salvo trattenere a stento un grido di sorpresa. Davanti a lei c’è Hank. Ci mette un attimo a capire che non è così, è solo qualcuno che gli assomiglia terribilmente.

HARRY: Scusa, non volevo spaventarti. E’ che hai lasciato il tuo computer dentro e noi… Stiamo chiudendo.

Harry

Liz annuisce, imbarazzata per l’equivoco.

LIZ: Hai ragione, anzi, grazie per avermi avvisato.

HARRY: Figurati, è il mio lavoro.

Il ragazzo sparisce dentro la biblioteca, e a Liz occorre qualche minuto per calmare il suo cuore.




Colonna Sonora – One Grain of Sand (3 scene)

Beth rilegge un’ultima volta l’articolo, prima di mandarlo in copia a Matt e di spegnere la luce della sua scrivania. Quando alza gli occhi vede Will avvicinarsi, guardarla sorridendo.

WILL: Sei finalmente pronta?

Beth sorride a sua volta, istintivamente.

BETH: Pare di sì.

Will le sorride, aspetta che la ragazza faccia il giro della scrivania per affiancarsi a lei e dirigersi verso l’ascensore.

WILL: Sono curioso di sapere in quali bar mi porterai.

Beth lo guarda, continua a sorridere mentre sente quella strana ondata di leggerezza, finalmente, invaderla.

BETH: Ti dirò… Anche io.




Liz entra in casa ancora turbata dall’incontro fatto, poi si riscuote suo malgrado. La tavola è apparecchiata con cura.

JESSY: Nel caso te lo stessi chiedendo sì, ho fatto la spesa.

Liz vede l’amica sbucare dalla cucina con il busto, sorriderle.

LIZ: E cosa festeggiamo?

Jessy esce, con indosso un grembiule che Liz riconosce con un tuffo al cuore essere quello di Ethan.

JESSY: Con quella faccia poco.

LIZ: Ho… Ho visto Hank oggi.

Jessy la guarda strabuzzando gli occhi, Liz si affretta a spiegare.

LIZ: Cioè un ragazzo che… Che ci assomigliava particolarmente. Solo che avevo appena parlato con Ellie, e…

Liz fa un gesto come a voler chiudere il discorso, e Jessy lo coglie subito.

JESSY: Ed Ellie come sta?

LIZ: Si laurea.

Jessy sorride, entusiasta.

JESSY: Oddio, sarà un casino! Dobbiamo subito organizzare qualcosa di bello, come avete fatto con me…

Jessy si blocca di colpo, ripensa a chi era presente alla sua laurea, alle cose che sono cambiate irrimediabilmente e che non si può pretendere tornino a posto. Anche Liz pensa alla stessa cosa, sul volto si acuisce il malessere che già covava dalla mattina.

JESSY: Basteremo noi.

LIZ: Diciamo così.

Jessy guarda l’amica, seria.

JESSY: E’ comunque un traguardo importantissimo per lei. Non permetteremo che le cose che sono successe glielo rovinino.

LIZ: Le cose che ha fatto succedere.

JESSY: Anche io ho fatto succedere la rottura con Justin, Liz.

LIZ: Sono due dinamiche differenti…

JESSY: Il punto è lo stesso. Ellie aveva bisogno di trovare la sua strada. E lo ha fatto.

Liz la guarda, poco convinta.

LIZ: E tu?

Jessy si fa tentennante.

JESSY: Io… Forse.

Liz guarda la ragazza, alza un sopracciglio dubbiosa. Jessy fruga nella borsa, le porge il volantino.

LIZ: Restauro e distribuzione di fondi pubblici per la riqualificazione di luoghi artistici?

JESSY: E’ solo un’idea.

Liz guarda l’amica, poi annuisce.

LIZ: Una buona idea, mi sembra.

E Jessy non può più nascondere un sorriso. A quel sorriso, il malumore di Liz si arrende, la ragazza decide di relegare tutta la tristezza in un angolo, almeno per quella sera.

LIZ: E ora che abbiamo capito cosa festeggiamo… Cosa si mangia?


MIAMI, OGGI


Nick guarda verso il palco dalle scale dietro le quinte. Si sente agitato, non riesce a tenere ferme le braccia. Le lascia muovere lungo i fianchi, finché non sente una mano afferrargli il braccio.

LOGAN: Sei tu che stai facendo tremare tutto. E io che pensavo fosse il pubblico.

Nick lo guarda, sorride cercando di stemperare la tensione.

LOGAN: Però ora abbiamo bisogno che ti calmi e vieni con noi. C’è qualcuno che sta peggio di te.




HANK: Non ce la faccio.

Mackenzie guarda il ragazzo camminare avanti e indietro davanti a lei, lo guarda seria, le braccia incrociate. Hank incrocia il suo sguardo, annuisce deciso.

HANK: E’ stata una follia. Una cazzo di follia, e voi me l’aveva lasciata fare…

MACKENZIE: Quindi ora la colpa è nostra.

HANK: Non sto dicendo… E non è importante ora! Quel che importa è che non posso salire sul palco.

Logan e Nick entrano in quel momento in camerino, Nick guarda preoccupato il batterista dopo aver sentito quell’affermazione.

NICK: Cosa stai…

Mackenzie lo guarda, gli fa cenno di stare in silenzio. Addison arriva sulla porta, anche lei capisce che è meglio non intervenire.

HANK: Ho ricominciato a suonare da un mese e… Non ho più la velocità di una volta, ammettiamolo! Lo sapete voi, lo so io.

Logan fa per parlare, ma Hank lo precede.

HANK: E so benissimo che faremo canzoni da repertorio e il nuovo singolo, ma professionalmente e umanamente mi rifiuto di salire sul palco se non posso suonare come ho sempre fatto.

MACKENZIE: Umanamente.

Hank si gira verso di lei, quasi irritato che la ragazza lo guardi calma, con le braccia incrociate.

HANK: Hai ascoltato quello che ho detto?

MACKENZIE: Oh sì. Piuttosto bene.

Mackenzie scioglie le braccia, lo guarda, comprensiva ma decisa allo stesso tempo.

MACKENZIE: Professionalmente forse hai ragione. I veri musicisti si esibiscono solo quando sono sicuri di poter dare tutto quello che possono, e tu sei ancora in riabilitazione. Forse ci vorranno anni prima di tornare a suonare come una volta. Quindi dovresti rimanere qui seduto e far venire Bryan o qualsiasi altro turnista sia disponibile.

HANK: E’ proprio quello che ho detto…

MACKENZIE: No. Tu hai parlato di livello umano. E a livello umano, Hank, non c’è niente di più coraggioso e significativo che tu possa fare di salire su quel palco, stasera. Dimostrare alle persone che ci si può rialzare, e non solo attraverso belle e vuote parole. Insomma, guardaci.

Mackenzie allarga le braccia, indica i ragazzi.

MACKENZIE: Guarda me. Guarda quanto ancora sto impiegando per smettere di sanguinare. E poi guarda te. Guardati! Hai… Hai perso così tanto, così tante volte… Eppure sei ancora in piedi, e non solo metaforicamente! Stai camminando, cazzo! E non sai che conforto, che speranza mi ha dato, vederti stringere i denti e arrivare a prendere di nuovo in mano le bacchette. Se penso a cosa hai passato tu mi convinco che posso farcela anche io.

LOGAN: Pensa a quanti altri tra il pubblico avranno lo stesso pensiero, vedendoti salire lassù.

MACKENZIE: E suonare la tua canzone, che è un po’ quella di tutti noi.

Hank guarda i suoi amici, commosso. Quando posa gli occhi su Nick, vede che anche il ragazzo ha gli occhi lucidi.

NICK: Sali su questo palco e cantalo con me, che questa canzone ci ha salvato la vita, Hank. Non posso suonarla senza di te.

Il ragazzo guarda tutti e tre, scuote la testa mentre una lacrima lascia i suoi occhi e arriva sul pavimento. Poi Roy Murple irrompe nel camerino, ansioso.

ROY MURPLE: Ci siete? Il pubblico vi sta chiamando da un bel po’.

Mackenzie si gira verso Hank.

MACKENZIE: Siamo pronti?

HANK: Non vi assicuro niente.

NICK: A noi interessa il cuore. Puoi assicurarci quello?

Hank annuisce, mentre Roy Murple li guarda, confuso. Mackenzie si gira verso il manager, sorride.

MACKENZIE: Sì, siamo pronti.


NEW YORK, OGGI


Liz vede Jessy alzarsi di colpo dal tavolo, guardare l’ora sul telefono.

JESSY: Cavolo! Stiamo per perderci l’inizio!

Liz la guarda, sa che l’amica non ha bisogno di specificarle niente, che si sta riferendo al concerto. Si alza a sua volta, si sforza di sorridere.

LIZ: Vai io… Io lavo i piatti.

Jessy la guarda, dubbiosa.

JESSY: Ma così…

LIZ: Faccio subito, sul serio.

Jessy la guarda, decide di non insistere, forse da una parte perfino la capisce. Liz la guarda sparire in soggiorno, comincia a sparecchiare odiandosi, odiando la sua invidia nei confronti di Hank, lui che ce l’ha fatta dopo una cosa così grave rispetto a lei, che ancora non riesce ad alzarsi. E si odia perché è questo che ha sempre apprezzato di Hank, ma ora è come se fosse invidiosa della sua forza, della sua felicità, e un po’ è come se lo incolpasse per la fine con Ethan. Mentre mette i piatti nel lavello si dice che deve odiare solo sé stessa, poi la voce del ragazzo arriva dal televisore. Liz quasi sobbalza, perché Hank sembra lì, nella stanza con lei. Lascia tutto e si avvicina al soggiorno, rimanendo sulla porta, gli occhi fissi sullo schermo.




WILL: Questo giro lo offro io.

BETH: Hai già offerto gli altri dieci…

WILL: E’ per ripagarti dei preziosi consigli.

Beth lo guarda, guarda il sorriso di Will e per un attimo lo sovrappone al ricordo di un altro sorriso. E mentre sorride a sua volta e guarda il ragazzo avviarsi al bancone si ritrova a pensare che forse è ora anche per lei di voltare pagina, che forse era più facile di quanto credeva. Poi una voce conosciuta irrompe nel locale, facendola voltare verso il piccolo televisore all’angolo del bancone.


CALIFORNIA, OGGI


Ellie si siede sul letto, le gambe incrociate, davanti a lei il computer e un piatto con un tramezzino. Rilegge per l’ultima volta la sua conclusione, soddisfatta dà un morso al panino. Con gli occhi ancora fissi sullo schermo, d’improvviso le tornano alla mente le parole di Liz, e ancora di più i suoi silenzi. Ripensa a Mackenzie, inevitabilmente a quello che ha fatto e a quello che la ragazza ha passato. Non se lo meritava. Per scacciare i sensi di colpa chiude il laptop, guarda con apprensione il telecomando sul comodino. E poi decide. D’impulso, senza riflettere, accende il televisore e cerca All Music. Ricorda la data, ricorda l’orario, ha provato a dimenticarlo per dimenticare quello che ha fatto. Ma decide che non vuole più scappare.


MIAMI, OGGI


I ragazzi salgono sul palco abbracciati da urla e mani verso il cielo. Le luci illuminano il palco a giorno, e per un attimo Hank più di chiunque altro si trova a socchiudere gli occhi, quasi spaesato. Mackenzie e Logan raggiungono i propri strumenti, mentre lui, mettendo un piede davanti all’altro, segue Nick verso il microfono. Poi il ragazzo gli appoggia una mano sulle spalle e si fa da parte.

HANK: Buonasera, Miami!

Il saluto viene seguito da un’ovazione, poi Hank riprende a parlare.

HANK: E’ molto importante per me avervi tutti qui, stasera. Ma è ancora più importante essere qui. Come sapete non abbiamo vissuto momenti facili, e ci sono stati momenti in cui… Non credevo di poter tornare a suonare. Eppure… Eccomi qui.

Hank allarga le braccia e fa un leggero sorriso al pubblico.

HANK: Stasera ho… Ho pensato molto se salire o meno. Non sono al meglio ancora, a volte mi chiedo quando e se lo sarò mai più. Ma poi… Degli amici speciali mi hanno fatto capire perché dovessi salire ad ogni costo.

Il pubblico improvvisamente tace, tranne qualche urlo sporadico sono tutti impegnati ad ascoltare Hank.

(per leggere il seguito del discorso di Hank e il finale di puntate, guardate il video! 🙂 )

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7 thoughts on “5×12 – THIS SONG SAVED MY LIFE

  1. Beth ci ha provato, come hai detto anche tu, ma non è una personalità leggera (per quello c’è Logan) e quindi per quanto ci abbia provato, è bastato vederlo per capire che è inutile… Non ce la fa.
    Liz è abbastanza emo mode, ma perchè ne ha passate tante, e per di più si sente in quella fase per cui “capitano tutte a me”, e ha paura di non essere in grado di risollevarsi.
    Hank IL BOMBER dell’episodio 🙂 Io sono molto contenta del percorso che ha fatto come personaggio, così come Jessy: come hai detto tu, piano piano ne sta uscendo 🙂
    Per Justin e Hanna dovrai continuare a leggere 😉 E lo stesso vale per Ellie, che si è accorta di aver commesso un errore ma si sa, a volte si capisce tardi 🙁

  2. L’ultima frase, quella che viene pronunciata da Liz lascia non solo Jessy, ma anche tutti noi senza parole. in effetti ne sono capitate troppe, e la morte di Phil ha aggiunto sofferenza ad una persona già provata. Ma ho fiducia in Liz e in tutte le risorse che possiede, forse ora le sembrerà impossibile rimettersi in piedi, ma ce la farà, ne sono sicura.
    Hank che torna non solo a camminare ma anche a suonare è la determinazione fatta a persona! è proprio vero che è la volontà a fare la differenza. E quando il palco offre la possibilità di esprimere un messaggio così importante, Il concerto non può che far venire i brividi. Quei miracoli che sono in grado di accadere quando la passione che ti anima è più forte di tutto il resto…
    Beth è splendida, e da un lato mi sarebbe piaciuta una Beth più leggera che si lascia andare ad una nuova storia, ma si sa che non è questo il contesto. Non si possono ignorare le sfumature dei sentimenti, così come quelle della vita, e tutti gli alti e i bassi che questa porta con sé. Nick non può essere messo da parte, tanto meno l’affetto che lo lega a Beth. Quei due devono stare assieme, c’è poco da fare.
    La stessa necessità ho percepito nelle lacrime di Ellie, di cui condivido pienamente il periodo in cui ha preferito non cercare Mackenzie… ora è pronta per affrontare un nuovo incontro, ma mi chiedo se lo sarà anche Mac…
    Per quanto riguarda Justin, ho visto che si è tolto volentieri di dosso le vesti del professore! Ahah Hanna avrà qualche possibilità? Non mi dispiacerebbe conoscerla meglio!
    Jessy sta recuperando benissimo, sono contenta dei suoi sforzi, e dei passi che sta facendo. Sono curiosa di vedere come si metterà in moto per il progetto del volantino!

  3. – Secondo me in quello che dice Will c’è un barlume di saggezza. Considerando che a 30 anni la stabilità non si trova e che comunque non mi sembra questa grande cosa da trovare, per esperienza posso dire che però si cambia modo di vedere la vita e forse per quello a quell’età in tanti la cercano. E’ uno di quei traguardi, come lo sono stati la fine dell’adolescenza, come lo sarà i 50 ecc… impossibili da spiegare e da capire fino a che non ci si sbatte il muso 🙂
    – Condivido anche il pensiero di Rebecca, sul film di Ellie, io credo che se una persona non è a posto con se stessa (dentro di se) fuori può pure girarsi tutto il globo, anche in ogni anfratto nascosto, che tanto alla fine non cambierà nulla. Credo che se uno viaggia lo fa per il gusto di farlo, per vedere cose nuove, altrimenti sarebbe come mangiare gelato o schifezze varie, quando si è tristi (…e il gelato costa molto meno 🙂 ).
    – Secondo me quel: “Non dire sciocchezze” di Mac nasconde qualcosa, c’è già del tenero tra le due.
    – Justin in questa stagione è la mia più grande delusione, spero che con l’ex-studentessa non vada oltre alla birra.
    – Jessi che filosofeggia con la torre dei lego, per dare un utile consiglio alla bambina, mi è piaciuta molto.
    – La cosa che ho preferito di questa puntata sono stati i riflettori puntati sul trio meraviglia: Liz, Jessy ed Ellie.
    – Sono contento che alla fine Beth si sia fermata.
    – Molto bella l’idea del finale con il video, veramente notevole l’idea di mischiare frasi della canzone con vecchi pezzi di dialoghi. Passa l’idea che quella canzone racchiuda lo spirito di Crossroads.
    – La salvo IOOOOOO Liz! Arrivvoooooo!!! 🙂

  4. Questa maledetto video che non si caricava mai!! Rimanere indietro con le puntate vuol dire: non iniziare a piangere adesso ma aspettare di vedere l’episodio successivo!

  5. Era essenziale che tu approvassi la scelta delle canzoni! 🙂 😉
    E sono contenta che tutti possano in qualche modo ritrovarsi nei personaggi di CR, perchè è quello che succede a me quando ne scrivo, in loro rivedo o me o persone conosciute… Ma paradossalmente conosco quasi meglio i miei personaggi delle persone, e mancheranno anche a me una volta finito CrossRoads… *ti raggiunge e piange nell’angolo con te*
    Per quanto riguarda Hank, Jessy o Ellie, ci tenevo in realtà che si vedesse la crescita (o l’involuzione, in alcuni tratti delle stagioni) che questi personaggi hanno fatto, perchè penso che sia quello che accade nella vita. la “sfiga”, se così vogliamo definirla, è che non possiamo vedere la nostra vita da fuori (e spesso nemmeno con lo stesso distacco emotivo con cui leggiamo delle “vite degli altri”) e quindi spesso non ci accorgiamo di quanta strada abbiamo fatto, e di quale qualità.
    Che è poi un pò la trama generae di CrossRoads: prendere dei ragazzi, amici tra loro, con sogni e ambizioni diversi, “lanciarli” nella vita e vedere dove vanno a finire. E spero che seguirete insieme a me il loro percorso fino alla fine <3

  6. caspita…non mi aspettavo di avere la vista appannata anche oggi. il video finale è veramente coinvolgente, ti confesso che ho avuto la pelle d’oca tutto il tempo.
    senza dubbio lo avrò già detto in altri commenti, ma mi mancheranno tutti quando pubblicherai l’inesorabile ultima puntata 🙁

    la peculiarità di CR credo sia proprio nei suoi personaggi. chiunque si metta a leggerlo in qualche modo riesce a identificarsi con loro. Si tratta di situazioni che non sono tanto lontane dalla realtà ed è per questo che CR avrà sempre un posto speciale nel mio corazon <3

    Per quel che riguarda l'episodio: date un premio ad Hank! ogni tanto ripenso alla 1×05 in cui SPOILER si scopre che si bomba taylor o a quando era a Miami. come cambiano le cose!!

    Sono contenta per Jessy che lentamente sta ritrovando la sua strada, un passettino alla volta! Senza fretta ma senza sosta come si dice in questi casi! 😀

    Grande Ellie che si laureaaaa! daje!! sigh…pero' con mackenzie? non ho idea di come si concluderà la loro storia (anche se al momento è già conclusa). ci riproveranno? 🙁 lo spero

    Liz…credo che in pochi abbiano preso tante legnate sui denti (metaforicamente parlando) come lei. Ma come Hank, è più forte di quanto pensi e son convinta che riuscirà a trovare un finale degno del suo libro!
    un po' come tu troverai il finale perfetto per CR *torna a piangere in un angolo*

    ah! bellissima scelta di canzoni! 😉

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