3×16 – LIFE AFTER YOU I

Se vi siete persi gli episodi della prima,seconda, terza e/o quarta stagione, cliccate qui: 

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Volevo inoltre ringraziare tutti per il supporto e per seguire la storia, dai grafici del blog sembrate davvero tanti! E siamo arrivati  all’ultima stagione di CrossRoads.. Ora più che mai ho bisogno del vostro parere per salutare degnamente Liz and company 🙂


NEW ORLEANS, OGGI


Liz attraversa il corridoio dell’aeroporto intontita, mentre si guarda intorno e osserva quel luogo come se lo vedesse per la prima volta. Eppure tanti momenti sono conservati lì dentro; le partenze, i ritorni, gli arrivederci, i silenzi. Segue Jessy e Beth chiedendosi ancora una volta perché è lì: eppure sa che Ethan si riferiva proprio a quello, quando le ha detto di tornare a casa.

Beth si gira, la guarda in attesa.

BETH: Tutto ok?

LIZ: Io… Sì.  E’ solo che è strano… Tornare a casa.

Beth annuisce, mentre Jessy, davanti, interviene.

JESSY: Lo è anche per me.

Le tre si fermano al centro dell’aeroporto, guardandosi intorno.

BETH: So che non sono di qui, ma ve la prendete se mi considero una cittadina acquisita?

Le due scuotono la testa, sorridendo. Poi una voce le distrae.

“Ho capito che non vedete un aeroporto dal 1985, ma io ho lasciato la macchina di mio padre in doppia fila!”

Le tre si girano, vedono Ellie poco lontano sbracciarsi nella loro direzione.

ELLIE: Avete fatto buon viaggio? Anche con la mia cucciola?

Jessy si sfila lo zaino, glielo porge.

JESSY: E’ arrivata ieri sera con il pacco prioritario. Compresa di cavalletto e tutto. Penso dovrai ringraziare Rebecca.

ELLIE: L’ho pagata con il mio sudore al blockbuster.

JESSY: Ah sì, mi ricordo quanto sudavi lì dentro… C’era così tanto lavoro…

Liz sorride, scuotendo la testa, mentre il gruppo si avvicina alla macchina di Ellie.

ELLIE: Sì sì, continua pure… Come hai detto che fai il documentario?

Le quattro caricano i bagagli ed entrano in macchina, Liz e Beth sul retro, entrambe silenziose. Jessy guarda Ellie immettersi nel traffico, poi si schiarisce la voce.

JESSY: Hai già fatto incontri imbarazzanti?

Ellie si irrigidisce sul sedile, anche se si sforza di mantenere un tono leggero.

ELLIE: Più che imbarazzanti li definirei un ricordarmi quanto sia stata idiota, ma sì, ci sono stati.

JESSY: Penso che tu debba darle tempo.

ELLIE: E altri pensano che non basterà tutto il tempo del mondo. Giusto?

La ragazza si sporge per guardare dallo specchietto, vede Liz con gli occhi puntati sulla città, oltre il finestrino del passeggero.

ELLIE: Liz? Tutto bene?

La ragazza si riscuote, senza parole per rispondere a quella domanda.

LIZ: Io stavo… Stavo avendo un deja-vù.

Jessy sorride lievemente.

JESSY: Di quando ti venimmo a prendere con tuo fratello e tua mamma?

LIZ: Già, una scrittrice in disgrazia da New York.

JESSY: Le cose erano un po’ diverse all’epoca.

Sia Liz che Ellie fanno un sorriso triste.

ELLIE: Già. Lo erano.




Justin e gli altri si fermano davanti all’entrata, la testa puntata in alto, sull’insegna.

HANK: Lo Spotted.

Mackenzie fa un sorriso nostalgico.

MACKENZIE: Quelle erano serate.

JUSTIN: Sì, soprattutto quando il fratello di Taylor si infiltrava nella banda e cantava come un cane sgozzato o quando Hank si metteva a fare a pugni…

Justin si blocca, mentre Hank sorride tristemente. Logan guarda i quattro, preoccupato.

LOGAN: Avete detto che questo posto sta per chiudere?

MACKENZIE: Così pare.

LOGAN: E le vostre vi sembrano facce giuste per risollevare il proprietario?




Beth e Liz salutano Jessy ed Ellie, che ripartono lasciandole davanti alla casa della scrittrice.

BETH: Sicura che non disturbo?

Liz scuote la testa, decisa.

LIZ: No, anzi, io…

La ragazza fa un profondo respiro, ripensa all’ultima volta che ha lasciato quella casa, e con chi era.

LIZ: Ho bisogno di sostegno.

Liz entra in casa, inserisce le chiavi nella serratura, le mani che le tremano. Quando entra ad accoglierla c’è la solita scala, il disimpegno che conduce alla cucina.

LIZ: E’ permesso?

“E’ arrivata!”

Liz sente la voce della madre arrivare dalla cucina, fa cenno a Beth di chiudere la porta. Poi fa per entrare in cucina, un po’ agitata, quando Sarah la raggiunge e l’abbraccia, calorosa.

SARAH: Elizabeth! Potevate avvisare…

La madre si scosta per vederla meglio, mentre Lucas si avvicina alla sorella.

LUCAS: Guarda chi si è degnato di venirci a trovare!

Liz abbraccia il fratello, alzandosi sulle punte.

LIZ: Sei tu che sei cresciuto o sono io che invecchio?

LUCAS: Sono più alto di te da quando ho dodici anni.

Liz sorride, mentre il fratello passa a salutare Beth. E allora lo vede, si alza per salutarla, ma Liz riconosce negli occhi di Paul in dolore che interpreta come delusione.

PAUL: Ciao, Liz.

LIZ: Ciao Paul.

E la ragazza lo abbraccia frettolosamente, rivedendo in quello sguardo buono lo stesso sguardo di Ethan, quello che il ragazzo le ha rivolto salendo sull’aereo poche ore prima. La madre di Liz torna davanti alla figlia, con un sorriso sincero.

SARAH: Allora, avete fame? Abbiamo un po’ di bacon e delle uova…

LIZ: Mamma, sono le undici…

SARAH: Un po’ di cibo non ti farà male! Che ne dici, Beth?

Beth guarda la donna, annuisce grata. Le due si siedono sugli sgabelli della cucina, Lucas di fronte a loro.

BETH: Siamo a casa.

 




Dereck

Dereck non alza nemmeno la testa dai fogli sparsi sul bancone.

DERECK: Siamo chiusi…

NICK: E’ così che si accolgono i vecchi amici?

L’uomo si gira di colpo, riconoscendo la voce di Nick. Li guarda, lui, Hank e Mackenzie, e si apre lentamente in un sorriso incredulo.

DERECK: Non ci posso credere!

L’uomo va loro incontro, abbracciandoli.

HANK: Una volta non mi volevi così bene…

Dereck sorride, lo guarda bonario.

DERECK: Una volta eri un idiota. Lo sei ancora?

Hank si stringe nelle spalle, dubbioso.

HANK: Si fa quello che si può.

MACKENZIE: Ora ne abbiamo un altro. Un misto tra Justin e Hank dei tempi d’oro. Lui è Logan.

Logan si sporge in avanti, per stringere la mano a Dereck, e intanto sibila a Mackenzie:

LOGAN: Se ti sembra il modo di presentare la gente…

MACKENZIE: La sincerità prima di tutto, Log.

DERECK: Venite, prendete qualcosa da bere…

L’uomo va dietro il bancone, mentre i ragazzi si accomodano dal lato opposto.

HANK: Non per criticare il tuo fascino, ma sono certo che una volta ci fosse una ragazza qui…

Dereck porge la birra ai ragazzi, si fa cupo.

DERECK: Già, ma ora mancano i soldi per pagarla. Non so se Just ve lo ha detto, ma in questi ultimi tempi noi…

HANK: Sì, ce lo ha detto. E’ per questo che siamo qui, in realtà.

Dereck aggrotta le sopracciglia, dubbioso.

HANK: Ma dovrai darci fiducia.

DERECK: Ve l’ho data quando non eravate che uno dei tanti gruppi di New Orleans. Ditemi tutto.




Colonna Sonora – Not Today (2 scene)

Beth si gira verso l’amica, fa un gesto di scuse.

BETH: So che non era sicuramente la tua idea di attività dopo pasto, ma…

Liz scuote la testa, tranquilla.

LIZ: No io… Capisco, siamo andati a casa mia e ora dobbiamo andare a casa tua. E poi… Meno sto a casa, meglio è.

Beth la guarda, non dice altro perché l’attenzione le viene rubata dalla palazzina dove ha vissuto quando era a New Orleans. La ragazza si ferma, la guarda, pensosa. Cerca subito la panchina con gli occhi, la trova, la indica con un cenno del mento a Liz.

BETH: Ci mettiamo lì?

Liz annuisce, entrambe si siedono sullo schienale, rimangono un attimo in silenzio, mentre il vento di ottobre scompiglia loro i capelli. Dopo poco Beth si volta verso Liz.

BETH: Come mai hai cambiato idea?

Liz rimane a guardare la palazzina.

LIZ: Ho visto Ethan.

Beth la guarda, sorpresa.

BETH: Quando? Cioè, cosa ti ha…

LIZ: E gli ho detto addio. Ci siamo detti addio. Lui è… Partito stamattina, e mi ha detto di tornare a casa.

Liz fa un profondo respiro.

LIZ: E aveva ragione. Ancora una volta.

BETH: Su cos’altro avrebbe ragione, Liz?

Liz si prende un attimo prima di rispondere, girandosi verso l’amica.

LIZ: Hank mi ha detto che è ancora innamorato di me. Alla laurea di Ellie. E io sono rimasta in silenzio, ma non perché… E’ un periodo così incasinato, Beth.

BETH: Ethan pensava che tu non potessi amarlo perché c’era Hank. E poi ha smesso di pensarlo. E dovresti smettere di pensarlo anche tu, perché i fatti hanno dimostrato che vi sbagliavate entrambi, giusto? Che potevi amare ancora, dopo il primo grande amore. Hai amato ancora, dopo il primo grande amore.

LIZ: Però dopo il secondo non so se posso riuscirci di nuovo.

Beth la guarda, comprensiva.

BETH: E quello che ci stiamo chiedendo tutti, no? Se possiamo amare ancora. Il punto è che… Liz, qualunque cosa deciderai di fare, non sarà un tradimento. Non sarà tradire quello che hai passato con Ethan.

LIZ: E allora perché per te Will era tradire Nick?

BETH: Will non era tradire Nick. Era tradire me stessa. Perché non posso continuare a dirmi che non voglio stare con lui…

LIZ: E allora perché non ci stai?

Beth la guarda, dopo poco scuote la testa.

BETH: Non lo so. Forse sono qui per scoprirlo.

Beth guarda la panchina.

BETH: Questo era il nostro posto, e…

La ragazza si interrompe, attratta da un’incisione sullo schienale, vicino alla sua gamba. Scende per guardarla meglio, e così fa anche Liz. Le iniziali N e B, seguite da una data, il 2015, con un trattino senza altri numeri a seguirlo. Beth fa un piccolo sorriso, mentre sente gli occhi velarsi di lacrime.

LIZ: Non ha messo la data di fine.

Beth annuisce, tirando su con il naso.

BETH: Già.




Justin raggiunge Hank, che guarda il palco, ormai al buio, l’orma della batteria per anni in fondo al palco che si intravede.

JUSTIN: E’ triste vederlo così, vero?

Hank si riscuote, guarda l’amico, sorride.

HANK: Veramente pensavo al fatto che devo trovare una batteria, visto che Dereck ha venduto la sua.

Justin fa una leggera risata, rimane accanto all’amico a guardare il palco vuoto.

HANK: Questo palco mi sembrava… Mi sembrava l’arrivo, anni fa. Ero convinto che nel momento in cui saremmo saliti qui, tutto sarebbe stato in discesa.

JUSTIN: E non è stato così?

HANK: Per certi versi. Ma per altri… Era più facile, prima.

JUSTIN: Non diventeremo come quei vecchi che rimpiangono i tempi andati. Non era più facile, prima. E’ facile adesso, ripensando a prima. Ma tutti i drammi adolescenziali che abbiamo vissuto… Non eravamo così rilassati quando li affrontavamo.

HANK: Stai parlando di me che mi faccio Taylor?

Justin quasi si strozza con la birra, torna a guardarlo annuendo.

JUSTIN: No, ma è effettivamente un evento degno di nota!

HANK: O tu che vai a letto con Clara senza nemmeno sapere come si chiama esattamente.

JUSTIN: Ehi, ehi, è stato all’inizio, poi ti ricordo che ci sono andato a convivere.

Hank annuisce, guarda l’amico.

HANK: Lo avevo rimosso.

JUSTIN: Perché sei un egocentrico. Almeno hai smesso di guardarti allo specchio per venti minuti prima di suonare?

HANK: Sì, ormai ho capito che sono perfetto.

I due scoppiano a ridere, poi Hank guarda l’amico.

HANK: E comunque nonostante la convivenza, è perché c’è sempre stata Jessy.  Anche quando stava con Lucas.

Justin annuisce, sovrappensiero.

JUSTIN: Sembra una vita fa. Se ripenso alla serata dell’uragano, bloccati in ascensore…

HANK: Liz era preoccupatissima per lei, la cercavano tutti e poi…

Hank si blocca, torna con la mente a quel momento, a lui e Liz che si baciano, che lentamente finiscono sul pavimento della saletta, ricorda il mattino dopo, la speranza che tutto potesse essere diverso, e la morte di Jhonatan Marshall…

Justin interrompe il flusso dei pensieri dell’amico.

JUSTIN: E poi siamo arrivati qui.

HANK: Già. Carpe Diem, The Prettiest e Shameless.

JUSTIN: New Orleans merita ancora gruppi così.

HANK: E gruppi così meritano New Orleans. Sono sicuro che la mia vita sarebbe completamente diversa, se non fossi nato qui.

Justin torna a guardare il palco.

JUSTIN: Lo penso anche io.

HANK: E tornare mi fa accorgere quanto sia diversa ora che me ne sono andato.

Justin lo guarda un attimo, poi gli dà una leggera pacca sulle spalle.

JUSTIN: Io non credo che ci sia andata così male, dopotutto. In questo momento, va meglio a te che a me.

Hank si gira, lo guarda serio.

HANK: Non perderai il lavoro, Just. Non lo permetterò.

JUSTIN: Oh, lo so. Hai troppa paura che metta su un gruppo e vi faccia il culo.

Hank alza le sopracciglia, sorridendo.

JUSTIN: E senti… So che non ne vuoi parlare. E va bene, non ne parleremo più. Ma per quello che vale.. Non hai niente da rimproverarti.

Hank guarda l’amico, fa un piccolo cenno d’assenso, capendo che si riferisce a Liz. Poi la voce di Logan li raggiunge.

LOGAN: Non so voi, ma io ho una leggera fame…

NICK: Mi aggrego alla richiesta.

I due si sorridono ancora un attimo, poi si avviano verso il resto del gruppo.

HANK: Siete tutti invitati a casa mia!




Liz entra nella camera degli ospiti, quella che per un periodo è stata la camera di Lucy.

LIZ: Mamma vuole sapere cosa…

La ragazza si ferma, guarda Beth, che si osserva allo specchio, con indosso il giubbotto.

LIZ: Stai andando da qualche parte?

Beth annuisce.

BETH: Sto andando allo Spotted. Murple mi ha detto che i Carpe Diem stanno provando lì, e… Pensavo di chiedergli se sono disponibili ad un’intervista. E al progetto di Jessy.

Liz la guarda, annuisce dopo poco.

LIZ: Ok. Ti aspettiamo per cena?

Beth fa sì con il capo, ha capito che è un modo dell’amica per dire che non l’accompagnerà.

BETH: Certo. Allora… A dopo.

Liz annuisce, si sposta per lasciarla passare.




Lucas alza lo sguardo dalla TV mentre vede la sorella raggiungerlo in soggiorno.

LUCAS: Dov’è andata Beth?

Liz si fa cadere accanto a lui, sul divano.

LIZ: Allo Spotted. I Carpe Diem stanno provando lì, credo vogliano fare il concerto per la raccolta fondi…

LUCAS: E tu non sei andata?

Liz si indica, fa un sorriso che vuole sembrare leggero.

LIZ: Sono qui.

Lucas fa per aggiungere qualcosa, ma la sorella cambia argomento.

LIZ: E Lucy come sta? Come va la House of Smile?

LUCAS: Bene. E’ sempre molto impegnata, ma ci tiene tantissimo che quella realtà sopravviva. Poi c’è anche la Misha Foundation a cui stare dietro…

LIZ: Immagino sia impegnativo. Sicuri che sia stata una buona idea che lei prendesse casa da sola?

LUCAS: Noi… Avevamo bisogno di essere una coppia normale senza essere costretti a convivere, con i nostri genitori, per giunta. Qui c’è mia madre che sta con suo padre. E’ una situazione strana.

LIZ: Sì, lo capisco.

Lucas la guarda, serio.

LUCAS: So che pensi che Paul ti incolpi per qualcosa…

LIZ: Non è così?

LUCAS: No, non lo è.

LIZ: In ogni caso non lo biasimerei.

LUCAS: Le cose finiscono, Liz.

LIZ: Oh, questo lo so bene.

Lucas la guarda, dopo poco stringe la mano alla sorella.

LUCAS: Mi dispiace.

Liz lo guarda, commossa.

LIZ: Anche a me.

Poi appoggia la testa sulla spalla del fratello.




Colonna Sonora – Where It Stay (2 scene)

Justin entra nell’aula, suscitando un improvviso silenzio. Appoggia la borsa sulla cattedra, prima di vedere l’auditorio completamente pieno. Sente il cuore stringersi, nell’avere l’ennesima conferma di essere un bravo professore. Si schiarisce la gola, abbandona per un attimo la parte prettamente didattica.

JUSTIN: Come avevamo detto, oggi è previsto l’ascolto di alcune vostre produzioni. Siamo ormai alla fine del corso, anche se ci rivedremo alla sessione d’esami, a cui vi consiglio di arrivare preparati…

I ragazzi si scambiano occhiate ansiose, qualcuno sorride in direzione del professore, capendo l’ironia.

JUSTIN: Ma può darsi che questo sia l’ultimo anno che insegnerò qui.

I ragazzi si fanno improvvisamente preoccupati.

STUDENTE: Perché, Professor Evans?

JUSTIN: Perché non ci sono fondi. Ora io… Sto cercando una soluzione, ma non è detto che funzioni. Non è detto che i fondi bastino a riassumerci tutti… In maniera definitiva. Quindi ho pensato che prima di sentire quello che avete imparato, io debba condividere quello che ho imparato io.

Justin si avvicina alla base delle scalinate, dove gli studenti lo guardano, attenti.

JUSTIN: Io ho imparato che la vita è difficile, e fin qui niente di nuovo. So che pensate che crescendo le cose miglioreranno, ma non è sempre così. Le cose diventano più complesse. E spesso sono più grandi di voi, non importa quanti anni abbiate.

Justin abbassa lo sguardo, fa un sorriso storto.

JUSTIN: Per chi vuole vivere di arte, le cose sono ancora peggiori. Perché nonostante i miti che vi propongono, raggiungere un sogno è difficile. Rischierete di perdere molte cose per la strada, talvolta perfino voi stessi. Potrà capitare anche che, nel mezzo della corsa, vi rendiate conto che il vostro traguardo è cambiato, e dovrete ricominciare da capo.

Un ragazzo alza la mano, dubbioso. Justin si interrompe, dopo poco lo indica con il mento.

JUSTIN: Prego.

STUDENTE: Lei ha cambiato idea per questo? Insomma, voleva diventare un musicista…

Justin annuisce.

JUSTIN: Sì, era quello che volevo. A sedici anni pensavo che il mio traguardo fosse quello. Che sarebbe bastato suonare per essere felice.

STUDENTE2: Non è più così?

Gli altri ragazzi si voltano verso il ragazzo che ha fatto la domanda, quasi intimoriti da quella domanda così personale. Ma Justin fa un sorriso strano, e poi torna a parlare.

JUSTIN: Mentirei se vi dicessi che la musica non conta più niente. La musica conterà sempre moltissimo, perché è il mio rifugio. Ed è quello che mi auguro per voi. Ma crescendo mi sono accorto che non mi bastava. Che c’erano altre cose, altre persone, che per me avevano la priorità. E questo non toglie niente all’amore che provo per lei. Ma mi ero reso conto che non avrei mai potuto essere un grande musicista, se questo voleva dire rinunciare a delle cose. Ho fatto la mia scelta. Ed è questo che mi raccomando facciate anche voi. Le vostre scelte. Vostre, e di nessun altro. Non arrendetevi mai.

Justin fa un piccolo sorriso, poi torna dietro la cattedra, riprende in mano i fogli.

JUSTIN: Allora… Vediamo un po’…

Una voce in fondo all’aula gli fa alzare gli occhi.

“Ha detto che ha capito che c’erano delle cose che avevano la priorità sulla musica, e ha fatto una scelta. Si è mai pentito di quella decisione?”

Justin guarda in fondo all’aula, sente il volto piegarsi in una smorfia incredula, gli occhi brillare di commozione. Jessy è lì, seduta in ultima fila, che lo guarda piangendo, commossa per il discorso del ragazzo.

Justin scuote la testa, senza interrompere il contatto visivo.

JUSTIN: E’ stata la mia scelta. Non me ne pentirò mai.




Nick esce dallo Spotted, la sigaretta già accesa tra le dita. Si appoggia all’entrata, fa un lungo tiro, chiude gli occhi, abbandonandosi ai ricordi che quel luogo gli suscita, mentre dietro di lui sente le voci di Mackenzie e Logan, Hank che non smette di suonare. Sente uno stridio di gomme, e riapre gli occhi appena in tempo per vedere Beth scendere dal taxi di fronte a lui.

I due rimangono a guardarsi in silenzio, prima che la ragazza si decida a chiudere la portiera. Il taxi riparte, lasciandoli soli. Poi Beth sorride.

BETH: Ho pensato di guardare il concerto in anteprima.




I ragazzi ascoltano Beth parlare della sua idea, dopo poco Hank scioglie le braccia, annuendo.

HANK: Certo, noi ci siamo.

Il batterista si volta verso gli altri.

HANK: Giusto?

MACKENZIE: Giusto. Faremo tutto quello che può dare visibilità alla città.

Beth guarda tutto i ragazzi, si sofferma su Nick, che non ha detto una parola da quando è arrivata.

BETH: Beh… Grazie.

HANK: Grazie a te. E a Jessy. Ha avuto una buona idea.

Il ragazzo fa l’occhiolino a Beth.

HANK: Diglielo.

BETH: Sarà fatto. Allora… ci vediamo domani.

LOGAN: Noi saremo a provare fino a venerdì, quindi…

BETH: Conosco la strada.

Beth si guarda intorno, fa un sorriso enigmatico.

BETH: Questo posto è un po’ anche casa mia.

La ragazza saluta, si avvia fuori, mentre Nick rimane a guardarla allontanarsi.

LOGAN: Penso che questo sia il momento in cui le vai dietro.

Addison, con loro da tutto il pomeriggio, guarda il ragazzo, ironica.

ADDISON: E da quando tu dai consigli sulle relazioni? Comunque ha ragione, Nick. Muoviti.

Il cantante li guarda alternativamente, poi si affretta fuori. Dereck, dal bancone, guarda la scena, poi si gira verso gli altri componenti del gruppo.

DERECK: Le cose non sono cambiate, eh?

Mackenzie fa un sorriso triste, si dirige verso la chitarra mentre risponde.

MACKENZIE: Non tutte. Dai ragazzi, riproviamo l’attacco…




NICK: Beth!

Beth si gira, sorpresa.

BETH: Ehi…

NICK: Aspetti il taxi?

La ragazza scuote la testa, mentre il tramonto di New Orleans si presenta davanti a loro.

BETH: No io… Pensavo di andare a piedi. Mi è mancata New Orleans.

Nick sorride, si appoggia al muro dello Spotted, poco lontano da lei.

NICK: A chi lo dici. Miami vince solo per il clima.

Beth lo guarda, sorride, un groviglio di emozioni le impedisce di dire altro. Nick la guarda, poi il suo sguardo si sposta oltre la ragazza, verso l’angolo dello Spotted, dove anni prima i due sedevano in terra.

NICK: Mi mancava anche questo posto.

Beth si gira, segue con gli occhi lo sguardo di Nick.

BETH: Qui era dove ci sedevamo a farci le canne e a concordare su quanto facesse schifo la vita.

Nick annuisce, scoppiando a ridere.

NICK: Bei tempi.

BETH: Non hai qualcosa per riviverli?

Nick scuote la testa.

NICK: Non fumo più. Sai, ho un’immagine da mantenere…

Beth sorride, divertita.

BETH: Ah sì? Quale immagine?

NICK: Beh, sono una persona seria.

BETH: Sei una persona seria.

Beth scoppia a ridere, scuotendo la testa, mentre Nick si allontana dal muro, fingendosi offeso.

NICK: Sì, è così. Basta guardare tutti i giornalisti che ci inseguono per un’intervista esclusiva…

Beth porta la mano alla fronte, scruta l’orizzonte.

BETH: Non ne vedo molti…

NICK: Lasciamo avvicinare solo i migliori.

Beth abbassa la mano, lo guarda, ora imbarazzata.

BETH: Grazie.

NICK: Grazie a te per essere qui.

Beth lo guarda, mentre Nick si passa una mano tra i capelli, scompigliandosi i ricci, a disagio.

NICK: Sai, New Orleans… Non è New Orleans,senza di te.

Beth respira, fa per dirgli che ha visto la scritta sulla panchina, ma le conseguenze di quelle parole le impediscono di parlare, e Nick interpreta quel silenzio come un rifiuto ai suoi sentimenti. Le sorride, cercando di non far trapelare la delusione.

NICK: Allora, ci vediamo domani.

BETH: A domani, Nick. E’ bello dirlo.

Nick la guarda, mentre la ragazza gli rivolge un sorriso fugace, e finalmente il viso gli si distende.




Mentre l’aula si svuota Justin si sforza di tenere sotto controllo i battiti cardiaci. Jessy aspetta rimangano soli prima di scendere dall’auditorio, raggiungendo la cattedra. Il ragazzo alza la testa, dopo un grosso respiro. Rimangono un attimo a guardarsi, a dividerli la cattedra, mentre entrambi pensano a tutte le cose che dovrebbero e vorrebbero dire. Poi Jessy si apre in un sorriso incerto.

JESSY: Ciao.

JUSTIN: Ciao.

JESSY: Te l’avevo detto che sarei arrivata.




Justin si sforza di rispondere alle domande che la ragazza le porge, mentre le lancia occhiate fugaci, incredulo di averla a pochi metri da lui, a percorrere insieme la strada verso il bar universitario.

JESSY: Quindi avete deciso di suonare allo Spotted.

JUSTIN: Sì, io… Volevo aiutare Dereck. Non solo l’università. Lo Spotted è stato…

JESSY: Il punto d’arrivo. Lo ricordo bene.

Justin la guarda di nuovo di sfuggita, poi cerca un posto libero.

JUSTIN: Ci mettiamo lì?

JESSY: Sì, certo. Prendo i caffè.

Justin la vede allontanarsi, abbassa gli occhi e vede le gambe tremare. Cerca di calrmarle appoggiandoci sopra i palmi, quando alza la testa vede Jessy, di fronte a lui, i caffè in mano.

JESSY: Lo prendi ancora macchiato con il cioccolato, vero?

JUSTIN: Sì. Il cibo è una delle poche costanti della mia vita.

Fa un piccolo sorriso, ma vede che quello di Jessy si è spento.

JUSTIN: No, io non intedevo….

Per attirare l’attenzione, le tocca la mano, aggrappata al caffè. Jessy si riscuote, lo guarda, quasi sconvolta da quel tocco. Lui la guarda, per un attimo pensa di allontanare la sua mano da quella di Jessy, poi rimane immobile, la guarda negli occhi.

JUSTIN: Stavo facendo una battuta. Cretina.

Jessy sorride timidamente.

JESSY: Lo so.

“Justin”.

I due si girano, entrambi ritraggono le mani, mentre Hanna guarda il ragazzo, sorridendo freddamente.

JUSTIN: Hanna… Ciao.

HANNA: Ti trovo bene.

JUSTIN: Anche… Anche io. Sei… Sei venuta a lezione?

Hanna distoglie lo sguardo da Jessy, guarda il ragazzo, annuendo freddamente.

HANNA: Sì, ho appena finito. Ho saputo dei tagli da dei compagni… Mi dispiace. Immagino che sarà un duro colpo lasciare l’università. So che ti eri affezionato a colleghi e studentesse.

La ragazza sorride gelidamente, con un leggero cenno di saluto si allontana, lasciando Justin senza parole e Jessy a guardarlo, confusa.

JUSTIN: Dicevamo?

JESSY: Il concerto.

JUSTIN: Giusto, il concerto. Tu hai bisogno dei Carpe Diem per le interviste?

JESSY: Sì, credo che Beth… Sia andata da loro.

Justin annuisce, cercando di stemprare il disagio causato da Hanna.

JUSTIN: Perfetto allora. Comunque… Ti trovo bene.

Jessy porta una ciocca di capelli dietro l’orecchio.

JESSY: Grazie, sto cercando di riprendermi.

Justin annuisce, incoraggiante.

JUSTIN: Mi fa piacere…

JESSY: Chi era?

Il tono della domanda voleva essere tranquillo, ma Justin percepisce lo stesso un fastidio.

JUSTIN: Oh, lei… Era una mia studentessa. Ha dato l’esame mesi fa…

JESSY: Ti ha chiamato per nome.

Justin la guarda, e dai suoi occhi Jessy capisce che c’è altro che il ragazzo non le sta dicendo.

JUSTIN: Sì, perchè noi… Noi diciamo..

Jessy scuote la testa, interrompendo il discorso.

JESSY: Non mi devi spiegare niente.

JUSTIN: No ma… Noi non siamo stati insieme o cose del genere…

JESSY: In ogni caso non ci sarebbe niente di sbagliato.

Justin prova a spiegarle, ma il cellulare squilla nella borsa di Jessy, distraendo la ragazza.

JESSY: E’ Beth. Devo rispondere.

JUSTIN: Certo…

Justin guarda Jessy rispondere al telefono, si ripromette di spiegarle tutto appena la ragazza avrà riattaccato.

JESSY: Beth… Ah, perfetto! Allora domani… Aspetta, non ti sento bene…

Jessy appoggia il cellulare sul petto, guarda Justin.

JESSY: Devo andare.

JUSTIN: Di già?

Jessy fa un piccolo sorriso alla domanda spontanea del ragazzo.

JESSY: Sì. Ci vediamo domani, ok?

Justin annuisce, la vede allontanarsi dal bar, lasciarlo al tavolo da solo. Il ragazzo sente le spalle rilassarsi, i piedi smettere di muoversi. Eppure si sente più pesante, il senso di leggerezza che lo ha accompagnato all’interno del bar che esce dal locale insieme a Jessy.


NEW ORLEANS, IL GIORNO DOPO


Lucas scende le scale, vestito per andare allo studio presso cui fa uno stage. Guarda la sorella, seduta al lato opposto del tavolo, lo sguardo fisso sul cellulare.

LUCAS: Siamo mattiniere.

Liz alza gli occhi, fa un sorriso stanco.

LIZ: Oggi dobbiamo girare.

LUCAS: Il grande giorno.

LIZ: Ed è uscito il libro.

Lucas la guarda, sgranando gli occhi.

LUCAS: Cosa? Il tuo? Non mi avevi detto di averlo finito…

Liz beve un sorso di caffè, stringendosi nelle spalle.

LIZ: Ho deciso all’ultimo minuto.

LUCAS: Che cosa?

Liz fa per rispondere, ma il campanello li interrompe. Beth, che sta scendendo le scale, indica la porta.

BETH: Vado io.

Liz si alza dalla sedia, stirandosi.

LIZ: Sarà Jessy, dovremmo andare…

La ragazza non riesce a finire la frase, l’amica entra in cucina, fa per parlare poi si ferma, vede Lucas. I due si guardano, dopo poco lui le fa un saluto impacciato.

LUCAS: Ciao, Jessy.

JESSY: Ciao. Come stai?

LUCAS: Tutto bene, tu?

JESSY: Si va avanti.

Il ragazzo le sorride, poi Liz interrompe la conversazione.

LIZ: Vuoi del caffè? O vuoi andare?

JESSY: Vada per il caffè. Sono sveglia da tre ore.  Ellie aspetterà.

Beth la guarda, curiosa.

BETH: Come mai sei sveglia da tre ore?

JESSY: Non riuscivo a dormire. Poi ho letto il libro.

Liz rimane con la tazza a mezz’aria, guarda l’amica, mentre Lucas alza le sopracciglia, impressionato.

LUCAS: Hai letto il libro in tre ore?

JESSY: No, solo la fine. Il resto lo avevo letto durante la creazione.

Liz porge la tazza all’amica, senza guardarla.

LUCAS: Beh, e come finisce?

Jessy guarda l’amica, fa un sorriso sincero.

JESSY: Finisce bene.

Beth guarda le due, capisce tutto, ma non interviene.

JESSY: Credevo avessi scelto un altro finale, però.

LIZ: Ho pensato che questo fosse il più giusto.

Jessy annuisce.

JESSY: Lo penso anche io.

Beve il suo caffè, appoggia la tazzina sul tavolo.

JESSY: Allora, andiamo?

Liz annuisce, si alza, mentre Beth guarda Jessy.

BETH: Allora io vado allo Spotted….

JESSY: Hai il registratore?

Beth annuisce, mentre Lucas le guarda, curioso.

LUCAS: Non filmate anche loro?

JESSY: Magari nei prossimi giorni. Non so quanto Mackenzie abbia voglia di vedere Ellie, e poi…

BETH: E poi io devo tornare a casa.




Liz si sporge sui sedili anteriori, inserendosi tra Jessy ed Ellie.

LIZ: Quindi, spiegatemi come pensate di…

ELLIE: Non ci troverai impreparate. Abbiamo studiato l’idea migliore tutta la notte, e abbiamo deciso di mantenere un taglio il più autentico possibile.

Liz alza un sopracciglio.

LIZ: Mi hai detto tutto e niente.

ELLIE: Ti facevo più perspicace. Sicura di essere un’artista?

JESSY: Abbiamo pensato di ripercorrere le tappe fondamentali della tua carriera.

Jessy accosta al ciglio di una strada, spegne la macchina. Liz si volta dalla parte opposta, in un attimo sente un’improvvisa voglia di piangere.

JESSY: Abbiamo pensato di iniziare da qui. Che ne dici?

La ragazza annuisce, incapace di rispondere, gli occhi fissi sulla vetrina dell’Old America.




Liz entra nel bar, precedendo tutte le altre. L’interno è sempre uguale, i tavoli con leggere tovagliette azzurre, il bancone semicircolare. Il bar è semideserto, a quell’ora la gente fa colazione frettolosamente, lo ricorda bene. Vede una ragazza sorriderle.

BARISTA: Desidera?

LIZ: Vorrei… Parlare con la responsabile.

La ragazza la guarda, ora sospettosa.

BARISTA: Gliela chiamo subito.

Liz la vede sparire dalla stessa porta che lei e Ethan aprivano per mangiare sul retro, raccontandosi le rispettive vite e prendendosi in giro. Sente un blocco all’altezza dello stomaco, un sentore di nausea. Poi la porta si apre di nuovo, e nel bar entra Rose. La guarda un attimo, come per metterla a fuoco. Poi sorride, gioiosa.

ROSE: Elizabeth!




Colonna Sonora – This Town (3 scene)

Justin si sveglia di colpo, sentendo il campanello insistente di casa. In boxer e stropicciandosi gli occhi, apre la porta.

MACKENZIE: Pensa se fossi stata Jessy. Con quella fantasia a righe l’avresti fatta scappare.

Justin guarda l’amica, richiudendosi la porta dietro di sé.

JUSTIN: Simpatica. Mi sembrava di aver detto che prima delle dieci non voglio socializzare.

MACKENZIE: Questo era parecchi anni fa.

JUSTIN: E comunque penso di averla fatta scappare anche senza fantasie a righe.

Mackenzie guarda l’amico avvicinarsi al bancone della cucina, caricare la moka.

MACKENZIE: L’hai vista? Quando?

JUSTIN: Ieri. A quanto pare si divertono a fare le improvvisate. Manca solo Liz con Hank…

MACKENZIE: E com’è stato?

Justin si gira, appoggia le mani sul bancone, guarda l’amica.

JUSTIN: E’ stato… E’ stato perfetto. Ho provato esattamente quello che mi aspettavo di provare. Volevo baciarla, abbracciarla, piangere, chiederle dove era stata per tutto questo tempo, perché Mac, quella di ieri era la mia Jessy, proprio la mia, ed ero arrabbiato, perché è servito New York, e felice, perché ora potremmo avere una possibilità, e confuso, perché non mi aspettavo di trovarla lì in mezzo agli studenti…

MACKENZIE: Just. Prendi fiato.

Justin lo fa letteralmente, fa un grosso respiro e guarda l’amica.

JUSTIN: Poi è arrivata Hanna.

MACKENZIE: Hanna chi? La studentessa?

JUSTIN: Proprio lei.

MACKENZIE: Siete andati a letto insieme?

JUSTIN: Cosa? No. Te lo avrei detto.

Mackenzie alza le spalle, pratica.

MACKENZIE: La gente da qualche tempo ha problemi a dirmi quando va a letto con qualcuno che non è il suo ragazzo o ragazza.

JUSTIN: Io nemmeno so se Jessy è ancora la mia ragazza.

MACKENZIE: Infatti non avresti fatto niente di male…

JUSTIN: Lo so. Ma non… Non ci riuscivo. Nel senso.. Avrei potuto farlo, ma a che scopo? Tanto lo so che è Jessy. E’ sempre stata lei, come ha detto Hank.

Mackenzie alza un sopracciglio.

MACKENZIE: E se citiamo Hank, siamo alla frutta… Gliele hai dette queste cose?

Justin si passa una mano sulla fronte, sconsolato.

JUSTIN: No lei… E’ andata via. E so che ha pensato che… Che fossi tornato quello di una volta o…

MACKENZIE: Impossibile.

Justin si ferma, la guarda confuso.

MACKENZIE: Si vede che non sei più quello di una volta. Da un po’.

Lui le sorride, capendo che per la ragazza è un complimento.

JUSTIN: Ne ho fatta di strada da quando volevo portarti a letto.

MACKENZIE: Se non altro hai accettato il fatto che non capiterà mai.

JUSTIN: Eh, mai dire mai…

I due si guardano, scoppiano a ridere. Poi Justin accende il gas, fa un leggero sorriso.

JUSTIN: Eppure in questi giorni… Mi sembra di essere di nuovo a quei tempi.




ROSE: Come stai?

Liz la guarda, cerca di ignorare Ellie che, seppur discretamente, ha acceso la telecamera.

LIZ: Bene, e tu?

ROSE: Oh, bene! Certo, senza i miei due baristi preferiti le cose vanno meno bene, ma ce la caviamo.

Liz sorride, Rose l’abbraccia di nuovo, la guarda affettuosamente.

ROSE: Ho letto del romanzo. Sono contenta che tu ce l’abbia fatta. E’ un bell’esempio per tutti quelli che inseguono un sogno.

LIZ: Lo spero.

ROSE: E Ethan? Sta bene?

Ellie abbassa lentamente la telecamera, interrompendo la registrazione.

LIZ: Sì, lui… E’ diventato un medico come aveva sognato.

ROSE: Sono contenta. Anche lui è qui?

Liz scuote la testa.

LIZ: No io.. Sono qui per un documentario su New Orleans. Un modo per sostenere l’arte. Poi tornerò a New York.

Rosse annuisce.

ROSE: Sì, New Orleans ne ha bisogno. E sei tornata dove è cominciato tutto?

Liz annuisce, commossa si guarda intorno, tocca con una mano il bancone di marmo.

LIZ: Già.




“Nel 2014 tornai da New York abbattuta. Anzi, diciamo irrimediabilmente pessimista. Avevo ricevuto un rifiuto da una casa editrice, la stessa che mi pubblicò anni dopo, e la mia matura reazione era stata di mollare tutto e tornare a casa. Volevo chiudere con la scrittura, ritenevo mi facesse più male che bene in quel momento. E trovai da lavorare in questo bar. Pensavo che fosse quanto di più lontano ci fosse con lo scrivere, e invece le parole mi hanno raggiunto anche qui. E’ in questo posto che ho trovato ispirazione per il mio primo romanzo.”

Liz si interrompe, guarda Ellie quasi supplicandola, le quattro fuori dall’Old America. Ellie abbassa la telecamera, annuisce.

ELLIE: Ok, va bene così.

Si avvicina all’amica, le passa una mano sulle spalle.

ELLIE: Tutto bene?

Liz annuisce, cercando di moderare la voce.

LIZ: E’ che… Questo posto mi ricorda Ethan.

ELLIE:  Lo so. Dai, andiamo.




Addison bussa velocemente, poi entra in camera di Logan, coprendosi gli occhi.

ADDISON: Sei nudo?

LOGAN: Non coprirti come se l’eventualità ti facesse schifo.

Addison abbassa la mano, si guarda intorno con gli occhi sgranati e la lingua a lato della bocca.

ADDISON: C’è un bel ragazzo nudo qui?

Logan scoppia a ridere, steso sul letto, vestito.

LOGAN: Non ti resta che essere credibile, e sarai perfetta.

Addison sorride, poi lo guarda, curiosa.

ADDISON: Un po’ come te che leggi.

Logan indica l’ebook, sorride.

LOGAN: Parla dei Carpe Diem. Non potevo non comprarlo. Credo sarà il primo libro che leggerò.

Addison si siede sul letto.

ADDISON: Dei Carpe Diem?

LOGAN: Sì, lo ha scritto Liz. E’ uscito oggi.

Addison annuisce.

ADDISON: Ah, giusto. Questa Liz. Sbaglio o ieri allo Spotted…

LOGAN: Sì, è lei. Il grande amore di Hank.

Addison guarda il sorrisetto di Logan, alzando un sopracciglio.

ADDISON: E ovviamente la cosa ti fa ridere.

LOGAN: Non mi fa ridere la cosa, mi fa ridere la loro incapacità di stare assieme. L’unica volta che sono riusciti ad avere una relazione è stato a sedici anni, e a dar retta al libro non è finita proprio benissimo…

ADDISON: Non è così facile avere una relazione, Logan. Ed è facile giudicare quando non si sa di cosa si sta parlando.

LOGAN: Stavo solo scherzando…

ADDISON: Lo so. E io ti stavo preparando. Prima o poi capiterà anche a te.

La ragazza si alza dal letto, dopo avergli sorriso ironica.

LOGAN: Andiamo, credi davvero che ci sia bisogno di anni e anni? Se è destino, è semplice.

ADDISON: Da quando credi al destino?

Logan arrossisce leggermente.

LOGAN: Da quando… Insomma, è così! La vita ti fa incontrare la persona giusta quando meno te lo aspetti…

ADDISON: A volte. A volte no. E a volte devi essere abbastanza furbo da riconoscerla subito. A volte altrettanto fortunato da essere pronto.

Logan la guarda, dubbioso.

LOGAN: Quindi se si perde il momento bisogna insistere fino allo stremo, secondo te?

Addison si stringe nelle spalle.

ADDISON: Non lo so, non mi è mai capitato…

LOGAN: Niente amore epico?

Addison scuote la testa.

ADDISON: Niente amore epico. Ma capiterà anche a me, no? Ora muoviti, dovete andare a provare…

Logan la segue con lo sguardo finché la ragazza non lascia la stanza, un sorriso intontito sul volto.




Liz scende dalla macchina sorridendo e scuotendo la testa.

LIZ: Il liceo.

JESSY: Il liceo.

LIZ: E cosa dovrei dire?

Ellie posiziona il cavalletto, fa un sorriso ironico.

ELLIE: Cosa vorresti dire al professor Milk? E al rettore Shneider?

LIZ: Niente di appropriato per un documentario.

Ellie scoppia a ridere, mentre Liz si volta verso la scuola. La ragazza comincia a registrare.

“Questa scuola… Questa scuola è dove ho iniziato a scrivere. Insomma, scrivevo anche prima, ma qui… Ho scoperto che lo volevo fare di mestiere. E frequentare questo istituto mi ha aiutato. In classe c’erano altri sognatori come me. Nessuno mi ha mai deriso, e questo ha significato molto, credo. Ha fatto sì che non mollassi. Che non venissi ritenuta strana se passavo i miei pomeriggi a leggere, perché c’era qualcuno che suonava, o guardava telefilm, o disegnava. Nessuno mi faceva sentire diversa, perché non lo ero. Lo era l’oggetto della nostra passione, ma non l’intensità che ognuno metteva in quello che amava.”

Ellie alza gli occhi dalla videocamera, guarda l’amica commossa, così come Jessy, pochi metri dietro di lei.

JESSY: E ora direi che ci toccherà far vedere un po’ la prima passione della città di New Orleans.




Beth entra allo Spotted in tempo per vedere i ragazzi terminare le prove, le ultime note di This Song Saved My Life che risuonano tra le pareti del locale. Le viene naturale applaudire, facendo girare Nick nella sua direzione. Il ragazzo la guarda, le sorride.

LOGAN: E’ arrivata Beth! Pausa!

Logan scende dal palco, corre al bancone, mentre Addison lo guarda, rassegnata.

ADDISON: Lo vado a recuperare…

Beth si avvicina al palco, dove Mackenzie, Hank e Nick stanno appoggiando gli strumenti.

NICK: Allora, dove preferisci intervistarci?

BETH: Dove volete.

Hank si siede sul palco, le gambe a penzoloni.

HANK: Che ne dite di… Qui?

Beth annuisce, indica il registratore.

BETH: Spero che non vi dispiaccia, serve per il progetto di Jessy, come vi dicevo ieri…

Hank annuisce.

HANK: Tranquilla.

NICK: La mia voce costa, però.

Mackenzie gli tira l’elastico per i capelli, ridendo. Beth afferra uno sgabello poco lontano, si mette di fronte a loro, mentre Logan si accomoda accanto agli altri componenti, Addison contro la parete.

BETH: Prima domanda… Perché avete deciso di fare questo concerto?

LOGAN: Per salvare lo Spotted.

HANK: Per la città. Per New Orleans.

Beth annuisce, seria.

BETH: E che cos’è per voi New Orleans?




Colonna Soonora- Like We Used To

HANK: New Orleans è casa. Sono nato in questa città, non solo umanamente. A cinque anni papà mi portò con lui ad una cena di lavoro, e nel bel mezzo della serata, un gruppo jazz salì sul palco per suonare. Tutto quello che vidi quella sera fu la batteria. E i sorrisi dei musicisti. Erano felici di essere lì, e anche se non conoscevo ancora il senso di completezza che mi avrebbe dato suonare uno strumento, sapevo che volevo sorridere così.

Liz, Beth e Jessy camminano per le strade della città, Ellie con la telecamera sulla spalla, le inquadrature che passano dalla sua amica alle insegne dei locali. Le tre passano davanti al Venus, ricordando il primo concerto dei The Reckless, quello a cui Jessy non andò per uscire con Peter. Affiancano la strada che porta alla saletta, si fermano, ognuna con i loro ricordi.

ELLIE: Lì ho conosciuto Mackenzie.

Liz sorride, alla mente lo stesso ricordo.

LIZ: E io ho scoperto che ti piacevano le ragazze.

ELLIE: Credo di averlo capito anche io in quel momento.

Liz si gira verso Ellie, sorride.

ELLIE: Ho conosciuto anche Terry, qui.

LIZ: E io ho suonato una canzone per Hank.

Le due si girano, mentre Liz sorride al ricordo.

LIZ: E poi l’ho baciato. Era la notte dell’uragano…

JESSY: Quella in cui io ho baciato Justin in ascensore.

Le tre si guardano, poi Liz sorride, girandosi, vedendo in fondo alla strada l’ormai rinnovato Blockbuster.

LIZ: E quello è l’ex posto di lavoro di Ellie. Ora è diventato un servizio massaggi.

ELLIE: Speriamo offrano davvero solo massaggi.


NICK: New Orleans mi ha dato la possibilità di esprimermi. Non sono stato un bambino molto estroverso. Però dopo che mia mamma… Dopo che mia mamma è morta, ho cominciato a frequentare i karaoke. Ci andavo con una mia amica, e mi divertivo tantissimo. Bevevo qualcosa, e con la scusa dell’alcol, mi mettevo a cantare qualche pezzo deprimente. E piangevo. E so che sembra stupido, ma erano gli unici momenti in cui riuscivo a sfogarmi. Poi ho trovato lavoro al cinema, e il mio primo collega era un chitarrista. Uno di quelli che prendeva la custodia e si metteva a suonare in mezzo alla strada. Cominciò a portarmi con lui, quando non lavoravamo. Era divertente, la gente si fermava ad ascoltarci, a volte ci faceva i complimenti. Mi sembrava di poter parlare con tutte le persone di New Orleans, e per la prima volta sentivo che riuscivano a capirmi. Era figo.

Le ragazze arrivano davanti al Transylvania, l’insegna buia, la saracinesca abbassata. Rimangono per un attimo in silenzio, assorte nei loro pensieri.

ELLIE: Siamo arrivate tardi.

Liz guarda il locale, ricorda che è lì che lei e Hank si sono dati il primo bacio, ma non solo. Ricorda che quello è il posto dove ha percepito per la prima volta una vicinanza ad Ethan, quando il ragazzo le si è avvicinato per consolarla dopo il litigio con Hank. Sorride, si gira verso la telecamera.

LIZ: Accendila.

Ellie la guarda, senza capire.

LIZ: Riprendi tutto. Riprendi la strada, le persone, le luci. Riprendi la città, falla vedere a tutti, Ellie. Fai vedere quanto è bella.


MACKENZIE: “Se sei un musicista, devi vedere New Orleans almeno una volta”. Quando papà era giovane glielo dicevano sempre. Quindi quando si è separato dalla mamma è venuto a vivere qui. Forse è per questo che sono diventata una chitarrista. Lui e i suoi amici mi portavano sempre con loro, conosco praticamente tutti i pub di questa città. Ogni sera c’era un artista nuovo, e qualcosa di nuovo da imparare. E poi i festival… Ricordo ancora il primo Vodoo Experience. Avevo quindici anni, e se qualcuno mi avesse detto ‘presto salirai anche tu su quel palco’, gli avrei riso in faccia. Invece ci sono salita davvero. Ed è stata una delle emozioni più grandi della mia vita.

Liz passa davanti all’Hard Rock, si siede su una panchina di un parco poco distante, seguita dalle amiche. Dopo poco, Ellie si porta una mano alla fronte, ridendo.

ELLIE: Qui è dove ci hai detto che avevi baciato Justin!

LIZ: Oddio, è vero!

Jessy sorride, ricordandoselo.

LIZ: C’è un ricordo ad ogni angolo.

Ellie afferra la telecamera.

ELLIE: Ti scoccia ripeterlo?

Liz scuote la testa, continua a parlare, guardando verso la telecamera.

LIZ: E’ vero. Non c’è un posto che non mi ricordi qualcosa. E’ come se fosse una compilation delle canzoni più significative della mia vita, con la differenza che mi basta passeggiare per vedermi passare davanti i momenti come se fosse un film. E’ una sensazione strana, ma forse… Forse mi ci voleva.

JESSY: Che cos’è per te New Orleans, Liz?

Lia guarda l’amica, oltre la telecamera. Jessy le fa un gesto di incoraggiamento.

LIZ: New Orleans è… E’ casa. E’ il posto dove posso tornare sempre, non importa quanto distrutta io sia. Riuscirò a rimettere insieme i cocci in qualche modo, se sono qui.

Le due la guardano, mentre Liz abbassa un attimo lo sguardo, per poi rialzarlo, velato dal pianto.

LIZ: E’ il posto dove sono cresciuta. Dove ho conosciuto le persone più importanti della mia vita, e ho avuto tanti momenti felici. E’ il posto in cui ero un’altra Liz, quella che ancora non era niente di definito e quindi poteva essere tutto. Una ragazzina dalle mille possibilità. E non importa quanti anni avrò, ogni volta che sarò qui tornerò ad essere quella ragazzina. E anche se per poco, potrò tornare a sperare di poter ottenere ancora tutto quello che desidero.

La ragazza si interrompe, così come la luce rossa che indica la registrazione. Ellie appoggia la telecamera e poi tutte e tre si abbracciano, commosse.




LOGAN: New Orleans mi ha permesso di entrare nel gruppo. Se non ci fosse stato il Vodoo non sarei mai venuto, e non avrei mai conosciuto tutti loro. E non avrei realizzato il mio sogno.

HANK: Perché è questo che fa New Orleans, e tutti i locali come questo. Dà una possibilità ai tuoi sogni e alla tua vita. Ti dà l’occasione di poter essere migliore, poter essere qualcos’altro. Vale per noi, vale per Taylor Jhonson, vale per Phil Harper.

Hank si interrompe, fa un sorriso sincero, mentre Beth guarda il ragazzo, sorridendo comprensiva e commossa.

BETH: Grazie mille. E’ sempre un piacere intervistarvi.

NICK: Sei tu che fai le domande giuste. Chissà che non riesca a finire di nuovo in prima pagina.

Beth sorride, poi si alza dallo sgabello.

BETH: In bocca al lupo per domani. Jessy mi ha detto che spera di farvi qualche domanda dopo il concerto…

HANK: Tu non resti?

BETH: No, io… Devo tornare a New York. Ma so già che spaccherete tutto.

I ragazzi le sorridono, salutandola. Nick aspetta per ultimo, la guarda sorridendo.

NICK: Ti accompagno fuori.

BETH: Ti stai sdebitando per tutte le volte che invece mi hai lasciato andare a casa da sola per rimanere con Josie?

Nick nega con la testa, sorridendo, e i due si avviano fuori. Poi Nick scoppia a ridere, la ragazza lo guarda, perplessa.

NICK: Pensavo a quello che hai detto. E riflettevo su come alcune cose cambino.

BETH: Parli di Josie?

NICK: No, parlo dei sentimenti. Insomma, te lo ricordi… Ero cotto. Pensavo di essere innamorato.

Beth alza un sopracciglio, ironica.

BETH: “Pensavi”?

NICK: Sì, pensavo. Poi ho capito che l’amore era un’altra cosa.

Beth lo guarda, tutti e due sull’uscio dello Spotted. Rimangono in silenzio, poi Beth fa un passo impercettibile verso di lui.

BETH: E che cos’è l’amore, Nick?

NICK: E’ qualcosa che non mi passa, a dispetto degli anni.

Lei lo guarda, prova l’impulso di baciarlo lì, all’entrata di quel locale, desiderio che ha avuto per così tanto tempo. Invece resiste, il taxi arriva, distraendola.

NICK: Non vai a piedi, oggi?

BETH: No, devo raggiungere le altre.

Nick annuisce, il momento si interrompe.

NICK: Mi sarebbe piaciuto restassi.

BETH: Anche a me. Ma non sarà l’ultima volta che ci vedremo.

Lui la guarda, dubbioso.

NICK: No?

Beth scuote la testa.

BETH: Ci sono cose che non passano, a dispetto degli anni.

Beth lo saluta, apre la portiera del taxi, Nick la guarda allontanarsi da lui, eppure sente il cuore accelerare alla frase di Beth. Poi la ragazza si volta, gli sorride.

BETH: Sono andata a casa mia. Mi sono seduta sulla panchina.

Lui la guarda, sente la testa svuotarsi.

BETH: La penso come te.




Nick torna dentro lo Spotted, chiedendosi se le parole di Beth possano significare qualcosa, un’opportunità concreta di tornare insieme. Hank, alla batteria, lo guarda, dubbioso.

HANK: Tutto bene?

NICK: Cosa? Ah, sì. Certo.

Mackenzie alza un sopracciglio, poco convinta.

MACKENZIE: Sicuro?

NICK: Sì, io… E’ colpa di questo posto.

HANK: Cioè?

NICK: Cioè… A volte dimentico che ora siamo famosi, che non viviamo più qui. E mi ritrovo a credere che alcune cose siano ancora possibili. Il bello e il brutto dei ricordi.

Hank annuisce, mentre Logan guarda i tre, serio.

LOGAN: Invece io vi invidio.

MACKENZIE: Non sai quello che dici.

LOGAN: Appunto, non lo so. Ma le vostre parole, prima… Mi sarebbe piaciuto abitare a New Orleans. E avere un posto dove poter tornare a pensare che tutto sia possibile.

I tre lo guardano, toccati. Poi Mackenzie fa un sorriso divertito.

MACKENZIE: Da quando hai pensieri così profondi?

Addison li raggiunge, un sandwich in mano.

ADDISON: Da quando legge.

LOGAN: Dove hai trovato quel panino?

Addison indica Dereck, che in quel momento appoggia sul bancone un vassoio colmo di cibo.

NICK: No, Dereck, davvero, dobbiamo tornare in albergo e…

L’uomo li guarda, dopo un po’ scuote la testa.

DERECK: Nemmeno per sogno. Il locale stasera è tutto per noi.

Colonna Sonora – Water Under The Bridge (2 scene)

Poi afferra un telecomando, con cui accende l’impianto stereo. Dopo poco nel locale si diffonde una vecchia registrazione dei Carpe Diem, Save you. I ragazzi rimangono in ascolto, dopo poco Nick fa una smorfia di vergogna.

NICK: Questa stonatura non era prevista…

MACKENZIE: Eri molto emozionato.

Dereck annuisce.

DERECK: Me lo ricordo, non riuscivi a stare fermo…

LOGAN: Quello lo fa ancora adesso.

I ragazzi scoppiano a ridere, poi Mackenzie si siede davanti al bancone, sorridendo a Dereck.

MACKENZIE: E’ bello che tu abbia conservato tutto.

DERECK: E’ stato un onore avervi qui.

Hank si siede accanto alla sua chitarrista, guarda Nick e Logan, alla sua sinistra.

HANK: E’ stato un onore conoscere tutti voi. Non so come avrei fatto, senza i Carpe Diem.

I ragazzi lo guardano, sorridono. Poi Nick si schiarisce la voce, tentando di spezzare la commozione.

NICK: Vale anche per me. Sono troppo emo per sopravvivere da solo.

Mackenzie sorride, mentre Logan scuote la testa.

LOGAN: Almeno ne sei consapevole….

“Mi sono perso qualcosa?”

I quattro si girano, vedono Justin all’entrata, ancora vestito da lavoro.

MACKENZIE: No, ma stavi per farlo. C’è un brindisi in corso, muoviti.

Il ragazzo raggiunge il bancone, Dereck  si affretta a porgergli un bicchiere.

MACKENZIE: Ai Carpe Diem. Formazione vecchia e nuova.

Fa un occhiolino a Logan, che le sorride di rimando.

HANK: E agli amici. Vecchi e nuovi.

Poi tutti alzano i bicchieri.




Beth scende dal taxi arrivando nella strada principale di New Orleans. Entra nell’Hard Rock, trova le tre ragazze sedute ad un tavolo, davanti a loro dei cocktail chiaramente analcolici.

BETH: Scusate il ritardo.

Liz si riscuote, guarda l’amica, fa un breve sorriso.

LIZ: Com’è andata?

Beth sorride, guarda Jessy, soddisfatta.

BETH: Direi molto bene. I ragazzi hanno detto delle cose bellissime. E’ stata un’intervista veloce, ma perché tra le loro risposte e la spiegazione del progetto, non so quanto  spazio Matt mi lascerà …

Jessy annuisce, seria.

JESSY: Va benissimo. Grazie mille, Beth.

ELLIE: Credo dovremmo bere.

Le tre si girano, guardandola.

ELLIE: Insomma, è stata una giornata piena di emozioni. Anche troppo, non sono più abituata ad affrontarle.

LIZ: E dire che sei un’artista.

ELLIE: Sì, ma qui a New Orleans risolvevo sempre sbronzandomi.

BETH: No, quelli eravamo io e Nick…

LIZ: Tu e Nick risolvevate in un altro modo.

Beth si gira, sorridendo, mentre Ellie si alza.

ELLIE: Vodka per tutti, ok?

Jessy prova a protestare, ma la ragazza scompare.

LIZ: Come sta Nick?

Beth si stringe nelle spalle.

BETH: Come al solito. Lui è… E’ Nick. Però oggi ho capito una cosa.

Liz la guarda, in attesa, così come Jessy.

BETH: Non esiste un solo motivo valido per cui non dovremmo stare insieme.

LIZ: Glielo hai detto?

BETH: No, perché dopo ho preso il taxi. E mi sono ricordata della distanza.

JESSY: Che non è un motivo valido.

Beth guarda Jessy, curiosa.

BETH: Lo credi davvero?

JESSY: Credo che non mi fermerebbe.

LIZ: E cosa lo fa?

Jessy guarda la ragazza, fa un sorriso strano.

JESSY: Tu sai cosa ferma te?

Liz apre la bocca per rispondere, poi la richiude. Ellie arriva con un vassoio, appoggia gli shot sul tavolo.

ELLIE: Al mio tre. Senza respirare.

LIZ: Più che un brindisi, sembra una prova di coraggio.

Jessy annusa il bicchiere, lo allontana con una faccia schifata.

JESSY: Lo è. E’ liscia.

ELLIE: Su, su! Al mio tre… TRE!

Le quattro bevono, poi cominciano chi a tossire, chi a lacrimare. Un ragazzo sale sul palco, sorridendo.

RAGAZZO: Buonasera New Orleans! Per chi non lo sapesse, stasera ci esibiremo noi, i One Reason! Vogliamo vedervi scatenare sotto il palco!

Segue uno scroscio di applausi, poi Liz e le altre vedono questo gruppo di adolescenti salire sul palco, prendersi un attimo per accordare gli strumenti. La ragazza guarda il batterista, che si passa continuamente le mani tra i biondi capelli corti. Ellie si gira verso di lei, fa un sorriso storto.

ELLIE: Mi ricorda qualcuno.

Jessy indica con il mento delle ragazze sotto al palco.

JESSY: Anche a me.

Liz guarda le ragazze, infine sorride.

LIZ: Sapete una cosa? Dovremmo berne un altr.

ELLIE: Questa è la a ragazza! Cameriere, un altro!

JESSY: No, aspetta…

Jessy non fa in tempo a protestare, Ellie le tappa la bocca, ridendo. I bicchieri arrivano al tavolo, Liz alza il suo schiarendosi la gola.

LIZ: Volevo brindare a voi. Perchè è bell avervi qui. E’ bello poter sorrdiere ancora insieme, nonostante tutto quello che abbiamo passato. Come diciamo sempre, ci sono delle cose che non passano mai. Sono contenta che voi siate una di queste.

Poi la musica interrompe le parole. Ed è una musica pop, diversa da quella dei Carpe Diem, che porta parecchi ragazzi a raggiungere la pista. Le ragazze appoggiano i bicchieri vuoti, commosse.

BETH: Però, è ballabile.

Beth comincia a muoversi sulla sedia, facendo sorridere le altre.

ELLIE: Dai, andiamo.

LIZ: Dove?

ELLIE: A ballare. Su, muovetevi.

Jessy scuote la testa, tuttavia si alza, come fa Beth. Liz la guarda, scuotendo la testa.

LIZ: L’età media è sedici anni. Potremmo essere le loro madri.

Beth la guarda, le porge la mano.

BETH: Andiamo, Liz.

JESSY: Non avevi detto che a New Orleans saresti sempre stata la ragazzina di sedici anni che può ancora essere tutto ciò che vuole?

Liz la guarda, dubbiosa. Poi, sorridendo, afferra la mano di Beth. Si ritrovano subito circondate da ragazzi giovani, e naturalmente cominciano a muoversi a tempo. Saltano, girano su loro stesse e, continuando a guardarsi, a guardare loro stesse in una situazione di quel genere, scoppiano a riere.

 


NEW ORLEANS, ALCUNE ORE DOPO


Liz scende dalla macchina di Jessy, seguendo Beth, che saluta la ragazza.

JESSY: Buon rientro.

BETH: Buon lavoro. Ci vediamo presto.

Liz si sporge dalla parte del conducente, sorride all’amica.

LIZ: E noi invece ci vediamo domani…

Jessy le sorride, mentre l’amica fa per allontanarsi. Jessy si morde il labbro, poi la chiama.

JESSY: Liz!

Liz si gira, interrogativa.

JESSY: Lo pensi davvero? Che New Orleans sia il posto dove puoi tornare a sperare?

Liz la guarda, fa un sorriso storto.

LIZ: Sì.

JESSY: E’ la paura. Quello che mi frena.

L’amica la guarda, capisce che Jessy si sta riferendo a Justin.

LIZ: Forse è quello che frena tutti.

Poi la ragazza la saluta, si dirige verso casa insieme a Beth.




Colonna Sonora – Castle On The Hill (fino alla fine)

Liz entra in casa, vede la luce della cucina accesa, Sarah seduta al tavolo.

BETH: Sera, signora Marshall.

Sarah sorride a Beth, che guarda l’amica.

BETH: Ti aspetto su.

Liz annuisce, raggiunge la mamma.

LIZ: Lucas è…

SARAH: E’ da Lucy, stasera.

LIZ: E Paul…

SARAH: Paul è già a letto. Avete fatto tardi.

Liz fa un leggero sorriso, mentre la mamma la guarda, seria.

SARAH: So che pensi che Paul ce l’abbia con te.

LIZ: Te lo ha detto Lucas?

SARAH: Conosco mia figlia.

La ragazza sorride, poi si stringe nelle spalle.

LIZ: Vuole bene a Ethan, e…

SARAH: E tu ti senti la cattiva. E’ comprensibile, anche io mi sentivo così, quando io e tuo padre ci separammo.

Liz rivolge alla madre uno sguardo obliquo, si siede accanto a lei.

LIZ: Perché vi siete lasciati, mamma?

SARAH: Per lo stesso motivo per cui si lasciano la maggior parte delle persone. Non funzionavamo più come prima. Perché prima funzionavamo, Elizabeth. Così tanto che l’ho sposato. Così tanto che ho avuto te e Lucas. Ma poi le cose cambiano, e io… Mi ero accorta che non lo amavo più come lui amava me. Che qualcosa si era rotto, e potevamo continuare a fare finta di niente, ma lui non lo meritava.

Sarah si interrompe, si asciuga una lacrima solitaria sulla guancia.

SARAH: Tuo padre meritava un amore pieno, un amore che io non potevo più dargli. E io meritavo di sorridere di nuovo. Suona egoista, o banale, ma non è facile ammettere a sé stessi che non siamo più in grado di rendere felici qualcuno a cui abbiamo voluto un bene immenso.

Liz guarda la madre, seria.

LIZ: Ora sei felice con Paul?

Sarah annuisce.

SARAH: Sì, lo sono. Ma questo non toglie niente all’amore che ho provato per tuo padre. Jhonatan Marshall si è preso il mio cuore dal momento in cui l’ho visto salire sul palco di un pub di New Orleans ormai trent’anni fa. E Paul ha conquistato un cuore diverso. Un cuore già ferito, che però poteva battere con la stessa intensità di quello giovanile. E lui… Lui ha amato Michelle incredibilmente. Eppure ora siamo qui.

Liz annuisce, mentre la madre le afferra la mano, seria.

SARAH: Non è colpa tua se è finita. E nemmeno sua. Semplicemente, certe cose non sono destinate a continuare. Ma invece che concentrarsi sul fatto che sono finite, dovremmo ricordarci che abbiamo avuto la fortuna di viverle. E questo non è da tutti.

Liz annuisce, sente le lacrime raggiungerle gli occhi. Guarda la mamma, grata.

LIZ: Grazie.

Sarah si alza, le bacia la fronte.

SARAH: Volevo solo che lo sapessi. E che sapessi che sarò dalla tua parte. Sempre. Buonanotte tesoro.




Justin apre la porta.

JUSTIN: Ci siamo salutati da dieci minuti e già …

Rimane in silenzio, vede Jessy di fronte a lui, che lo guarda sorridendo.

JESSY: Aspettavi qualcuno?

Justin scuote la testa, per un attimo ringrazia di essere presentabile.

JUSTIN: No, pensavo fosse Mackenzie….

Si sposta per farla entrare, richiude la porta.

JESSY: Sicuro? Non la ragazza di ieri, quella del bar?

Justin fa per spiegare, ma Jessy lo interrompe.

JESSY: Perché non ci sarebbe niente di male. Insomma, io ti ho… Ti ho lasciato qui, dopo tutto quello che hai dovuto affrontare con me, e tu avevi il diritto di cercare di essere felice con qualcun altro. Non pretendo che tu mi abbia aspettato.

JUSTIN: Io… Non è mai successo niente con quella ragazza, Jessy. Siamo solo usciti un paio di volte.

Jessy sorride, sollevata.

JESSY: E mi fa piacere, ma… Tu sei libero. Volevo tranquillizzarti sul fatto che non hai obblighi verso di me…

JUSTIN: Ma li ho verso di me.

Jessy annuisce, senza capire.

JESSY: Sì, appunto. Hai tutto il diritto di uscire con qualcun’altra…

JUSTIN: No, invece. Perché per quanto ci abbia provato, era impossibile.

JESSY: In che senso…

JUSTIN: Perché ci sei tu, Jessy. Ci sei tu nella mia vita, da quel primo giorno di scuola in cui ci chiedesti che genere suonavamo. Ci sei sempre stata tu, anche quando uscivo con Clara, o con tutte quelle altre ragazze di cui nemmeno ricordo il nome.

Jessy lo guarda, trattenendo il respiro, mentre il ragazzo le si avvicina, parlando concitato.

JUSTIN: E non importa quante difficoltà siamo stati costretti ad affrontare, o tutte le volte che abbiamo detto che era finita, e non importano tutte le partenze e i ritorni che ci saranno, perché… Perché sei tu. Io so che sei tu.

La ragazza lo guarda, commossa.

JESSY: Mi dispiace per tutto quello che è successo.

JUSTIN: Tutto quello che è successo ti ha portato di nuovo da me.

La ragazza sorride, e alla fine si avvicina, quasi lentamente, ma Justin percepisce quel movimento, quel passo verso di lui che aspettava da tempo incommensurabile. Si avvicina a sua volta, e la bacia, stringendola forte a sé.

 

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5 thoughts on “3×16 – LIFE AFTER YOU I

  1. Ahahahaah ma non capisco! Ogni volta che mi sembra tu abbia fatto un passo avanti verso Jessy e Justin, leggo questi commenti!
    Penso sia ora di deporre l’ascia di guerra, mancano due episodi… concentrati sulle cose belle! :p

  2. Puntata malinconica, ma piena. Un sacco di sentimenti nell’aria che però non arrivano a concludere niente, se non i soliti Jessy e Justin. Basta jessy-justin, dividiamoli con l’universita a New York vi prego. Gli unici che dovrebbero stare insieme, cioè Nick e Beth sembrano due quindicenni impediti(anche se quoto anche Logan e Addison). Bella l’idea del progetto di Jessy, anche delle riprese di Ellie. Puntata troppo tranquilla per i nostri standard, non ci sono stati pianti feroci o delusioni o partenze…Pare si stia sempre più avvicinando un lieto fine pare. O forse no.

  3. Sarà dura trovare, qualcosa di migliore, con uguale impegno, cuore e qualità!
    Io credo che se uno mette cuore in quel che fa si vede e qui si è sempre visto 🙂

  4. Grazie mille per il commento! Mi fa piacere tu abbia apprezzato le scene, io le trovavo un pò deboli, in realtà…
    Sì le prossime sono le ultime! Vedrai che troverai qualcos’altro da leggere, probabilmente anche di qualità maggiore! Al finale! 🙂

  5. Per prima cosa, grazie per lavorare anche il Primo Maggio!
    – Carine Jessy e Ellie che si punzecchiano all’aeroporto, mi hanno divertito molto 🙂
    – Bello il momento che Beth trova la scritta lasciata da Nick sulla panchina, ma devo dire che la loro relazione mi sta torturando, una vera e propria goccia cinese, non vedo l’ora che si decidano, perché devono decidersi? niente scherzi dell’ultimo momento mi raccomando!!! Li accetto per chiunque, ma non per loro, mi hanno fatto troppo penare!
    – Effettivamente Lucas e Lucy sotto lo stesso tetto con mamma e papà, faceva strano se continuavano così, saggia la decisione di Lucy.
    – Bella la sorpresa della nuova Jessy coraggiosa, che si presenta in aula da Justin e pone la domanda fatale 🙂
    – I Logdison che incitano Nick sono spettacolari, li amo. Fine.
    – Il fatto che Jessy ha letto il finale, quindi sa, ma non ci dice nulla è un’astuta e geniale cattiveria verso il lettore. Mossa perfetta! 🙂
    + Ho trovato molto interessanti due particolari:
    – il fatto che Nick faceva dei duetti con un chitarrista (forse mi era sfuggito precedentemente, di questa mancanza se ci fosse mi scuso, ma non sono sicuro)
    – IL PRIMO BACIO DI LIZ! *_*
    – Rimanendo sulla mia beniamina, il suo scatto quando dice a Ellie di riprendere tutto, fa capire benissimo quanto ami la Sua Città.
    – Riguardo il tour dei ricordi della tre amiche, è stato: stupendo, forte ed emozionante, sopratutto il discorso di Liz sulla sua “Casa”.
    – Devo ammettere che questa puntata ha parecchi momenti molto emozionanti, un altro è sicuramente quando le tre amiche vedono le loro ” nuove versioni”, è un momento molto coinvolgente e le parole di Liz anche qui mi sembrano perfette e anche la scena di loro che ballano, lascia un senso di leggerezza e spensieratezza molto piacevole.
    – Se sapevamo da chi Liz avesse preso le doti artistiche, con il discorso di Sarah abbiamo capito, da chi ha preso la saggezza. Completamente concorde con le parole della mamma di Liz.
    – Bella la scelta di “Castle on the hill”, il testo mi piace molto.
    Ma…ma…quindi la prossima è l’ultima puntata? Non c’è modo di far cambiare idea la Scrittrice? Poi come faccio? che cosa leggo? Aiutoooo!!!! 🙂

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