1×03 – SATISFACTION

Ed eccoci alla terza puntata di Second Chance! Voglio ringraziare tutti coloro che, commentando, hanno contribuito alla realizzazione di questo Spin Off! E’ un progetto che mi sta molto a cuore, perchè è il primo progetto che scrivo e ideo ora che sono un pò più “pratica” dei telefilm su carta, quindi tengo molto ai vostri pareri! Senza considerare che la storia è ancora molto work in progress e i vostri feedback sono più essenziali che mai! Se vi siete persi le puntate precedeti, potete recuperarle QUI

Seconde possibilità di Kathleen Morgan

” Phil Harper non ha avuto una vita facile, a cominciare dalla sua infanzia. Mi rendo conto che suona come un discorso giustificazionista, ma non vuole esserlo. Quello che il mio articolo vuole provare a spiegare è che non sempre gli atteggiamenti delle persone sono libere scelte. Spesso nascondono traumi, abitudini, dolori, che inevitabilmente modificano la spontaneità dei comportamenti.”

 

TRE MESI PRIMA, NEW YORK

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Liam
Liam

Liam annuisce ancora una volta, mentre Phil, accanto a lui nel taxi, lo guarda dubbioso. Appena il chitarrista attacca, il ragazzo lo guarda corrugando le sopracciglia.

PHIL (2)

PHIL: Qual è il problema, oggi?

Liam scrolla le spalle, pratico.

LIAM: Niente di che. Shermann ci ha solo consigliato di passare dal retro. Dice che ci sono dei giornalisti.

Phil fa un sorriso ironico.

PHIL: E perchè? Siamo già famosi?




shermann

Bret Shermann
Bret Shermann

Bret Shermann guarda i due ragazzi, seduti nella sala d’ingresso.

BRET: Mi fa piacere che lei riesca ad ironizzare sulla vostra delicata situazione, signor Harper.

EMILY: E a me fa piacere vedervi sempre così compatti.

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Liam guarda la ragazza, abbozza un sorriso a mò di scusa.

LIAM: Avete detto che c’era un’emergenza, io e Phil eravamo gli unici pronti… Gli altri due arriveranno a momenti…

BRET: Ma sì, bastava anche solo uno di voi. Forse il signor Sandres è più indicato a…

Phil gli restituisce un sorriso ironico.

PHIL: Gli Shameless sono miei. Dove si parla di loro, troverà anche me, finchè il gruppo non deciderà di farmi fuori.

Shermann sorride, poi torna a guardare i due.

BRET: E’ bello vedervi così combattivi. E’ esattamente lo spirito che ci serve in questo momento.

LIAM: Cosa sta succedendo?

Bret Shermann si prende un momento prima di rispondere.

BRET: E’ questo il punto. Il signor Harper ha ipotizzato che i giornalisti fossero qui per i vostri successi, ma… La stampa è volubile, ragazzi. Può essere la miglior alleata, ma è in grado di schiacciarvi come niente. E i giornalisti amano i problemi, i misteri,gli errori. Vi consiglio di prestare attenzione alle persone di cui vi circondate.

Phil fa un sorriso a mezze labbra, si avvicina all’orecchio di Liam.

PHIL: Dov’è Shone? Questo discorso è per lui.

BRET: Quello che conta, è che questo è uno di quei momenti. Avete commesso un passo falso, non importa di che entità o meno. Tutta la stampa sa che vi è quasi sfumata una proposta discografica, che forse siete riusciti a recuperare per il rotto della cuffia. Ora la gente vuole sapere perché.

PHIL: Basta aspettare. Arriverà un altro scoop e nessuno ci penserà più.

Bret Shermann fa un sorriso ironico.

BRET: Questo forse vale per i pettegolezzi di paese, signor Harper. Nell’ambiente musicale è diverso. Certo, ci sono gruppi più importanti ma… Se verrete catalogati, sarà la fine. Se fallite, sarete perdenti. Se avete degli scheletri nell’armadio, saranno trovati e analizzati finchè anche l’ultimo segreto non verrà sbattuto in prima pagina.

LIAM: E quindi la soluzione qual è?

BRET: E’ sostituire uno scoop con un altro scoop. Positivo, se possibile. I tempi con cui la gente dimentica sono più lunghi in questo mondo.

PHIL: Perfetto. Cosa dobbiamo fare?

Ora Bret Shermann smette di sorridere, il suo volto si fa serio e deciso.

BRET: Dovete lavorare, lavorare tanto, e pensare ad un singolo. E poi dobbiamo inciderlo. Nel più breve tempo possibile.

LIAM: E il più breve tempo possibile sarebbe…

Ora è Emily a guardare i due, dopo aver dato un’ultima occhiata a dei fogli davanti a lei.

EMILY: Entro la settimana.



 

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shermann

shone

Shone  arriva trafelato agli studi della Shermann, seguito a ruota da Noel.

SHONE: Spiegami perché la tua sveglia non funziona!

Noel lo guarda, strabuzzando gli occhi.

NOEL

NOEL: La mia sveglia? Da quando la ragione della tua narcolessia è la mia sveglia?

SHONE: Non che tu ti sia svegliato prima di me..

NOEL: Invece potrei stupirti. Stavo… Controllando una cosa sul computer.

Shone lo guarda, alza un sopracciglio.

SHONE: Sì, le chat d’incontri.

Noel lo guarda ironico.

NOEL: Non ho certo bisogno di quelle.

SHONE: Nemmeno io.

Noel annuisce, sorridendo.

NOEL: Già, ho visto la giornalista. Mica male.

Shone fa per rispondere, poi la discreta folla davanti agli studi lo fa zittire.

SHONE: A proposito di giornalisti…

Il bassista guarda nella direzione in cui puntano gli occhi dell’amico, subito si passa una mano tra i capelli.

NOEL: Facciamoci belli per la stampa.

Shone scuote la testa, ma a sua volta sfodera il sorriso migliore in prossimità dell’entrata. Un giornalista gli si avvicina, allungandogli sotto la bocca un registratore.

GIORNALISTA: Allora, ragazzi, cosa potete dirci del contratto sfumato con Nick Jons, il manager dei Set It Off?

Shone si gira, prova a mostrarsi affabile.

SHONE: Abbiamo avuto divergenze di opinioni…

Noel si intromette, con un sorriso da seduttore.

NOEL: Di che ente televisivo siete?

Il giornalista scuote la testa.

GIORNALISTA: Sono di un giornale locale..

NOEL: Allora non concediamo interiste. Parlate con il nostro manager.

Un secondo giornalista si avvicina a Noel, pronto.

GIORNALISTA2: Già, il manager. Chi vi rappresenta, ora?

Il sorriso di Noel si fa meno caldo, il ragazzo si trova in difficoltà.

NOEL: Ah, veramente…

Il primo giornalista torna alla carica.

GIORNALISTA: E come mai siete alla Shermann, quando non avete nemmeno qualcuno che vi rappresenta?

Noel rimane interdetto, poi sente una mano femminile afferrargli il polso. Quando si gira, vede Emily, lo sguardo sui giornalisti.

EMILY: Per oggi le domande si chiudono qui. Riprovate domani, magari sarete più fortunati. Forza ragazzi, dentro.

I due seguono la ragazza negli studi, che chiude prontamente le porte in faccia ai giornalisti.

NOEL: Beh… Grazie.

EMILY: La prossima volta che vuoi giocare alla star, magari assicurati di avere una risposta decente alle loro domande. Venite, Shermann vi sta aspettando.

Noel rimane un attimo interdetto, non è abituato a farsi trattare così. Poi, guardando il fondoschiena della ragazza che si allontana nel corridoio, fa un piccolo sorriso.



shermann

Liam si passa una mano sulla fronte, mentre Phil guarda gli altri due, le braccia incrociate.

PHIL: Tu hai qualche problema serio con la stampa.

Shone lo guarda, esausto.

SHONE: Ho già detto che mi dispiace, ok?

LIAM: Di aver detto cose a caso, o di essere arrivato un’ora dopo l’orario stabilito?

SHONE: Entrambe le cose. Non ho sentito la sveglia e…

PHIL: Se ti concentrassi un po’ di più sul lavoro, magari…

Shone sbuffa, ma non risponde. Phil si gira verso Noel, accigliato.

PHIL: E la tua scusa invece qual è?

NOEL: Stavo guardando una cosa.. Su internet.

I tre rimangono a fissarlo, Noel capisce dai loro sguardi che deve essere più esaustivo.

NOEL: Dei voli. Per New Orleans.

PHIL: Sei scemo? Hai sentito cosa ci ha detto Shermann? Vuole un singolo, e lo vuole ora. Ti sembra il momento di sentire la mancanza della mamma?

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NOEL: Non sono io che compongo, nel gruppo.

Liam si alza in piedi, insofferente.

LIAM: No, sono io. E sicuramente stare qui a discutere con voi non mi aiuterà a produrre. Quindi… Io torno al loft. Phil, vieni con me?

Phil annuisce, poi si gira verso Noel.

PHIL: Fino a quando non avremo il singolo, non azzardarti a lasciare New York.

Noel annuisce, controvoglia.

PHIL: Bene. Ci vediamo a casa.

Shone vede l’amico allontanarsi, dopo poco gli corre dietro.

SHONE: Phil, aspetta!

Il ragazzo si gira, contrariato.

PHIL: Che c’è?

SHONE: Vengo con voi.

Phil reagisce alla notizia alzando le spalle. Shone aspetta un attimo, poi si schiarisce la voce.

SHONE: So che Kathleen non ti piace…

PHIL: Non si tratta del fatto che mi piaccia o meno. Ma del fatto che ora non abbiamo tempo per queste cose.

Shone lo guarda, annuisce, d’accordo.

SHONE: Hai ragione. Prima la musica.



 

 

Noel fa per raggiungere i ragazzi, quando Emily gli va incontro, con la mano aperta davanti a sé.

NOEL: Vuoi essere pagata? E per quale servizio, esattamente?

EMILY: Siamo spiritosi, oggi. Vedo che una buona dormita ti ha fatto ricaricare le batterie.

NOEL: Ok, hai ragione, sono stato poco professionale e mi scuso.

EMILY: Non bastano le scuse. Voglio la chiave del vostro appartamento.

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Noel la guarda, sorridendo malizioso.

NOEL: Siamo già a questo punto? Avevo percepito una certa intesa tra noi..

Emily fa una smorfia, mantiene la mano aperta.

EMILY: E avevi percepito male. Domani mattina verrò a svegliarvi io.

Noel la guarda ancora un attimo, poi sorridendo le porge le chiavi, depositandogliele sul palmo.

NOEL: La prendo come una promessa.

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Poi, dopo averle fatto l’occhiolino, si allontana sorridendo.




 

Colonna Sonora- (I Can’t Get No) Satisfaction (3 scene)

loft second chance

KAT PROMO PRIMO PIANO

Kathleen si riguarda un’ultima volta nello specchietto portatile, poi scende dalla macchina, si dirige verso il loft. Fa per suonare il campanello, quando la porta si apre. Shone le sorride, addosso una canotta abbastanza attillata.

SHONE: Non mi sembrava il caso di svegliare la gente.

KATHLEEN: Hai ragione, le rockstar alle otto di mattina dormono.

Shone sorride scuotendo la testa, poi la guarda alzando le sopracciglia.

SHONE: Per di più in questi giorni non è che la stampa sia la benvoluta.

KATHLEEN: Mi ferisci. Sono solo una giornalista?

Shone sorride all’ironia di Kathleen, che gli restituisce il sorriso.

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SHONE: Per me no. Per gli altri magari…

KAT: E io che speravo di poter intervistare anche il tuo cantante.

SHONE: Vedrò cosa posso fare. Entra.

Si sposta per lasciarla entrare, poi richiude la porta dietro di loro.



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Emily chiude la portiera, assonnata. Guarda la portiera del passeggero aprirsi e richiudersi troppo lentamente, per i suoi gusti.

EMILY: Susan!

La ragazza si gira, la guarda sbadigliando.

SUSAN: Che c’è?

SUSAN
Susan

EMILY: Mi chiedo se tu abbia almeno memorizzato la strada.

SUSAN: Ho il navigatore.

Emily alza gli occhi al cielo, poi si avvia verso il loft.

SUSAN: Anche se non ho ancora capito perché devo venire a svegliarli io.

EMILY: E io non ho capito perché, a questo punto, hai voluto fare uno stage in una casa discografica.

Susan la guarda un attimo, poi fa un sorriso innocente.

SUSAN: Che domande… Per i ragazzi!

Emily sospira, mentre gira la chiave nella toppa.

EMILY: E allora sarai accontentata. Qui ce ne sono addirittura quattro.



 

Shone apre la porta della stanza, seguito da Kathleen, in mano una tazza di caffè a testa.

SHONE: Qui possiamo parlare…

Kathleen accenna un sorriso, poi si blocca di colpo. Phil li guarda, seduto sul letto dell’amico.

PHIL: Non ci posso credere.

Kathleen abbozza un sorriso, mentre Shone guarda l’amico chiedendogli di mostrarsi gentile. Phil ignora la richiesta non verbale.

PHIL: A quanto pare dovremo abituarci alla tua presenza.

Kathleen gli si avvicina, porgendogli la tazza di caffè.

KATHLEEN: Sembri averne più bisogno tu. Inoltre… Prendila come una richiesta di amicizia.

Phil alza un sopracciglio, scettico, ma non dice niente, prende il caffè che la ragazza gli porge. Shone sorride guardandoli, sollevato dalla parvenza di armistizio. Poi sente la porta di casa aprirsi, Phil lo guarda dubbioso.

PHIL: E adesso chi è?

Shone alza le spalle.

SHONE: Probabilmente Emily… Aveva promesso ci sarebbe venuta a svegliare, ed eccola qui.

PHIL: Ma sì, perché no! Qualcun altro?

Phil fa per alzarsi, ma Shone intercetta lo sguardo supplicante di Kathleen, capisce che la ragazza sta vedendo la situazione come un’opportunità per fare delle domande a Phil.

SHONE: Voi state qui… Vado io. Arrivo subito.

Phil rimane interdetto, vede il suo amico sparire al piano di sotto. Poi si gira verso Kathleen, che gli sorride pronta.

KATHLEEN: Allora, Phil… Che mi racconti?



loft second chance

 

Shone scende al piano inferiore, vede Emily, Liam e una ragazza mai vista prima. Guarda Liam, che si gira proprio in quel momento, uno sguardo di chiaro apprezzamento per la nuova arrivata.

EMILY: E siamo a due.

SHONE: Sì, Phil è già sveglio, è con un’amica…

Susan ridacchia, mentre Emily alza gli occhi al cielo.

EMILY: Non mi interessa sapere con chi il vostro cantante si accompagna nel tempo libero, basta che sia produttivo. Lei è Susan, la stagista. Da domani verrà a svegliarvi lei.

Susan sorride, cordiale.

SUSAN: Piacere… Ma… Le band non dovrebbero essere almeno di quattro persone?

Liam guarda Emily, le rivolge un’occhiata scettica, divertito.

EMILY: Ottima intuizione. E a tal proposito, andiamo a svegliare quell’altro bell’addormentato…

LIAM: L’ultima in fondo alla stanza!

Liam guarda le due allontanarsi, poi scuote la testa sorridendo, prima di bere un altro sorso di caffè.

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SHONE: Cosa c’è da ridere?

LIAM: Oh, niente… Solo che Phil non è l’unico che ieri sera si è … “accompagnato”.

Liam guarda Shone in maniera eloquente, poi entrambi scoppiano a ridere.




KATHLEEN: Quindi… Il contratto è saltato.

Phil scuote la testa, la guarda dall’alto della tazza del caffè.

PHIL: Cosa hai bisogno di scrivere?

KATHLEEN: Dimmelo tu.

PHIL: Già, come se voi giornalisti chiedeste il permesso per scrivere quello che vi fa vendere.

KATHLEEN: Io scrivo la verità. O almeno, ci provo.

Phil si prende del tempo per decidere se crederle o meno. Poi si limita a guardarla , ma Kathleen se ne accorge, che lo sguardo del ragazzo per la prima volta è diverso. Sembra darle fiducia, e Kathleen intuisce che è qualcosa che a Phil non succede spesso.

KATHLEEN: Allora….

PHIL: Allora.

Kathleen fa un piccolo sorriso.

KATHLEEN: Come mai canti?

PHIL: Domanda scontata.

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KATHLEEN: Lo è anche la risposta?

Phil respira brevemente, poi il suo sguardo azzurro si fa più torbido, e Kathleen sente un brivido lungo la schiena mentre lo ascolta parlare.

PHIL: Canto perché con la musica dico quello che non riesco a dire a parole.

KATHLEEN: Eppure non mi sembri una persona accondiscendente.

PHIL: Non sempre riesco a dire quello che penso. Quello che penso veramente.

KATHLEEN: E questo in quali questioni?

Phil abbassa lo sguardo, e Kathleen aspetta, ma è chiaro che il ragazzo non ha intenzione di rispondere.

KATHLEEN: Magari avere qualcuno accanto ti aiuterebbe..

PHIL: Ti vuoi proporre? Mi dispiace dirtelo, ma è risaputo. Non siamo la classe lavorativa privilegiata per le relazioni a lungo termine.

Kathleen cerca di scavare dietro quel sorriso strafottente, si mantiene seria.

KATHLEEN: E non c’è mai stata?

PHIL: Chi?

KATHLEEN: Una persona in grado di starti vicino.

Ora Kathleen lo percepisce, il cambio di umore, lo sente pervadere la stanza. Vede il ragazzo abbassare gli occhi, anche se con la mente è già lontano da quella stanza.

phil ascolta serio

PHIL: No. Non c’è mai stata.

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Kathleen lo guarda scurirsi in volto, ed è certa di aver centrato il punto, le sue intuizioni confermate, vede la complessità di quel ragazzo dietro la cortina arrogante, e suo malgrado il suo spirito da reporter ha il sopravvento. Vuole sapere.

KATHLEEN: Io invece non credo…

Delle voci nel corridoio, chiaramente femminili, fanno scattare Phil, che ne approfitta per salvarsi da quell’insistenza.

PHIL: Scusami un attimo…



 

Susan segue diligentemente Emily lungo il corridoio, sbirciando nelle camere semiaperte.

SUSAN: Quindi esattamente… Il mio compito è quello di svegliarli?

EMILY: Fondamentalmente, sì. Phil, il cantante, e Noel, il bassista, sembrano quelli più indisciplinati, quindi…

Le due stanno per bussare alla porta, quando essa si apre da sola. E ne esce una ragazza.

NANCY: Oh… Buongiorno.

NANCY

Emily si limita a guardarla, alzando un sopracciglio. La ragazza è mezza nuda, coperta con un lenzuolo. Passa loro accanto, sorridendo.

NANCY: Dovrei andare in bagno…

Subito dopo esce Noel, con addosso solo i pantaloni e una camicia sbottonata.

NOEL NACED

NOEL: Il bagno è da quella parte.. Oh, buongiorno.

Susan lo osserva compiaciuta, incurante del fatto che il ragazzo possa notarlo. Emily, al contrario, lo guarda con supponenza.

EMILY: Vestiti e muoviti.

NOEL: Buongiorno anche a te… E a te.

Si avvicina per fare il baciamano a Susan, che ridacchia ammirata.

EMILY: Ma per piacere.

NOEL: Su, non fingere che io sia il primo. Hai lavorato con altri musicisti…

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EMILY: No, non sei il primo. Proprio per questo..

Emily arretra lentamente, guardandolo ironica.

EMILY: Noi ce ne andiamo. A domani!



 

Phil si affaccia in quel momento, seguito da Kathleen. Entrambi vedono Susan  e Emily andarsene, quest’ultima non senza avergli fatto un sorriso ironico.

KATHLEEN: E quelle chi sono?

PHIL: Una lavora per la Shermann, l’altra… Mi piacerebbe capirlo.

KATHLEEN: Quindi avete il contratto, giusto?

Phil la guarda di sbieco, suo malgrado sorridendo.

PHIL: Sei una che non molla, eh Morgan?

Kathleen lo guarda, stupita.

KATHLEEN: Come fai a…

PHIL: Non sei l’unica che fa le sue ricerche.

Kathleen vorrebbe rispondergli, dirgli che non trova il suo cognome da nessuna parte, in nessun tabulato antecedente ai suoi sedici anni, ma non lo fa. Si sente come se dovesse proteggerlo, e mentre decide di rimanere in silenzio, di non indagare per una volta, si chiede perché. Poi una ragazza vestita con un lenzuolo esce dal bagno.

NANCY: Oh… Ciao, Phil.

Phil la guarda, senza riconoscerla.

NANCY: Sono Nancy, l’amica di Jen, la ragazza che hai scambiato per un’altra.

Kathleen vede Phil irrigidirsi, capisce che è a causa della sua presenza.

PHIL: Ah, certo. Cosa ci fai qui?

Nancy alza le spalle, poi sorride divertita.

NANCY: Diciamo che il tuo amico Noel ha un altro modo di trattare le ragazze…

PHIL: Non ho dubbi. In ogni caso… Salutami la tua amica.

NANCY: Salutala da solo. Mi hanno detto che l’hai cercata.

Il quel momento Noel esce dalla stanza.

NOEL: Ehi, ciao a tutti! Phil, ci aspettano alla Shermann..

PHIL: Già. Sarà il caso di scendere.

Noel guarda Nancy, sorridendo affabile.

NOEL: Tu fai con calma, quando esci chiuditi dietro la porta… Tanto abbiamo il portiere.

Phil guarda il suo bassista, chiedendosi il nesso logico dei suoi discorsi.

NANCY: Ok… Noi ci sentiamo, vero?

NOEL: Certo!

La saluta con un bacio sulla guancia, poi scende le scale seguito da Phil e Kathleen.

PHIL: Il solito.

Noel si gira, innocente.

NOEL: Io mi diverto, amico.

PHIL: No, tu illudi. Che è diverso.

Kathleen alza un sopracciglio, ma non dice niente, raggiunge con i due la cucina. Liam la guarda, curioso.

LIAM: E lei è?

PHIL: Una giornalista del Discover che ha fatto entrare Shone.

Shone sbuffa, poi abbozza un sorriso.

NOEL: In ogni caso sarà meglio andare, qui l’ispirazione non è delle migliori…

LIAM: Come mai tutta questa fretta?

NOEL: Devo partire.

KATHLEEN: Per dove?

PHIL: Non dire niente.

Kathleen lo guarda, stringendo gli occhi.

KATHLEEN: Tu e la fiducia non vi conoscete?

PHIL: Perché dovrei fidarmi di te?

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Phil rimane a guardarla, ma Kathleen regge lo sguardo, per un attimo si dimentica che quella cucina è così affollata. E’ Shone che la riporta alla realtà, schiarendosi la voce.

SHONE: Kat…

KATHLEEN: Sì, io vado. Grazie per l’ospitalità.

I ragazzi la salutano sorridendo, mentre Phil sa che la frecciatina della ragazza era per lui. Suo malgrado, sorride.



 

 

Shone sale sul taxi, seguendo il suo cantante.

PHIL: Avevi detto che avresti aspettato il singolo.

NOEL: Si beh, non posso.

PHIL: Si può sapere che problemi hai?

NOEL: Sono… Affari personali.

Phil alza gli occhi al cielo mentre Liam, davanti, dà al tassista l’indirizzo della Shermann.

PHIL: Allora vedi di non farli uscire fuori. Soprattutto quando ci sono giornalisti in giro.

SHONE: Dì la verità, che alla fine ti sei divertito. Un’intervista ti fa sentire importante.

Phil guarda dritto davanti a sé, in testa nuovamente la domanda di Kathleen sulla sua vita amorosa.

PHIL: A me fa sentire braccato.

Shone lo guarda di sbieco, capisce che Kathleen ha fatto domande che hanno scosso l’amico. Non aggiunge altro.




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Emily li vede arrivare dopo poco, tutti con un sacco a pelo.

EMILY: Cosa state facendo…?

LIAM: Abbiamo pensato che dobbiamo incidere un singolo. Quindi non possiamo distrarci.

EMILY: E pensate di dormire qui?

NOEL: Vuoi aggregarti?

EMILY: Ti piacerebbe.

NOEL: Non lo nego.

Phil alza gli occhi al cielo.

PHIL: Mentre tu provi a rimorchiarla, noi andiamo in saletta.

EMILY: Tempo sprecato. Segui pure i tuoi amici.

Noel la guarda, sorride scoprendo i denti.

NOEL: Mi piacciono le donne difficili.

Emily lo guarda seguire i suoi compagni, poi fa un piccolo sorriso.

SUSAN: E’ davvero, davvero… Notevole.

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Emily sobbalza, guarda la stagista apparsa accanto a lei.

EMILY: Cosa?

SUSAN: Noel Larxs, il bassista.

EMILY: Come fai a sapere…

SUSAN: Mi documento sui miei obiettivi. Vado a vedere se vogliono del caffè…

Emily la vede allontanarsi, poi alza gli occhi al cielo.



 

Susan bussa alla porta aperta, guarda i quattro già pronti a lavorare, Liam con la chitarra in mano che scrive accordi su un foglio.

SUSAN: Mi chiedevo se… Aveste bisogno di qualcosa.

Noel fa un sorriso sarcastico.

NOEL: Beh…

Liam lo blocca immediatamente.

LIAM: Magari tra poco… Un po’ di caffè.

SUSAN: Era esattamente quello che intendevo. A dopo allora!

SHONE: Sì, come no.

PHIL: Basta parlare di donne. Al lavoro!

I quattro si guardano, poi si sorridono incoraggianti.



 

Emily passa periodicamente ogni due ore, fino a sera. Trova i ragazzi sempre intenti a lavorare su un pezzo, ricorda di averlo sentito in un demo che aveva Bret, ma qualcosa non funzionava. Pare sia proprio su questo che i ragazzi si stiano concentrando, e si stupisce di come siano seri, perfino Noel, che ora vede assumere un’espressione concentrata.

I ragazzi rimangono in saletta fino a mezzanotte, quando Liam suona la melodia e Phil canticchia qualcosa sopra.

LIAM: Direi che non è male.

Phil annuisce, poi guarda gli altri tre.

PHIL: Sì, ora servono le parole. E a me serve tempo, spazio, e solitudine.

NOEL: Allora dici che…. Possiamo dormire qualche ora?

PHIL: E’ esattamente quello che sto dicendo.

I tre lo lasciano solo, Emily li intercetta in cerca di un posto dove riposare qualche ora.

EMILY: Potete stare nella sala di registrazione, anche se non so quanto la cosa sia normale…

NOEL: Tu sei ancora qui. Non sei meno normale di noi.

EMILY: Io lavoro.

NOEL: Anche io. Giuro!

Emily sorride, deve ammettere che ha visto realmente il ragazzo concentrato.

EMILY: In ogni caso, ora me ne vado. Non fate casini.

Fa per allontanarsi, poi sente dei passi dietro di lei. Si gira, sicura che sia Noel.

EMILY: Cosa..

LIAM: Volevo… Ringraziarti.

Emily lo guarda, poi sorride.

EMILY: Oh… Figurati. Come dicevo, è il mio lavoro.

LIAM: No, non lo è. Non eri tenuta a farci stare qui, o a farci da babysitter. Quindi… Grazie.

Emily lo guarda, poi gli sorride.

EMILY: Figurati.

Liam annuisce, fa per andarsene, poi Emily si stupisce da sola.

EMILY: Ti fa una sigaretta?

Liam si gira, dopo un breve momento di spaesamento, annuisce.



 

Liam guarda Emily accendersi la sigaretta, si chiede come mai la ragazza lo abbia invitato a fumare, ma decide di non farsi troppe domande.

EMILY: Ti starai chiedendo come mai non corro a dormire.

Liam sorride, sorpreso che la ragazza abbia intuito i suoi pensieri.

LIAM: Beh, sì.

EMILY: Soffro un po’ d’insonnia.

LIAM: Capita, quando si lavora troppo.

EMILY: Sì è vero, solo… Solo che non mi pesa sai, lavorare. A volte è quasi… Un modo per non pensare.

Liam annuisce, comprensivo.

LIAM: Già, capisco la sensazione. Quando il lavoro diventa l’unica cosa che funziona.

EMILY: O l’unica che hai.

Rimangono per un attimo in silenzio, il vento notturno che li accarezza. Poi Emily sorride, cercando di alleggerire la pesantezza della sua frase.

EMILY: Scusa la negatività.

Liam sorride leggermente.

LIAM: Scusa accettate ma… Sono nella tua stessa situazione. Dopo Taylor… Ho preferito dedicarmi ad altro.

Emily lo guarda, capisce che il ragazzo è ancora ferito dall’accaduto.

EMILY: Immagino che sia stato un duro colpo.

Liam annuisce.

LIAM: Già. Io e Taylor ci siamo conosciuti sei anni fa, e siamo stati insieme così tanto che…  Che forse non ho ancora elaborato veramente il fatto che è finita. E’ come se… Se una parte di me si aspettasse di vederla apparire da un momento all’altro.

Emily lo guarda, vede il ragazzo provato. Fa per dire qualcosa, ma Liam butta la sigaretta in terra, le rivolge un sorriso dolce.

LIAM: Direi che è ora di andare a letto. Notte, Emily.

EMILY: Notte, Liam. A domani.

Lo guarda rientrare, poi si decide ad avviarsi verso la macchina.



 

 

Colonna Sonora- Na Na Na (2 scene)

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Bret Shermann
Bret Shermann

Bret Shermann apre la porta del suo studio, l’orologio a parete che segna le sette, seguito da Emily.

BRET: Spero che i ragazzi abbiano preso sul serio il mio avvertimento…

Emily non fa in tempo a rispondere, perché nell’ufficio sono presenti tutti e quattro gli Shameless, stanchi ma combattivi.

BRET: Oh, ragazzi… Siete mattinieri.

PHIL: Siamo più di questo, signor Shermann.

Bret Shermann rimane a guardarli, dubbioso, mentre Liam si apre finalmente in un sorriso.

LIAM: Abbiamo il singolo.




 

Phil si toglie le cuffie, mentre Shermann gli fa un segno con il pollice alzato, a dire che la registrazione della voce è andata bene. Il ragazzo sorride, poi esce con Liam fuori, dopo essere stati congedati momentaneamente per la pausa pranzo.

LIAM: Dove pensi di andare a mangiare?

Phil lo guarda, sorridendo.

PHIL: Non so te, ma io penso di andare a dormire.

Liam sorride, divertito.

LIAM: Direi che te lo sei meritato.

PHIL: Cinquanta e cinquanta.

LIAM: Sì, ma le parole… Sono molto belle.

Phil si limita ad annuire, quel complimento come sale sulla ferita.

LIAM: Sai in questi giorni… Ho pensato a Taylor e… Sembra quasi che tu mi abbia letto nella mente.

Phil lo guarda, gli regala un sorriso storto, mentre il taxi si ferma davanti a loro.

PHIL: Siamo più simili di quello che credi.

Liam lo vede salire nel taxi, capisce in quel momento a chi il ragazzo si sia ispirato per la canzone.

PHIL: A dopo!

Phil sorride al suo chitarrista, finché lui e la Shermann non spariscono dal finestrino del taxi. A quel punto appoggia rumorosamente la schiena al sedile posteriore, si concede di pensare per un breve momento a Liz, sul volto un’espressione privata, triste.



 

Colonna Sonora- Saturn  (2 scene)

AREOPORTO NEW ORLEANS, TRE MESI PRIMA

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Phil aveva ricontrollato per l’ennesima volta il cellulare, cercando una chiamata, un messaggio, qualsiasi cosa. Dopo poco, Shone gli si era avvicinato, la mano sulla spalla.

SHONE: Phil…

PHIL: Ancora cinque minuti.

Non lo aveva guardato, e Shone non aveva cercato di intercettare il suo sguardo. Conosceva Phil, sapeva che non gli piaceva mostrarsi vulnerabile. Anche se era esattamente quello che stava succedendo. Si era allontanato, mentre Phil ricontrollava per l’ennesima volta il cellulare, lei irraggiungibile, lui all’aeroporto pronto alla partenza, senza una spiegazione. Eppure era certo di averlo intuito, il motivo, scappava dallo Spotted la sera precedente. Si era maledetto per la sua solita arroganza, non avrebbe dovuto dire al microfono che Liz sarebbe partita con lui. Se l’era giocata con Hank, e purtroppo era una partita che non poteva vincere.

Aveva sentito Liam schiarirsi la voce.

LIAM: Phil.. Perderemo il volo.

Si era girato di scatto, lo sguardo a terra, gli occhi delusi.

PHIL: Va bene, andiamo.

Aveva seguito il suo gruppo, il suo biglietto in mano, assieme a quello di Liz. Quando era arrivato al check in, aveva guardato per un attimo la giovane hostess che gli sorrideva, quel piccolo barlume di speranza che suo malgrado era nascosto da qualche parte, dentro di lui.

PHIL: Senta… Ho un biglietto che…

L’idea di lasciare lì il biglietto, in caso Liz arrivasse, lo aveva abbandonato con la stessa velocità con cui era arrivato. Sapeva che Liz non aveva trovato traffico, o un imprevisto. Semplicemente, aveva scelto.

HOSTESS: Sì?

Phil aveva scosso la testa, ucciso quella speranza.

PHIL: Niente.

Con un gesto veloce. Aveva fatto cadere il biglietto nel cestino lì accanto.



 

NEW ORLEANS, QUATTRO MESI PRIMA

Liz lo aveva guardato, dentro la sua macchina, con quello sguardo di supponenza che lo aveva conquistato subito, al primo accendino chiesto in prestito.

LIZ: E ora?

lizvestitobianco

Aveva sorriso, perché gli piaceva provocarla, vederla rifilargli quello sguardo.

PHIL: E ora, solitamente, le brave ragazze mettono la cintura.

Liz si  era fermata, con la mano a mezz’aria, la cintura stretta nel pugno. L’aveva lasciata lentamente scivolare via.

LIZ: Dove stiamo andando?

PHIL: Non è importante, fidati.

LIZ: Solitamente, quando si sale in macchina, la meta si sa.

LIZ SERIA2

PHIL: Io non sempre.

E non avrebbe voluto aggiungere altro, perché a lui non piaceva raccontare i fatti suoi, eppure in quell’abitacolo si sentiva quasi protetto, dai giudizi, dalla delusione. Protetto grazie a lei.

PHIL: Ogni tanto prendo la macchina, e vago. New Orleans è bellissima, ma noi siamo così abituati a viverci che guardiamo sempre le stesse cose, dalla stessa prospettiva.

LIZ: Vuoi farmi credere che è un viaggio interiore?

PHIL: Una specie.

Liz aveva sorriso ironica, poi aveva sentito una leggera brezza notturna provenire dall’alto. Aveva alzato la testa, visto il tettuccio della macchina ritrarsi lentamente per lasciare spazio al cielo stellato.

PHIL: Non ti ho proposto di non mettere la cintura senza un motivo. Sotto sotto, sono un bravo ragazzo anche io.

LIZ: E cosa dovrei fare?

Phil aveva alzato le spalle, perché voleva che lei facesse unicamente quello che si sentiva. Anche se avrebbe voluto che lei sentisse quello che sentiva lui.

PHIL: Quello che vuoi. Puoi fare tutto, oppure niente. Puoi rimanere seduta qui, oppure al..

Si era bloccato, mentre vedeva Liz alzarsi in piedi sul sedile e sporgersi fuori con il busto. L’aveva vista stendere le braccia al cielo, dentro la città illuminata dai lampioni, e aveva capito che, come lui, in quel momento si sentiva viva.




NEW YORK, OGGI


 

Matt
Matt

MATT: Dammi buone notizie.

KATHLEEN: Ho l’articolo. Diciamo che mi manca solo la giusta conclusione.

Kathleen sente Matt esultare, dall’altra parte del telefono.

MATT: Fantastico! Se come hai capito, hanno veramente un contratto con la Shermann, abbiamo bisogno di pubblicare questo articolo prima di tutti gli altri!

KATHLEEN: Lo so, ma tu sai che sono precisa.

MATT: E questa precisione quanto tempo porterà via prima di avere l’articolo sulla mia scrivania?

Kathleen avvicina ancora di più il telefono all’orecchio, mentre le voci della gente sovrastano quella del suo capo.

KATHLEEN: Questione di giorni. Devo solo… Verificare un’ultima cosa.

MATT: Perfetto. Ma… Dove sei? Conti di passare in redazione in giornata?

Kathleen sorride, guarda ancora una volta il tabellone.

KATHLEEN: Non credo, Matt. Sto andando a New Orleans.



 

“Io stessa non ho avuto un’impressione positiva di Phil, la prima volta che l’ho incontrato. Nemmeno la seconda, in verità. Ma poi… Ho visto qualcosa in lui, qualcosa che non capivo, e mi sono sforzata di avere gli strumenti per poterci riuscire, prima di giudicare. Perché si sa molto di Phil Harper come frontman degli Shameless, e molto poco di Phil Harper come persona. Si sa poco delle sue origini, della sua infanzia a New Orleans, del suo rapporto con i genitori. Sapevo molto poco anche io, e allora Phil era facilmente racchiudibile in una categoria, un cassetto sicuro e irremovibile. Poi ho deciso che non volevo fermarmi a quella patina, e le cose sono cambiate.”

 

 

 

 

 

 

 

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4 thoughts on “1×03 – SATISFACTION

  1. Bella l’introduzione di Kat alla puntata, fa un bel ragionamento. Poi mi piace in generale, che la puntata inizia con un pezzo del suo articolo. Peccato che la ragazza sia un po’ invadente, quasi da diventare odiosa, volendo indagare sul passato di Phil. Credo che Phil non si trovi sotto quel nome e cognome, forse perchè si è emancipato dai genitori (e cambiato nome e cognome decisi da loro), visto che il padre era un poco di buono e la madre l’aveva praticamente abbandonato. Oppure è semplicemente il nome d’arte, ma sarebbe molto meno figa come cosa. Molto apprezzabile anche la scelta di riprendere il pezzo già visto in CrossRoads di Phil e Liz in macchina, ma questa volta visto dal punto di vista del ragazzo.

  2. wooow adoro Kat!! Mi sembra una giornalista eccezionale!! Sensibile e pronta a raccontare come stanno effettivamente le cose, piuttosto che scrivere articoli sensazionalisti solo per vendere! Mi è piaciuta molto la scena fra lei e Phil in camera, io non credevo che Phil si fosse innamorato di Liz, che provasse qualcosa senza dubbio, ma addirittura amore non credevo. La scena all’aeroporto è un colpo al cuore, quell’attesa, purtroppo inutile, e il suo sguardo deluso hanno descritto benissimo i sentimenti di Phil per Liz, e non ne immaginavo la profondità, forse perchè con quel modo strafottente che ha di fare, uno finisce per credere che Phil sia una persona superficiale ed egoista, e invece…
    Volevo complimentarmi per la bravura del gruppo!! non credevo che sarebbero riusciti in così poco tempo a produrre un singolo, non hanno niente da invidiare al gruppo di Hank o di Taylor! Forse, era anche scontato però…non li ho mai visti così tanto sul pezzo e mi stanno piacendo moltissimo 😀
    Emily e Liam, non li voglio già shippare ahah però…ho provato un forte senso di solidarietà nei loro confronti quando si sono aperti reciprocamente di fronte a quella sigaretta, una scena davvero intensa.
    Mi sta piacendo tantissimo questo spin off!! Sarebbe davvero stato un peccato se non fosse andato in porto, perché è fondamentale come approfondimento per capire la psicologia di Phil e conoscere a fondo anche gli altri membri del gruppo 😀 ♡ ♡

  3. Ahahahah ma sono fatte apposta!
    Comunque sono contenta se le ship non sono al centro dell’interesse (anche perchè con tutti gli intrighi che ci sono e ci saranno….)
    I flashback sull’infanzia ovviamente ci saranno, il passato di Phil è qualcosa che verrà sviscerato in questa stagione 😉 Noel idem, ma fors enella prossima puntata potresti avere qualche delucidazione… Nel frattempo, l’aria la sento anche io :p

  4. l’ho detto prima ma devo ripeterlo: il modo con cui si apre e si chiude la puntata è perfetto! *_* ti prende in una maniera assurda che vorresti leggere subito l’episodio successivo! perchè non fai come netflix e pubblichi tutte le puntate in una volta sola?? ahahaha

    altra cosa che mi piace è che le ship non sono alla base della serie, tant’è vero che mi intriga di più la trama che tutto il resto.
    mi son mancati i flashback sull’infanzia di shone e phil e spero francamente che ce ne saranno di più!
    ah e poi noel?? voglio sapere! cosa ci nasconde?? non è che in realtà corre a casa perchè ha la nonna sulla sedia a rotelle o qualcosa di simile??

    e kathleen che torna a NO?? indovina chi sente aria di crossover con crossroads?? <3
    attendo la prossima puntata con trepidante trepidazione.

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